Campania

Mercoledì, 27 Settembre 2023 21:24

Il Riccio Ristorante. Mirabella Eclano (Av)

Al Riccio Ristorante sono già stato anni fa, mi intrigava all’epoca l’idea di un locale che proponesse una cucina di mare in un luogo vocato per tradizione e posizione geografica ad una cucina chiaramente di terra. A distanza di tempo, la curiosità di provare nuovamente le loro proposte era forte e visto che ero in zona, sono ritornato a pranzo. Siamo a Mirabella Eclano, precisamente al Passo di Mirabella. Il casello di Grottaminarda dell’A-16 dista davvero pochi Km, arrivare qui è davvero semplice.

Il Riccio Ristorante Mirabella Eclano Insegna esterna
Il Riccio Ristorante. Mirabella Eclano - Insegna esterna

Il locale è come lo ricordavo, anzi anche più bello, perché ha raddoppiato il suo spazio: due belle sale curate e con un arredo sobrio. Dominano la pietra e il legno. Bella, semplice ma al contempo raffinata la mise en place. Molto caratteristica è la parte che da una sala conduce all’altra, qui troneggia un bel camino. D’Inverno o comunque nelle serate fredde con il fuoco acceso deve essere davvero uno spettacolo.

Il Riccio Ristorante Mirabella Eclano Particolare interno con camino
Il Riccio Ristorante. Mirabella Eclano - Particolare interno con camino

Veniamo accolti con grande gentilezza e professionalità da Franco (il maître e responsabile di sala). Ci accomodiamo al nostro tavolo. Come al solito riservo un interessato sguardo alle proposte in carta. La prima cosa che mi colpisce è che ci sono poche proposte ma curate, segno di una cucina espressa e di materie prime sempre e un pescato sempre freschi. Ci sono due proposte di tartare, quattro antipasti, tre primi e quattro secondi. Noi cominciamo ordinando una minerale e due calici di rosato Centoviti di Nativ. Un vino ottenuto da uve di aglianico di un bel colore rosa intenso, con sentori floreali e di ciliegia. Al palato è equilibrato e ben strutturato. Davvero un vino interessante.

Rosato Centoviti di Nativ
Rosato Centoviti di Nativ

Intanto arriva un graditissimo benvenuto della chef Imma Dichiara, un cous cous di verdurine e gamberi servita su una maionese vegetale handmade, aromatizzata al limone. Una proposta stuzzicante e fresca. Buonissima...

Entreé
Entreé

Cominciamo con due antipasti. Il baccalà cotto a bassa temperatura con scarola riccia, alici di Cetara e olive caiazzane è una poesia. Delicato, morbido e saporito il baccalà che fa l’amore con la “scarulella” ed è esaltato dalla sapida alice di Cetara e dalla aromatica oliva caiazzana.

Baccalà cotto a bassa temperatura con scarola riccia alici di Cetara e olive caiazzane
Baccalà cotto a bassa temperatura con scarola riccia, alici di Cetara e olive caiazzane

Di ottima fattura anche il polpo grigliato con pomodorini, stracciata di bufala e olive caiazzane. Non è semplice cuocere il polpo alla griglia, il rischio che resti un po’ duro è alto. Qui la chef Imma Dichiara è stata bravissima, cottura perfetta, polpo morbido e gustoso.

Polpo grigliato con pomodorini stracciatella olive caiazzane e pane croccante
Polpo grigliato con pomodorini, stracciatella, olive caiazzane e pane croccante

L’incipit è stato di tutto rispetto e non fa altro che alzare l’asticella delle aspettative. Ecco i primi che abbiamo scelto. Le linguine con bottarga di muggine, tartare di gamberi viola e lime sono un’esplosione di gusto con un gioco di caldo – freddo sapiente e piacevolissimo, un equilibrio studiato e riuscito tra il dolce della tartare e il sapido marino della bottarga. Davvero un ottimo piatto.

Linguine con bottarga di muggine tartare di gamberi viola e lime
Linguine con bottarga di muggine, tartare di gamberi viola e lime

Gli spaghetti alle vongole e fiori di zucca sono eccezionali: cremosi, profumati. Le vongole (veraci) sono uno spettacolo e l’abbinamento con i fiori di zucca risulta vincente. Ho trovato perfetta anche la cottura della pasta. Che gli vuoi dire ad un piatto così? Bisogna solo gustarlo in religioso silenzio.

Gli spaghetti alle vongole e fiori di zucca
Gli spaghetti alle vongole e fiori di zucca

Prendiamo anche un secondo in due e la scelta cade su calamaro alla griglia con zucchine alla scapece.

Calamaro grigliato con zucchine alla scapece
Calamaro grigliato con zucchine alla scapece

Prendiamo un rinfrescante sorbetto al limone con le fragole bio (dell’azienda agricola Le Rosse di Bosco di Valentina Memmolo, altra bellissima realtà del territorio).

Sorbetto al limone e fragole
Sorbetto al limone e fragole

Ci concediamo un giro di amari e chiediamo il conto. Per il nostro pranzo al Ristorante il Riccio paghiamo 47 euro a testa. Ho trovato corretto il rapporto qualità – prezzo.

Il Riccio Ristorante è stata una fantastica sorpresa e per certi versi una conferma. La location è intima e curata e trasmette un senso di calore e raffinata familiarità. Poi io ho un debole per la pietra quindi…. Le proposte di cucina della chef Imma Dichiara e della sua brigata sono convincenti, realizzate con materie prime di grande qualità e un pescato sempre fresco che arriva praticamente tutti i giorni. Le origini stabiesi della chef Imma Dichiara vengono fuori alla grande, ed è singolare la sua storia, Imma in pratica è diventata chef con il tempo, coltivando la sua passione e formandosi un passo alla volta. La sua abilità e dote principale a mio avviso stanno nel cucinare in modo semplice, partendo dal rispetto assoluto per la materia prima e per il pesce che viene in questo modo esaltato. Gli ingredienti (tutti freschi e di qualità) si sentono tutti, in ogni piatto e pietanza. Complimenti davvero. Qui al Ristorante il Riccio ho mangiato davvero bene, il baccalà cotto a bassa temperatura con scarola riccia, alici di Cetara e olive caiazzane da solo vale il viaggio, il polpo grigliato è morbido e saporito, tra i primi ho trovato fantastiche le linguine con bottarga di muggine, tartare di gamberi viola e lime, cremose e perfettamente equilibrate. Gli spaghetti alle vongole e fiori di zucca creano dipendenza. Il servizio è professionale e attento. Franco Ballarano è perfetto in sala, preparato e sempre pronto ad ascoltare e consigliare gli ospiti. Ho trovato corretto anche il rapporto qualità – prezzo. Il Riccio Ristorante merita assolutamente la visita, qui oltre a trovare una convincente cucina di mare pare ci sia anche una fantastica pizza (passeremo a provarla a breve). Il Riccio mare e pizza a Mirabella Eclano entra di diritto nella nostra guida sul web tra gli indirizzi da non perdere. Rivelazione.



Il Riccio Ristorante
SS90, Passo di Mirabella-pianopantano. Mirabella Eclano (Av)
Tel. 0825 449469
Visita il sito web del Riccio Ristorante

Pubblicato in Campania

La “Voria” in dialetto è il vento, quel vento che a Cairano soffia quasi sempre e contribuisce a rendere ancora più magico questo paese, quasi arrampicato su una rupe. Siamo in Irpinia, a pochi km da Calitri, dal lago di Conza e dal confine con la Basilicata. Cairano è un borgo da visitare senza fretta e che ti regalerà emozioni. Qui tutto sembra sospeso nel tempo, certi suoi scorci ti restano dentro, così come gli sguardi dei pochi abitanti che ti regalano sempre una parola e un sorriso. Questo è un borgo quasi ancestrale che parla all’anima e racconta storie passate e un presente che profuma di incanto. Nella parte più alta del paese, inserito alla perfezione nel suggestivo borgo biologico, progetto meraviglioso di rigenerazione urbana, c’è Voria Osteria.

Voria Osteria Cairano Ingresso
Voria Osteria. Cairano - Ingresso

Voria Osteria è il progetto ed anche il sogno  divenuto realtà dello chef Arcangelo Gargano, di sua moglie Pierangela e di tutto un team. Qui si porta avanti una sintesi perfetta di raffinata accoglienza, passione per il proprio lavoro ed un legame fortissimo con il territorio. Il tutto si traduce in proposte di cucina superbe, realizzate con prodotti del territorio, sempre freschi e selezionati, un'invidiabile tecnica e un'attenzione assoluta anche alla presentazione dei piatti.

Voria Osteria Cairano Particolare interno
Voria Osteria. Cairano - Particolare interno

Voria Osteria è un luogo fantastico, la location ti lascerà senza fiato, il locale come già ricordato, si inserisce alla perfezione nel borgo biologico di Cairano, le sale sono accoglienti, intime, calde, dominano i colori naturali, la pietra, il legno. Ogni dettaglio, arredo, oggetto sono stati scelti con cura e amore. Il resto lo fa il panorama davvero spettacolare, siamo infatti nella parte più alta del borgo e da qui sembra quasi di toccare i monti, le colline ed anche la vicina terra lucana.

Voria Osteria Cairano Dettaglio tavolo e panorama
Voria Osteria. Cairano - Dettaglio tavolo e panorama

Da bere ordiniamo una minerale e una bottiglia di Pinot Noir Rosé “Fallwind” di San Michele Appiano (St. Michael Eppan). Questo rosato ottenuto da uve Pinot Nero è un vino DOC dell’Alto Adige, è sorprendente di un bel colore rosa delicato, presenta sentori di frutti rossi, al palato è equilibrato, con una spiccata personalità. Si rivelerà un meraviglioso compagno per il nostro pranzo.

Pinot Noir Rosé Fallwind DOC della cantina St Michael Eppan
Pinot Noir Rosé Fallwind DOC della cantina San Michele Appiano (St Michael Eppan)

Diamo uno sguardo al menù. Vale la regola del quattro, infatti quattro sono le proposte di antipasti, quattro i primi, i secondi e i dessert. C’è la possibilità di optare per i percorsi degustazione dello chef (di quattro o sei portate con abbinamento di vini al calice). Noi scegliamo di ordinare “a la carte”. Intanto arrivano i pani e un entreé dello chef Arcangelo Gargano: una versione creativa di pane, pomodoro e mozzarella. Mollica di pane, acqua di pomodoro e spuma di mozzarella. Un entreé di benvenuto fresco e particolare.

Entreé dello chef Arcangelo Gargano
Entreé dello chef Arcangelo Gargano

Cominciamo con gli antipasti. La tartare di vitello con colatura di alici, il tuorlo d’uovo marinato ed il tartufo è una poesia. Un piccolo viaggio circolare che parte con la carne eccelsa, profumata, sublimata dalla sapida colatura di alici, il tuorlo d’uovo marinato è il plus di questo piatto che poi ritorna al territorio (e quindi il cerchio si chiude), grazie alla presenza delle lamelle di tartufo. Chapeau.

Tartare di vitello con colatura di alici tuorlo duovo marinato e tartufo
Tartare di vitello con colatura di alici, tuorlo d'uovo marinato e tartufo

Altra espressione del territorio irpino è il caciocavallo, in questo antipasto viene servito “in carrozza” come si fa con la mozzarella, appoggiato su un soffice letto di maionese "handmade" agli agrumi ed erbette di campo. Un piatto voluttuoso e gustoso.

Caciocavallo in carrozza maionese agli agrumi ed erbe di campo
Caciocavallo in carrozza con maionese agli agrumi ed erbe di campo

I primi che abbiamo scelto sono un vero tripudio. Due piatti di riso carnaroli con ortiche, scampi e barattiere. Questo risotto è bello da vedere e meraviglioso da gustare. Bello l’abbinamento degli scampi con le ortiche ma la chicca è la presenza del barattiere, un ortaggio pugliese a metà strada tra un melone e un cetriolo con proprietà incredibili ma soprattutto rinfrescante. Infatti la sua presenza donava una grande freschezza finale al piatto.

Riso carnaroli con ortiche scampi e barattiere
Riso carnaroli con ortiche, scampi e barattiere

Gli spaghettoni con pomodorini gialli e baccalà mantecato rientra a pieno titolo nella categoria di quei piatti che restano nella memoria. Di un buono con pochi eguali.

Spaghettoni con pomodorini gialli e mantecato di baccalà
Spaghettoni con pomodorini gialli e mantecato di baccalà

Le orecchiette di grano arso, scarola, burrata e pane alle acciughe è un altro piccolo capolavoro. Perfetta la cottura della pasta, perfetto anche il matrimonio tra gli ingredienti. Scarola, burrata e pane alle acciughe creano una sinfonia di gusto e un equilibrio assoluto: il sentore quasi amarognolo della scarola, la morbida burrata e la nota sapida del pane alle acciughe che regala anche una piacevole croccantezza. Piatto da copertina.

Orecchiette di grano arso con scarola burrata e pane alle acciughe
Orecchiette di grano arso con scarola burrata e pane alle acciughe

Il nostro pranzo da Voria Osteria procede in modo fantastico, di tanto in tanto usciamo per goderci l’aria pura ed il panorama meraviglioso che si ammira dal borgo biologico di Cairano. Intanto arrivano i secondi che abbiamo scelto. L’agnello con cardoncelli e olio al prezzemolo è una solida certezza. Morbida e delicata la carne di agnello, piacevole la presenza dei tenaci e saporiti cardoncelli il tutto legato dall’olio aromatizzato al prezzemolo che esalta il tutto.

Agnello con cardoncelli e olio al prezzemolo
Agnello con cardoncelli e olio al prezzemolo

Prendiamo anche due piatti di baccalà al tegamino con pomodorini, capperi e olive taggiasche. Me lo sto ancora sognando questo baccalà, il suo profumo intenso..... e quel sughetto con i capperi e le olive che ci ha costretto alla “scarpetta”. Si lo so, non sarà elegante ma non potevamo esimerci.

Baccalà al tegamino con pomodorini capperi e olive
Baccalà al tegamino con pomodorini, capperi e olive

Intanto passa a salutarci Pierangela, la moglie di Arcangelo. Una donna colta, raffinata, innamorata di Cairano e di questo progetto: Voria. L’amore per questi luoghi lo si legge sul suo volto e lo si percepisce nel suo sguardo e nelle sue parole.
Non possiamo terminare il nostro pranzo senza un dessert. Scegliamo una ricotta con pesche e biscotto alle mandorle. Delicatissima e soave come una carezza...

Ricotta con pesche e mantecato alle mandorle
Ricotta con pesche e biscotto alle mandorle

E una superlativa millefoglie con crema pasticcera (super) e frutti di bosco.

Millefoglie con crema pasticcera e frutti di bosco
Millefoglie con crema pasticcera e frutti di bosco

Ci concediamo un giro di amari e chiediamo il conto. Siamo in quattro e per il nostro pranzo da Voria Osteria a Cairano paghiamo circa 57 euro a testa. Ho trovato il rapporto qualità – prezzo corretto e comunque adeguato al contesto e alla proposta di cucina.

Voria Osteria è uno di quegli indirizzi dove davvero puoi vivere un’esperienza. Qui tutto incanta, dal borgo biologico di Cairano con la sua struttura particolare, ai meravigliosi panorami con le verdi colline, le vallate e i monti che si stagliano all’orizzonte. Dal recupero superbo della parte più antica del paese in cui si inserisce il ristorante, alla location di Voria Osteria: un mix di raffinatezza, charme, cura dei dettagli e amore, fino alla cucina dello chef Arcangelo Gargano e della sua brigata. Una cucina che è una sintesi perfetta di tecnica, conoscenza, passione e amore per il territorio. Tra gli antipasti la tartare di vitello con colatura di alici, il tuorlo d’uovo marinato ed il tartufo è una meraviglia assoluta, gli spaghettoni con pomodorini gialli e baccalà mantecato sono il piatto che resta nella memoria, le orecchiette di grano arso con scarola, burrata e pane alle acciughe sono un piccolo compendio di bontà. Tra i secondi il baccalà al tegamino con pomodorini, capperi e olive taggiasche mi ha conquistato. Ottimi anche i dolci. Pierangela poi è una meravigliosa padrona di casa, la sua squisita accoglienza e quella del personale sono senza eguali. Il personale è professionale e veloce, il servizio è impeccabile. Ho trovato fornita e curatissima anche la carta dei vini. Voria Osteria a Cairano a parer mio è un “diamante culinario” di inestimabile valore. Eccellenza irpina.

 

 

 

Voria Osteria
Via S. Leone, n.99
Cairano (Av)
Tel. 347 7032260
Visita il sito web di Voria Osteria

Pubblicato in Campania
Mercoledì, 06 Settembre 2023 20:50

Beccaccino Osteria. Castel di Sangro (Aq)

Siamo nella splendida Castel di Sangro, il più importante centro dell’alto Sangro. Qui natura, storia e tradizione sono protagonisti. Castel di Sangro è un borgo da visitare senza fretta per godere di ogni angolo, ammirando palazzi antichi, scorci da cartolina, chiese suggestive e la natura circostante che la fa da padrona assoluta. Se vieni qui, non puoi poi non visitare il borgo medievale di Roccacinquemiglia con le sue viuzze e gli edifici antichi. Noi ci siamo fermati per un pranzo veloce da Beccaccino Osteria. Il locale è centrale e si presenta come una moderna osteria, la location è gradevole con due sale interne e una esterna, gli arredi sono curati con semplicità e gusto, bella e curata anche la mise en place. Nel complesso questo luogo trasmette una piacevole sensazione di accoglienza e familiarità.

Beccaccino Osteria particolare interno
Beccaccino Osteria. Castel di Sangro - Particolare interno

Ci accomodiamo e come sempre guardiamo il menù. Ci sono quattro proposte di antipasti, quattro primi, sei secondi, i contorni e i dessert. Il menù è stagionale e cambia spesso in base alla disponibilità dei prodotti e materie prime, è ben studiato e concepito con interessanti piatti e proposte del territorio. Noi da bere ordiamo una minerale e un bianco campano (ah la nostalgia di casa..) il bianco di Bellona Irpinia coda di volpe della Tenuta Cavalier Pepe. Un vino ottenuto da uva coda di volpe in purezza, di un bel giallo paglierino con note di frutti gialli e di erbe. Ha un buon corpo e un sapore intenso e pieno. 

Coda di Volpe Bianco di Bellona di Tenuta Cavalier Pepe
Coda di Volpe, Bianco di Bellona di Tenuta Cavalier Pepe

Intanto ci servono un gradito entreé una sorta di polpettina di cacio davvero deliziosa.

Entreé
Entreé

Decidiamo di saltare gli antipasti e fiondarci sui primi. Prendiamo un piatto di caserecce con pesto di basilico, caponata e crema di ricotta. Perfetto l’abbinamento del pesto rigorosamente bio e “handmade” con la caponatina e la crema di ricotta a rendere delicato il piatto.

Casereccia pesto di basilico caponata e crema di ricotta
Casereccia con pesto di basilico, caponata e crema di ricotta

Poi una chitarrina con scampi, pomodorini e zucchine. La scelta degli spaghetti alla chitarra è azzeccata, un piatto che vede l’incontro di terra e mare che abbiamo apprezzato molto.

Chitarrina scampi pomodorini e zucchine
Chitarrina scampi pomodorini e zucchine

A chiudere la nostra degustazione di primi, ecco due piatti di gnocchi con piselli, pancetta croccante e fonduta di pecorino. Buoni e appaganti gli gnocchi con la pancetta che va a nozze con la fonduta di pecorino.

Gnocchi con piselli pancetta croccante e fonduta di pecorino
Gnocchi con piselli, pancetta croccante e fonduta di pecorino

Il nostro pranzo da Beccaccino Osteria procede alla grande. E’ il momento dei secondi. Prendiamo un entrecote con friggitelli. Gustosa e morbida la carne, mi è piaciuto molto l’abbinamento con i peperoncini verdi.

Entrecote e friggitelli
Entrecote e friggitelli

E tre piatti di filetto di maiale con spuma di patate e zucchine, la carne è tenera e succulenta. Davvero un ottimo secondo.

Filetto di maiale spuma di patate e zucchine
Filetto di maiale con spuma di patate e zucchine

Purtroppo dobbiamo rientrare. Saltiamo il dessert e chiediamo il conto. Paghiamo per questo nostro pranzo da Beccaccino Osteria quasi 35 euro a persona. Assolutamente corretto il rapporto qualità – prezzo.

Beccaccino Osteria è stata una bella scoperta. Il locale è centrale e si raggiunge facilmente, la location è gradevole, l’arredo curato e per certi versi essenziale. Nel complesso ti regala l’idea di essere in un’osteria accogliente e dall’ambiente familiare pur essendo chiaramente un locale contemporaneo. La cucina è convincente con piatti legati al territorio ma proposti in chiave moderna e con un’attenzione anche alla presentazione. Il personale è gentile e professionale, il servizio veloce. Fornita la carta dei vini. Anche il rapporto qualità – prezzo è corretto. Beccaccino Osteria a Castel di Sangro è un indirizzo che non può mancare in agenda, garantiamo noi.

 

 

Beccaccino Osteria
Corso Vittorio Emanuele, n.19/21
Castel di Sangro (Aq)
Tel. 334 8060264
Visita il sito web di Beccaccino Osteria

Pubblicato in Abruzzo

Ritorno sempre volentieri a Montesarchio, il centro nevralgico della Valle Caudina alle pendici del Monte Taburno. Qui ho tanti amici ed è sempre un piacere trascorrere un po’ di tempo con loro. Montesarchio è ricca di storia e tradizioni, ha un bel centro storico dominato dal Castello e dalla Torre, molte attività commerciali e indirizzi interessanti.
Quando sono da queste parti, non mi faccio mai mancare una tappa da Rovy Ristorante. Adoro la cucina dello chef e patron Daniele Roviezzo una perfetta sintesi di tradizione e modernità in chiave mediterranea, ma andiamo per gradi.
Abbiamo prenotato il nostro tavolo da quattro e arriviamo puntuali. Il locale è in una stradina silenziosa e tranquilla, all’interno è luminoso, spazioso, moderno con un arredo curato ed essenziale, entrando si vede bene anche la cucina a vista per vedere lo chef Daniele Roviezzo e la sua brigata all’opera. C’è anche un gradevole dehors esterno dove poter pranzare o cenare durante la bella stagione. L’accoglienza è calorosa, ci accomodiamo al nostro tavolo e come sempre diamo uno sguardo alla carta.

Si può optare per il menù degustazione (5 portate a scelta dello chef) oppure scegliere alla carta. Il menù comprende proposte di mare e di terra, dai crudi alle proposte denominate il mare sui fornelli: 5 antipasti di mare intriganti e studiati, poi tre antipasti di terra. A seguire i primi (anche qui quattro proposte di mare e quattro di terra), i secondi e i dessert. Bisogna dire che c’è l’imbarazzo della scelta e proposte in grado di accontentare i gusti e le esigenze di tutti. Ho trovato ben fornita anche la carta dei vini.
In attesa di scegliere arrivano i pani di Rovy Ristorante: pane, grissini e cracker fragranti e profumati. Per cominciare ordiniamo una bottiglia di Prestige Blanc spumante extra-dry di Masseria Frattasi. Ottenuto da uve falanghina in purezza questo spumante regala piacevoli sensazioni, profumi, freschezza ed un equilibrio incredibile.

Prestige Blanc spumante Extra Dry di Masseria Frattasi
Prestige Blanc, spumante Extra Dry di Masseria Frattasi

Ecco che arriva il benvenuto dello chef, delle zeppoline, calde, morbide e profumate, asciutte e non unte, fritte a regola d'arte.

Zeppoline calde calde
Zeppoline calde calde

Altro entreé: tonno carpionato con mostarda di cipolle e biscotto al pomodoro. Davvero interessante….

Entreé dello chef Daniele Roviezzo
Entreé dello chef Daniele Roviezzo

Decidiamo di optare per le proposte di mare e ordiniamo gli antipasti. Si comincia con il polpo arrostito servito su crema di patate affumicate. Il polpo era paradisiaco, morbido, delicato e si sposava a meraviglia con la crema di patate affumicate.

Polpo arrostito servito su crema di patate affumicate
Polpo arrostito servito su crema di patate affumicate

La mozzarella fritta ripiena di gambero rosso servita su vellutata di piselli e crumble al nero di seppia è un piatto sorprendente. Al centro il godurioso ripieno di gamberi esalta delicatezza della mozzarella. Ho trovato interessante la scelta di servirla sulla vellutata di piselli, la sua dolcezza si sposava alla perfezione con il resto. Gran piatto.

Mozzarella di bufala fritta ripiena di gambero rosso servita con vellutata di piselli
Mozzarella di bufala fritta ripiena di gambero rosso servita con vellutata di piselli

Quasi come in un "crescendo rossiniano" ecco il riso fritto con tartare di salmone biologico, tartare di tonno rosso del Mediterraneo servito su crema agrodolce. Un piatto che definirei quasi “fusion”, un po’ Oriente e un po’ Mediterraneo in questa proposta capace di far innamorare.

Riso fritto con tartare di salmone tonno rosso del Mediterraneo su crema agrodolce
Riso fritto con tartare di salmone e tartare di tonno rosso del Mediterraneo su crema agrodolce

Decidiamo di provare anche una parmigiana di pesce spada con provola affumicata servita su crema di pomodoro giallo e crumble al nero di seppia. Ho trovato questo piatto eccezionale. Perfetto l’abbinamento del pesce spada con la provola affumicata ed il sapore dolciastro del pomodoro giallo. Piacevole anche la nota croccante e cromatica del crumble al nero di seppia. Complimenti davvero.

Parmigiana di pesce spada su crema di pomodoro giallo
Parmigiana di pesce spada su crema di pomodoro giallo

Prendiamo anche un’altra bottiglia di vino: Prestige rosée spumante extra Dry di Masseria Frattasi, ottenuto da uve aglianico in purezza. E’ uno spumante semplicemente fantastico, di un bel colore rosa intenso, profumi e sentori floreali e di frutti rossi, al palato è pieno ed equilibrato con un perlage persistente.

Prestige Rosée Spumante Extra Dry di Masseria Frattasi
Prestige Rosée Spumante Extra Dry di Masseria Frattasi

Gli antipasti di mare ci hanno deliziato e hanno chiaramente fatto crescere le nostre aspettative. Ecco che arrivano i primi. La nostra scelta è caduta sui paccheri con pescatrice, vongole veraci, pomodorino e rucola. I paccheri sono fatti a regola d’arte, perfetta la cottura, sublime il condimento con le sapide e gustose vongole a bilanciare ed esaltare la delicata pescatrice.

Paccheri con pescatrice e vongole
Paccheri con pescatrice e vongole

I maccheroncini ai ferri con punte di asparagi, scampo di Sicilia e pomodorino mi hanno sorpreso. Da sottolineare come qui da Rovy Ristorante la pasta venga fatta a mano come questi squisiti maccheroncini ai ferri: gustosi, tenaci al morso e sublimati dal sugo di scampi e asparagi. Un matrimonio mare – terra fertile e felice.

Maccheroncini ai ferri con punte di asparagi scampo di Sicilia e pomodorini
Maccheroncini ai ferri con punte di asparagi, scampo di Sicilia e pomodorini

Gli altri due primi sono una vera poesia: chitarrine con baccalà, peperoncini del fiume e pomodori secchi. Fantastica la pasta (fatta a mano). L’abbinamento del baccalà con i pomodorini verdi è a dir poco esaltante. Mi sono innamorato di questo piatto che a parer mio anche da solo vale il viaggio qui da Rovy.

Chitarrina al baccalà con peperoncino di fiume e pomodoro secco
Chitarrina al baccalà con peperoncini di fiume e pomodoro secco

Non possiamo esimerci dal provare un secondo e optiamo per il salmone biologico cotto a bassa temperatura con finissima di finocchi, ravanello e crema al limone. Niente da dire su questo piatto, il salmone era strepitoso e la cottura a bassa temperatura ne esaltava sapore e caratteristiche.

Salmone biologico cotto a bassa temperatura con finissima di finocchi ravanello e crema di limone
Salmone biologico cotto a bassa temperatura con finissima di finocchi, ravanello e crema di limone

Con i dolci ci scateniamo e gustiamo praticamente tutti i dessert in carta. In primis non poteva mancare il babà con crema chantilly e frutti rossi, babà fatto rigorosamente a mano, dalla forma insonsueta e super morbido e buono .

Babà con crema chantilly e frutti rossi
Babà con crema chantilly e frutti rossi

Poi ecco il semifreddo alla nocciola con caprese al cioccolato. Anche questo delizioso...

Semifreddo alla nocciola con caprese al cioccolato
Semifreddo alla nocciola con caprese al cioccolato

Non da meno la bavarese al pistacchio con caprese al limone…

Bavarese al pistacchio con caprese al limone§
Bavarese al pistacchio con caprese al limone

Il croccantino al cioccolato ripieno di mousse al cioccolato bianco e gianduia è una vera goduria.

Croccantino al cioccolato ripieno di mousse al cioccolato bianco e gianduia
Croccantino al cioccolato ripieno di mousse al cioccolato bianco e gianduia

A chiudere la nostra degustazione di dessert da Rovy Ristorante, ecco il loro tiramisù, delicato, profumato, equilibrato e anche bello da vedere, in una parola… spaziale.

Tiramisù di Rovy ristorante
Tiramisù di Rovy ristorante

Con il dolce prendiamo due caffè e due bicchierini di Cognac alle pere Williams di Francois Peyrot, un liquore francese eccezionale che abbina il sapore e l’aroma inconfondibile del cognac al profumo e al gusto delle pere. Davvero una fantastica chiusura per la nostra cena. Chiediamo il conto e paghiamo poco più di 55 euro a persona. Ho trovato assolutamente corretto il rapporto qualità – prezzo.

Rovy Ristorante a Montesarchio è un tempio della buona cucina. Lo chef e patron Daniele Roviezzo è un fantastico talento. Il locale è gradevole e accogliente. Qui trovi una cucina (di mare e di terra) che parte dalla tradizione ma si presenta in chiave creativa e moderna con prodotti e materie prime eccellenti. Che tu scelga pietanze di mare o di terra il risultato non cambia. Il riso fritto con tartare di salmone biologico, tartare di tonno rosso del Mediterraneo servito su crema agrodolce è sorprendente, meravigliosa la parmigiana di pesce spada con provola affumicata, tra i primi nota di merito per i paccheri con pescatrice, vongole veraci, pomodorini e rucola, ma con la chitarrina con baccalà, peperoncini del fiume e pomodori secchi raggiungiamo livelli siderali. Ottimi i dolci. Fornita e ben studiata la carta dei vini. Il servizio è professionale e veloce. Corretto il rapporto qualità – prezzo. Rovy Ristorante si conferma nella nostra guida sul web tra quelli che sono gli indirizzi da non perdere. 


 

Rovy Ristorante
Via Fizzo, trav. Via Ciaolilli 26/a
Montesarchio (Bn)
Tel. 0824834217
Visita il sito web di Rovy Ristorante

Pubblicato in Campania
Giovedì, 07 Settembre 2023 22:15

Osteria degli Archi. Vieste (Fg)

Vieste è un vero spettacolo, non a caso è definita la "perla del Gargano": mare cristallino, scorci da cartolina, un centro storico che regala emozioni, grazie alla sua conformazione unica ed alla struttura tipicamente medievale. Il borgo antico conserva il fascino di un antico villaggio di pescatori affacciato sul mare, con le sue case bianche, i vicoli, i palazzi antichi. Tutto qui a Vieste fa innamorare, anche i profumi, gli odori, e quella sensazione di essere quasi un privilegiato perché sei in un luogo baciato dalla fortuna. Proprio nel centro storico viestano, nella parte più antica in Via Ripe c’è l’Osteria degli Archi, dove ci siamo fermati a cena.

Osteria degli Archi Vieste Insegna Esterna
Osteria degli Archi. Vieste - Insegna Esterna

Entrando l’impatto è decisamente piacevole. Il locale si sviluppa in lunghezza, dominano la pietra e il legno. L’atmosfera è informale e rilassante. Veniamo accolti con gentilezza e ci accompagnano al nostro tavolo che avevamo prenotato il giorno prima. Prima di dare uno sguardo al menù, ordiniamo una minerale e una bottiglia di Chardonnay Tormaresca, un bianco a cui siamo molto affezionati. Di un piacevole colore giallo paglierino intenso con sentori di frutta gialla e agrumi, questo vino al palato è pieno, equilibrato e fresco. Sarà lui il nostro compagno di viaggio stasera..

Chardonnay di Tormaresca
Chardonnay di Tormaresca

Intanto arrivano i loro pani, tarallini ed anche il loro olio Evo bio. Quest’olio usato anche nelle pietanze dell’Osteria degli Archi è prodotto con olive autoctone di loro proprietà. Spettacolare davvero…

Il loro olio Evo Bio
L'olio Evo Bio dell'Osteria degli Archi a Vieste

Pane ed olio, merenda antica e sempre gradita, apprezziamo davvero molto quest’olio del Gargano dal sapore piacevolmente fruttato, intenso e profumato.

Il prezioso olio Bio dellOsteria degli Archi
Il prezioso olio Bio dell'Osteria degli Archi

Intanto passa a salutarci la signora Giovanna, sempre prodiga di consigli per i clienti e gli ospiti dell’Osteria degli Archi. Il menù presenta pietanze in prevalenza di mare, ma ci sono anche diverse proposte di terra. Noi ordiniamo come antipasto delle interessanti alici in pastella di rape con burrata e pomodorino giallo. Le alici sono deliziose e si sposano a meraviglia con la burrata. Particolare è la scelta di usare la pastella di rape, un matrimonio tra mare e terra che risulta vincente.

Le alici in pastella di rape con burrata e pomodorino giallo
Le alici in pastella di rape con burrata e pomodorino giallo

l’altro antipasto che prendiamo sono i gamberi scottati in salsa rosa con granella di pistacchio. Anche questi ci sono piaciuti molto, bella la nota croccante dei pistacchi.

Gamberi scottati in salsa rosa con granella di pistacchio
Gamberi scottati in salsa rosa con granella di pistacchio

Come primi optiamo per i tortelli ripieni di alici e rape con olio all’aglio fermentato e fonduta di cacioricotta. Deliziosi e goduriosi questi tortelli “handmade” in cui il ripieno di alici e rape è sorprendente e particolare.

Tortelli ripieni di alici e rape con olio allaglio fermentato e fonduta di caciocircotta
Tortelli ripieni di alici e rape con olio allaglio fermentato e fonduta di caciocircotta

Se i tortelli ci sono piaciuti, con le orecchiette di grano arso cacio e pepe con tartare di gamberi e uova di lompo sono spaziali. Non avrei mai pensato di abbinare una cacio e pepe ai gamberi eppure ….. Il risultato è esaltante.

Orecchiette di grano arso cacio e pepe tartare di gamaberi e uova di lompo
Orecchiette di grano arso cacio e pepe con tartare di gamaberi e uova di lompo

Decidiamo anche di provare un secondo in due e scegliamo calamari alla griglia con pane croccante alle erbe e contorno di verdure. Il calamaro era morbido e gustoso, deliziose anche le verdurine proposte come contorno.

Calalmari alla griglia con pane croccante alle erbe e contorno di verdure
Calalmari alla griglia con pane croccante alle erbe e contorno di verdure

Si è fatto tardi, saltiamo il dessert. Prendiamo un caffè, un amaro alle erbe e chiediamo il conto. Paghiamo per la nostra cena all’Osteria degli Archi circa 53 euro a persona.

L’Osteria degli Archi a Vieste è stata una bella scoperta. Il locale è suggestivo e si trova nella parte più antica e forse più bella del centro storico viestano. All’interno regala una bella sensazione di calda ospitalità grazie alla pietra che domina e ad un arredo semplice ma curato. Le proposte dello chef e patron Michele Vescera sono convincenti. In carta ci sono piatti in prevalenza di mare realizzati con il buon pescato locale ma anche qualche piatto di terra. Le alici in pastella di rape con burrata e pomodorino giallo, le orecchiette di grano arso cacio e pepe con tartare di gamberi e uova di lompo da sole valgono la visita, il calamaro alla griglia era freschissimo, morbido, profumato e delicato. Buona anche la carta dei vini. Il personale è professionale e presente. Il conto è adeguato al contesto, all’ambiente e alle proposte di cucina. Sicuramente questo è un indirizzo da segnare in agenda e da visitare se sei a Vieste.


 
Osteria degli Archi
Via Ripe, n.2
Vieste (Fg)
Visita il sito web dell’Osteria degli Archi

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Peschici è una perla del Gargano, un borgo meraviglioso che si affaccia su un mare cristallino. Peschici regala emozioni uniche in qualsiasi momento della giornata, grazie alla sua architettura, ad un mare meraviglioso, ad una natura incontaminata. Sicuramente una delle maggiori attrattive di Peschici oltre al mare è il suo centro storico, racchiuso all’interno delle mura di epoca medievale. Un centro storico che si staglia sul mare. Vi si accede attraverso un arco con una Torre e la Peschici antica sorprende per i colori, le viuzze strette, i vicoli, le casette bianche, le botteghe, i negozi di artigianato. Proprio nel centro storico peschiciano nella piazzetta (Piazza del Popolo) c’è l’indirizzo di cui ti parlo: la Taverna di Peschici.

La Taverna di Peschici lInsegna allingresso
La Taverna di Peschici - Insegna all'ingresso

La location è gradevole, all’interno gli ambienti sono curati, l’arredo è sobrio, essenziale. Bella anche la mise en place. Ci sono tavoli anche all’esterno gettonatissimi in questo periodo, molti infatti, durante la bella stagione, amano cenare all’aperto.
La Taverna di Peschici è senza ombra di dubbio un locale caratteristico, di quelli dove ti fermeresti volentieri se ci passi davanti. Noi abbiamo prenotato con un po’ di anticipo e ci accomodiamo all’interno.
Come al solito guardo con attenzione il menù: dominano ovviamente le proposte di mare ma c’è anche qualche piatto di terra. Insomma qui trovi una carta capace di accontentare anche gli “incontentabili”, ce n’è per tutti i gusti. In attesa di scegliere cosa mangiare, ci arriva il loro pane e un olio meraviglioso, in questo caso l’olio Evo biologico di Tenute Donna Vittoria ottenute con monocultivar ogliarola garganica. Un olio fruttato piacevole e delicato, prodotto in modo totalmente biologico.

Lolio Evo del Gargano di Tenuta Donna Vittoria
L'olio Evo del Gargano di Tenute Donna Vittoria

Ovviamente intingo il buon pane locale in questa meraviglia. Pane e olio, merenda antica che mi riporta all’infanzia e che sa di buono, di cose belle, di tempi andati, famiglia, di amore. Davvero un piacevole incipit tutto pugliese. Ovviamente non esagero con il pane perché la serata è appena cominciata…

Lolio Evo del Gargano
L'olio Evo del Gargano

Prima di ordinare le pietanze, ecco la minerale e il vino che abbiamo scelto: due calici di Tuffetto, rosato biologico di Tenute Lu Spada. Questo vino è ottenuto da uve Negroamaro in purezza, presenta un bel colore rosa brillante, risulta fresco, fruttato. Al palato risulta equilibrato e pieno. Davvero un meraviglioso rosato che accompagnerà alla grande la nostra cena.

Tuffetto Rosato Salento IGT biologico Negroamaro di Tenute Lu Spada
Tuffetto - Rosato biologico di Tenute Lu Spada

Cominciamo con gli antipasti. Scegliamo una parmigiana di mare profumata, gustosa, goduriosa che mi ha costretto alla scarpetta. 

Parmigiana di mare
Parmigiana di mare

E un intrigante pancotto con rape e gamberi rosa. Sapiente incontro di terra e mare dal gusto intenso, quasi rustico per via delle rape, il tutto equilibrato dai delicati gamberi rosa. Piatto davvero eccellente.

Pancotto con rape e gamberi rosa
Pancotto con rape e gamberi rosa

Gli antipasti hanno inevitabilmente alzato l’asticella delle mie aspettative sui primi. Qui la scelta si è rivelata ardua ma alla fine optiamo per i troccoli con cozze e vongole. Questo piatto è un classico, un must a partire dalla scelta della pasta. I troccoli infatti sono un formato di pasta fresca tipici soprattutto del foggiano e sono perfetti nell’abbinamento con il pesce. In questo caso le cozze e le vongole con il loro sublime sughetto, bello cremoso, sono esaltate dalla presenza di una generosa grattugiata di bottarga che regala al piatto una piacevole nota sapida. Buoni, buoni, buoni.

Troccoli con cozze e vongole
Troccoli con cozze e vongole

Se i troccoli mi sono piaciuti, non sono da meno gli spaghetti alla carbonara di tonno rosso, una vera delizia: cremosa, profumata, appagante. Non avevo mai provato una carbonara arricchita dal tonno. Eccezionale, chapeau.

Spaghetti alla carbonara di tonno rosso
Spaghetti alla carbonara di tonno rosso

Non posso non gustare anche un secondo qui alla Taverna di Peschici, così ordino il polpo arrostito con cime di rape e stracciatella. Anche qui l’abbinamento "terra e mare" risulta vincente. Particolarmente interessante il in particolare il connubio polpo – stracciatella, da riprovare…..

Polpo arrostito con cime di rapa e stracciatella
Polpo arrostito con cime di rapa e stracciatella

Salto il dessert, chiedo un paio di amari (Jefferson) ed il conto. Per la nostra cena alla Taverna di Peschici paghiamo poco più di 55 euro a persona.

La Taverna di Peschici è stata una rivelazione. Il ristorante si trova nella piazzetta del centro storico della meravigliosa Peschici. E' un caratteristico ristorante con arredi curati e tavoli anche all’esterno, dove trovi un'ottima cucina realizzata con il pescato giornaliero e le fantastiche materie prime del territorio. Lo chef Nicola Martella regala proposte convincenti grazie ad una scelta meticolosa dei prodotti e ad una tecnica di base sopraffina. L'incontro tra mare e terra trova la sua esaltazione in piatti che restano nella memoria come il pancotto con rape e gamberi rosa, la deliziosa carbonara di tonno rosso, oppure i troccoli con cozze, vongole e bottarga. Fornita e ricca la carta dei vini. Nota di merito per il servizio, il personale di sala è giovane, affiatato, professionale e veloce. Corretto il rapporto qualità – prezzo. La Taverna di Peschici entra nella nostra guida sul web degli indirizzi da non perdere. Rivelazione…..

 

 

Ristorante La Taverna di Peschici
Piazza del Popolo n.15
Peschici (Fg)
Tel. 0884 962406
Visita la pagina Fb del Ristorante La Taverna di Peschici

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Torno nel Sannio beneventano. Puglianello è un piccolo e tranquillo borgo della Valle telesina situato quasi ai confini con la provincia di Caserta. Il suo centro storico raccolto e semplice, si sviluppa intorno all’imponente Castello baronale. Proprio a pochi passi da questo austero e suggestivo maniero, c’è un indirizzo che rappresenta una vera stella polare, un punto di riferimento per gli amanti del buon cibo e del “bien vivre”: il Foro dei Baroni. La storia di questo luogo ha origine una ventina di anni fa grazie all’intuizione dello chef Raffaele D’Addio e di suo fratello Mario. Raffaele è spesso in giro per consulenze ed eventi. Ne è passato di tempo ma il Foro dei Baroni è sempre lì e negli anni si è evoluto grazie al suo team e ai suoi collaboratori, è cresciuto rappresentando un “unicum” nel panorama gastronomico sannita e campano. 

Il Foro dei Baroni Puglianello Insegna Esterna
Il Foro dei Baroni. Puglianello - Insegna Esterna

Ma comincio dalla location, particolare e raffinata: un antico casale con giardino recuperato con amore e perizia. L’arredo è sobrio e curato, ogni dettaglio, ogni pietra, ogni tavolo, ogni seduta, tutto è studiato per offrire un’atmosfera particolare e bellissima. Il locale si divide in due ambienti, l’arredo è rustico ma essenziale e curato, sobria anche la mise en place. L’Osteria si arricchisce la sera, offrendo oltre alle proposte di cucine anche la pizza, realizzata con un impasto diretto lavorato a regola d’arte dal pizzaiolo Vladymyr. Torneremo di sicuro anche a provare la pizza qui al Foro dei Baroni. Molto gradevole anche lo spazio esterno dove la sera, durante la bella stagione si può cenare.

Il Foro dei Baroni Puglianello Dettaglio
Il Foro dei Baroni. Puglianello - Dettaglio

Il Foro dei Baroni si identifica come “osteria d’entroterra”, e mai definizione fu più calzante e precisa. Il motivo è semplice: esaltare e celebrare la cucina sannita fatta di sapori semplici come concetto, piatti della tradizione ma debitamente rivisitati e caratterizzati da una meticolosa e costante ricerca delle materie prime. In cucina c’è il talentuoso chef Agostino Vessella con la sua brigata. Ad accoglierci la gentile e professionale Giusy. Arriviamo per tempo dopo aver prenotato, ci accompagnano al nostro tavolo. Il menù è studiato in ogni dettaglio, un piccolo compendio del territorio sannita: piatti scelti, prodotti selezionati e materie prime ed eccellenze del territorio sannita come il meraviglioso prosciutto della non lontana Pietraroja (tanto per citarne uno). Ordiniamo da bere una minerale e due calici di Versacrum Barbera del Sannio DOP di Masseria Vigne Vecchie di Solopaca. Questo rosso è sorprendente, ottenuto da uve Barbera in purezza, si presenta di un bel colore rosso rubino, sentori di frutti rossi e lievi note floreali. Al gusto è pieno, armonioso e con un tannino con prepotente. Davvero un gran vino sannita.

Samnes Sannio Barbera Versacrum
Samnes Sannio Barbera Versacrum della Masseria Vecchie Vigne

Intanto arrivano i loro pani artigianali. Che bontà…..

I pani
I pani

Cominciamo con gli antipasti. Prima ho accennato al prosciutto di Pietraroja, meraviglioso quanto difficile da trovare, a meno che tu non vada nel piccolo comune montano di Pietraroja (che è comunque sempre una bella idea). Non potevo non assaggiarlo. Viene presentato con i loro grissini handmade con semi di sesamo e papavero. Una vera poesia, il prosciutto era dolce ma al contempo sapido e si scioglieva letteralmente in bocca. Che meraviglia….

Prosciutto di Pietraroja con grissini ai semi di sesamo e papavero
Prosciutto di Pietraroja con grissini ai semi di sesamo e papavero

Poi ecco la Scagnuzzella, una sorta mix tra una bruschetta e una fresellina, tipica del comune di San Lorenzello, presentata con acqua di pomodoro affumicato alla base, due pomodori confit cotti a bassa temperatura, ricotta di mandorle e pomodoro occhio di bue. Proposta fresca e interessante.

La scagnuzzella con acqua di pomodoro datterini confit pomodoro cuore di bue e ricotta alle mandorle
La scagnuzzella con acqua di pomodoro, datterini confit, pomodoro cuore di bue e ricotta alle mandorle

Raggiungiamo l’empireo con la loro Parmigiana fatta con melanzana in doppia cottura (prima fritta, poi al forno), alla base una salsa, quasi spuma di pomodoro, fonduta di mozzarella di bufala, tempura e germogli di basilico. E che vuoi dire ad un piatto così. Davvero complimenti. Non sarà elegante ma sono stato quasi costretto alla scarpetta.

La Parmigiana con melanzana in due cotture salsa di pomodoro fonduta di mozzarella tempura e germogli di basilico
La Parmigiana del Foro dei Baroni con melanzana in due cotture

Gli antipasti non hanno fatto altro che alzare l’asticella dell’aspettativa. I primi che abbiamo scelto dalla carta sono i ravioli di faraona con erbe di campo e scaglie di provolone del Monaco. Semplicemente deliziosi, e perfettamente equilibrati con una sorprendente farcitura di faraona che nobilita un piatto da applausi.

Ravioli di faraona con erbe di campo e scaglie di provolone del Monaco
Ravioli di faraona con erbe di campo e scaglie di provolone del Monaco

Non da meno la pasta mista mantecata con salsa di pomodoro giallo, pomodorini selvatici e pomodoro verde. Un piatto davvero intrigante, ho apprezzato molto la scelta dello chef Agostino Vessella di optare per la pasta mista che normalmente siamo abituati ad utilizzare per altre ricette. Poi l’idea di preparare un piatto ai pomodori senza il pomodoro rosso è vincente. Il sapore deciso ed estivo rendono questo piatto vincente.

Pasta mista ai pomodori
Pasta mista ai pomodori

Prendiamo anche un secondo in due e la mia scelta cade sulla picanha di manzo cotta a bassa temperatura con spaghetti di zucchine alla scapece e gel di salsa ponzu. La picanha è un taglio che adoro, questa è eccellente, morbida, “succosa”, saporita accompagnata egregiamente dalle zucchine alla scapece tagliate a mo’ di spaghetti e bella l’idea dello chef di metterci un tocco di oriente con il gel di salsa ponzu (salsina utilizzata normalmente nella cucina giapponese a base di succo di lime, aceto di riso, salsa di soia e dashi).

Picanha di manzo CBT con spagheti di zucchine alla scapece e salsa ponzu
Picanha di manzo con spaghetti di zucchine alla scapece e salsa ponzu

Possiamo non chiudere il nostro pranzo al Foro dei Baroni con un bel dessert? Certo che no ! E infatti scelgo la loro versione della ricotta e pera: deliziosa. In pratica un biscotto tipo lingua di gatto cotto al forno a forma di cannolo, ripieno di crema di ricotta e pera.

Ricotta e pera a modo nostro
Ricotta e pera del Foro dei Baroni

Accompagniamo il dessert con due distillati alla mela annurca. Del resto Sant’Agata de’ Goti e Valle di Maddaloni (luoghi dove la mela annurca è coltivata) sono vicine. E chiedo il conto. Costo del nostro pranzo al Foro dei Baroni è stato di 60 euro a persona.

Il Foro dei Baroni a Puglianello è un luogo imperdibile. La location è particolare e bellissima, un antico casale con giardino ristrutturato con cura, amore e attenzione ai dettagli, a pochi passi del Castello dei Baroni di Puglianello nel centro storico.
La creatura dello chef Raffaele D’Addio gode di ottima salute, grazie ad un progetto ben definito che parte dalla valorizzazione e rivisitazione dei piatti del territorio in chiave contemporanea con una scelta e selezione meticolosa e accurata di prodotti e delle materie prime. La brigata di cucina sa il fatto suo, in cucina lo chef Agostino Vessella mostra tutto il suo talento e padroneggia e mixa alla grande tecnica e passione. La sua versione della parmigiana me la ricorderò a lungo, così come quella pasta mista mantecata con salsa di pomodoro giallo, pomodorini selvatici e pomodoro verde. I ravioli farciti di faraona alle erbe e scaglie di provolone del Monaco da soli valgono la visita. Il servizio è preciso e puntuale, fantastica l’accoglienza di Giusy in sala. Corretto il rapporto qualità – prezzo e comunque adeguato al contesto. Tornerò a breve a provare la loro pizza di cui si dice un gran bene. Il Foro dei Baroni non può mancare nella nostra guida sul web di quelli che sono gli indirizzi da non perdere. Eccellenza sannita.



Il Foro dei Baroni
Via Chiesa n.2
Puglianello (Bn)
Tel. 0824 946033
Visita il sito web del Foro dei Baroni

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Ogni anno di solito faccio tappa a Vieste. Questo è uno dei miei luoghi del cuore. In generale amo il Gargano, territorio allo stesso tempo aspro e generoso, intriso di storia, tradizioni, leggende, una natura rigogliosa e un mare cristallino. Vieste poi, con il suo centro storico a picco sul mare, conserva un fascino incredibile. E’ bello passeggiare tra vicoli e stradine, tra scalinate e palazzi antichi, piazzette e scorci da cartolina. Proprio nel centro storico viestano nei pressi del Duomo c’è uno dei miei ristoranti preferiti. Più volte ho raccontato dell’Osteria Al Duomo e della cucina dello chef Vincenzo Bua e lo faccio anche stavolta, perché tornarci è stata per me una meravigliosa esperienza gastronomica ed emotiva.

Osteria al Duomo Vieste Ingresso
Osteria al Duomo. Vieste - Ingresso

Un vicoletto con delle scale ci porta all’Osteria Al Duomo. La prima cosa che cattura l’occhio è la struttura del locale, unica nel suo genere: un edificio che risale addirittura al ‘400 recuperato a regola d’arte, con attenzione ai dettagli e a quella che era la sua struttura originaria. Ci sono quattro salette in pietra viva, più una quinta distaccata che si raggiunge attraversando il vicoletto. Noi ci accomodiamo proprio in quest’ultima, deliziosa e intima, anche qui c’è il pavimento con le chianche (originali d’epoca), pietra dovunque e un arredamento sobrio, semplice e adeguato al contesto. Come al solito diamo uno sguardo al menù, l’ho trovato ancora più ricco e studiato. Chiaramente dominano le proposte di pesce, ma anche chi ama la cucina di terra troverà cose interessanti. Da bere ordiniamo una minerale e due calici di Tuffetto, rosato biologico di Tenute Lu Spada, ottenuto da uve Negroamaro in purezza, questo rosato dal colore ammaliante si presenta fresco, piacevolmente fruttato con sentori di frutti rossi, spezie e con una spiccata personalità. Scelta perfetta per la nostra cena.

Vino Tuffetto Rosato Salento IGT biologico Negroamaro di Tenute Lu Spada
Tuffetto Rosato Salento IGT biologico Negroamaro di Tenute Lu Spada

Cominciamo con due antipasti, il polpo in doppia conttura su maionese dell’acqua sua stessa. Spesso quando vengo qui assaggio il polpo, semplicemente divino, morbido, umido, gustoso, l’accompagnamento con la mayo è originale, infatti la maionese è fatta esclusivamente con l’acqua di cottura del polpo e senza uova. Davvero un gran piatto.

Polpo in doppia cottura su maionese dellacqua sua stessa
Polpo in doppia cottura su maionese dell'acqua sua stessa

L’altro antipasto è davvero particolare, ricordo di parmigiana, in pratica delle baby melanzane a barchetta farcite con parmigiana e polpa di gambero rosa.

Ricordo di parmigiana
Ricordo di parmigiana

La nostra cena scorre via che è una meraviglia: l’atmosfera intima e raccolta della sala, la pietra, la luce soffusa, la candela al tavolo rendono l’attesa dei primi decisamente piacevole. Ed eccoli i primi che abbiamo scelto. Troccoli all’essenza di mare. Piatto che ormai è diventato un cult, da sempre presente in carta. Ha cambiato nome negli anni ma la sostanza è sempre la stessa: troccoli (pasta tipica pugliese) con ogni ben di Dio che il mare ci dona, vongole, cozze, totani, moscardini, gamberi e via dicendo. A chiudere il tutto dei piacevolissimi cristalli di pane aromatizzato croccante che regalano un minimo di “crunch”. Una vera bontà …Non a caso questo è uno dei piatti più amati dai clienti e dagli ospiti dell’Osteria Al Duomo.

I buonissimi troccoli essenza di mare
I buonissimi troccoli essenza di mare

L’altro primo per me è stata una rivelazione, un risotto ai due crostacei con scampi, mazzancolle, crema di burrata affumicata e limone femminiello del Gargano. Una vera poesia.

Risotto ai due crostacei con scampi mazzancolle crema di burrata affumicata e limone femminiello del Gargano
Risotto ai due crostacei dello chef Vincenzo Bua 

Prendiamo anche un secondo in due e la nostra scelta cade su tonno rosso pinne gialle con semi di sesamo e crema pasticcera salata, ketchup di datterino e salsa di peperone rosso. Il tonno è divino, fresco, esaltato da questa crema pasticcera salata e dal ketchup di pomodoro e salsa di peperone a donare un gusto più rustico. Chapeau.

Tonno rosso pinna gialla con semi di sesamo e crema pasticcera salata ketchup di datterino e salsa di peperone rosso
Tonno rosso pinna gialla con semi di sesamo, crema pasticcera salata, ketchup di datterino e salsa di peperone rosso

Saltiamo il dessert. Prendiamo due bicchierini di limoncello artigianale fatto dallo chef Vincenzo Bua. Un signor limoncello, quasi uno sciroppo, servito freddo in bicchierino ghiacciato. Così si fa.

Limocello artigianale ghiacciato dello chef Vincenzo Bua
Limocello artigianale ghiacciato dello chef Vincenzo Bua

Chiediamo il conto e paghiamo per la nostra cena poco più di 40 euro a persona.

Sono tornato all'Osteria al Duomo nel cuore della Vieste antica ed è stata una conferma assoluta. Il locale è meraviglioso, una location unica nel suo genere ubicata in un edificio risalente addirittura al ‘400. Dominano la pietra ed il legno. Questo è il regno della famiglia Bua. Lo chef Vincenzo, grande talento, presenta proposte di grande livello, abbinamenti studiati, materie prime di assoluta eccellenza, pescato fresco cucinato a regola d’arte, grande cura nella presentazione dei piatti. Il polpo in doppia cottura su maionese dell’acqua sua stessa è buonissimo, i troccoli essenza di mare da soli valgono il viaggio, così come il risotto ai due crostacei, un piatto che ricorderò a lungo.Complimenti allo chef Vincenzo Bua, coadiuvato in cucina dalla sua brigata e da sua moglie la dolce Isa . Il servizio poi come al solito è stato impeccabile, Pasquale in sala è un perfetto Cicerone, Natalia e Anna instancabili e presenti. Fornita la carta dei vini con etichette interessanti (molte ovviamente pugliesi) e interessante la carta dei distillati. Ho trovato corretto il rapporto qualità prezzo. Magari sembrerò ripetitivo, ma lo dicevano i latini “Repetita iuvant”. Ribadisco il mio giudizio e sottoscrivo ciò che ho sempre scritto. L’Osteria Al Duomo è tappa irrinunciabile. Se sei a Vieste e dintorni non fartela scappare.

 

Osteria Al Duomo
Via Alessandro III n. 23
Vieste (Fg)
Tel. 0884 708243
Visita la pagina Fb dell’Osteria Al Duomo

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Ci sono dei luoghi capaci di trasmettere emozioni, vuoi per la proposta gastronomica, vuoi per la location, vuoi per quella strana alchimia che invita alla convivialità e allo star bene. Rocco Caggiano a Grottaminarda mette insieme tutte e tre queste componenti. Per noi venire da Rocco Caggiano è sempre un’esperienza meravigliosa. Siamo stati forse i primi a raccontarti di questo posto, della meravigliosa carne che puoi gustare qui, dell’amore che Rocco, Iole e tutto il team mettono in questo progetto, della filosofia che c’è dietro. Di tutto ciò andiamo fieri, perché sono tantissimi i nostri lettori e follower che hanno scoperto questo luogo e se ne sono innamorati. Sono convinto che questo sia uno di quegli indirizzi che restano nella memoria, infatti è uno dei miei preferiti in assoluto.

Rocco Caggiano Grottaminarda Particolare Esterno
Rocco Caggiano. Grottaminarda - Particolare Esterno

Rocco Caggiano è un vero gioiello, a partire dalla location. Cenare in una ex dogana aragonese del 1467 è qualcosa di magico. Tutto è stato recuperato con amore e competenza. Il suo restauro è stato certosino e incredibile. Domina la pietra, una pietra che rassicura e racconta, e poi il legno a cominciare dalle antiche e stupende doghe del pavimento provenienti dalla Toscana. Il locale si sviluppa in due ambienti, uno superiore con cucina e forno Josper a vista ed uno al piano inferiore a cui si accede attraverso delle scale (ovviamente) in pietra. La sala inferiore è una sala "cantina" e c’è anche una sorta di “caveau”, una dispensa con salumi, formaggi e conserve. C’è anche un piccolo spazio esterno dove durante la bella stagione si può stare all’aperto.

Dispensa con salumi e formaggi
Dispensa con salumi e formaggi

A rendere ancora più magico il tutto, il tocco di Iole (la moglie di Rocco), vera anima di questo luogo, la scelta sapiente e appassionata degli utensili, degli oggetti, le sedie, i tavoli di recupero e la scelta di un’illuminazione calda e discreta regalano davvero sensazioni uniche. Per non parlare della mise en place: meravigliosa......

La fantastica mise en place di Rocco Caggiano
La fantastica mise en place di Iole

Stare qui da Rocco Caggiano ti dà proprio l’impressione di essere “altrove”, fuori dal tempo, in un luogo dove regna sovrana ...l’emozione.

Rocco Caggiano Grottaminarda Insegna Esterna
Rocco Caggiano. Grottaminarda - Insegna Esterna

Chiaramente l’emozione continua anche a tavola. Cominciamo col dire che il locale si trova proprio accanto alla Macelleria di famiglia, quindi la tradizione e l’amore per carne sono radicati nel tempo. Rocco ha portato al progetto un “plus”, la sua sapienza nel saper scegliere la carne e le materie prime, anche le verdure. Tutto parte dalla collaborazione con agricoltori e allevatori selezionati in modo quasi scientifico. L’altra grande dote di Rocco è il saper padroneggiare la sapiente arte della frollatura, perché di arte si tratta. Dietro c’è tanto studio, tanta passione e un aggiornamento continuo. Venire qui significa entrare in un mondo a parte, anche per quello che riguarda la cucina. Tutto infatti (dall’antipasto al dolce) viene braciato e cotto sul fuoco del mitico Josper. Cucina sul fuoco quindi, una sorta di richiamo ancestrale e primordiale.  

Rocco Caggiano Ingresso
Rocco Caggiano - Ingresso

Ci accomodiamo al nostro tavolo e diamo uno sguardo al menù. La carta di Rocco Caggiano meriterebbe un articolo a parte, perché è un piccolo compendio, qui puoi scoprire le caratteristiche e le particolarità delle carni che andrai a scegliere e degustare. La carta è un inno alla gioia per i meat lovers. Oltre agli antipasti, i mitici taglieri e le proposte denominate cucina sul fuoco, il pezzo forte è la carne. Qui trovi davvero il meglio, dalla Chianina IGP alla Marchigiana Igp, dalla Podolica alla Maremmana, dalla Bruna alla Modicana, e poi anche carni dal mondo come il pregiato Wagyu di Kobe e ancora i filetti (Frisona, Rubia Gallega, Simmenthal, Angus) e via discorrendo... Ci vorrebbe un capitolo a parte solo per illustrarti la carta. Insomma se ami la carne, qui da Rocco Caggiano avrai di che godere. Intanto ci servono un graditissimo entreé: acqua aromatizzata al limone e rosmarino e pane raffermo al Josper con della bietola braciata e una crema di peperoni.

Entreé Pane raffermo al Josper con bietola braciata e crema di peperoni
Entreé - Pane raffermo al Josper con bietola braciata e crema di peperoni

Da bere ordiniamo una minerale e un calice di Taurasi “Padre” DOCG dell’azienda La Cantina di Enza, un vino poderoso, il fiore all’occhiello di questa cantina artigianale che ha sede a Montemarano. Il Taurasi della Cantina di Enza ha una spiccata personalità con sentori di frutta rossa, prugna ma anche liquirizia. Un rosso intenso e strutturato con un bel tannino e belle note minerali. Scelta meravigliosa…

Taurasi Padre della Cantina di Enza
Taurasi Padre della Cantina di Enza

Ogni cena qui da Rocco per me comincia con il tagliere. E allora via alle danze! Cominciamo con il mitico tagliere della casa. Anche i salumi qui sono speciali: culatello, capocollo, guanciale, salsiccia e soppressata. Il culatello era paradisiaco, lavorato a regola d’arte, dolce al palato, per non parlare del guanciale. Che profumo e che bontà….

Il meraviglioso tagliere di salumi di Rocco Caggiano
Il meraviglioso tagliere di salumi di Rocco Caggiano

Accompagniamo i salumi con il pane azzimo al Josper (e credimi, ci stanno divinamente insieme…).

Pane Azzimo al Josper
Pane Azzimo al Josper

Gustiamo poi un piatto tipico dell’Alta Irpinia (la zona di Lioni, Teora) la Tommacella, in pratica una sorta di polpettina fatta con guanciale, pepe, formaggio, rafano. Davvero particolare e gustosa. Una chicca della tradizione…

Tommacella dellAlta Irpinia
Tommacella dell'Alta Irpinia

Poi chiudiamo il trittico di antipasti con l’uovo di Paolo Parisi (vera eccellenza) al Josper con la ciambottella grottese. Per chi non lo sapesse, la ciambottella (A’ Ciambuttell) tipica di Grottaminarda è una ricetta che in ogni famiglia grottese che si rispetti non può mancare, in pratica è un sugo con cui si può condire la pasta o che si può gustare come contorno o per le bruschette fatto con pomodori, peperoni (rossi e verdi), aglio, peperoncino e basilico. 

Uovo di Paolo Parisi con ciambottella di Grottaminarda
Uovo di Paolo Parisi con ciambottella di Grottaminarda

E’ il momento della carne. Opto per una tagliata di pezzata rossa, allevata in Irpinia, con grasso molto saporito, una carne con 160 giorni di maturazione. Quindi una frollatura importante che dona alla carne qualità incredibili: la carne diventa altamente digeribile, morbida, i grassi esaltano il sapore della carne. Davvero una poesia.

Tagliata di pezzata rossa
Tagliata di pezzata rossa

Come contorno ecco le mitiche verdure braciate al Josper. I peperoncini verdi….

Peperoncini verdi braciati al Josper
Peperoncini verdi braciati al Josper

Le melanzane che sono divine cotte così, perché viene fuori proprio il loro sapore naturale e la particolarità del sedano braciato al Josper.

Melanzane braciate al Josper
Melanzane braciate al Josper

Chiudiamo in bellezza con un tiramisù alla fragole. Un dolce che crea dipendenza…..meraviglioso.

Tiramisù alle Fragole
Tiramisù alle Fragole

Accompagno il dolce con un bicchierino di di Chartreuse Verte, liquore francese che adoro, creato in un’antica Abbazia d’oltralpe, e ottenuto dall’infusione di oltre 130 diverse tipologie di piante officinali.

Amaro francese
Liquore francese Chartreuse Verte

Chiediamo il conto e paghiamo intorno ai 65 euro a persona per la nostra esperienza da Rocco Caggiano.

Rischio di ripetermi ma corro volentieri il rischio. Rocco Caggiano si conferma alla grande nella nostra guida sul web tra i migliori indirizzi. Questo è un piccolo gioiello, un meraviglioso scrigno che ti farà vivere emozioni vere, partendo dalla location davvero particolare: una ex dogana aragonese del 1467 dove anticamente i pellegrini e i viandanti si riposavano e rifocillavano. Il locale è unico nel suo genere. Domina la pietra e poi c’è il legno. Ogni utensile, ogni sedia, ogni tavolo, ogni dettaglio è studiato nei particolari. Poi c’è la parte gastronomica che non è da meno. Qui chi ama la carne troverà il suo Paradiso in terra: tagli scelti, lavorati a regola d’arte, la sapiente arte della frollatura che Rocco Caggiano padroneggia in modo sublime e un metodo di cottura “sul fuoco” grazie al Josper che dona ad ogni piatto un plus incredibile. Il servizio è impeccabile e professionale. Buona la carta dei vini e distillati. Piccola raccomandazione: all’interno ci sono poco meno di una quarantina di posti, quindi il mio consiglio è quello di prenotare sempre per tempo. Rocco Caggiano a Grottamninarda è un indirizzo imperdibile. Poesia della carne e magia ancestrale del fuoco.

 

 

Rocco Caggiano Braceria
C.so Vittorio Veneto, n.320
Grottaminarda (Av)
Tel. 351 753 2244
Visita la pagina Fb di Rocco Caggiano

Pubblicato in Campania

Avevo segnato in agenda da un po’ Bistrò 58 a San Giorgio del Sannio, avevo sottolineato questo indirizzo che stuzzicava la mia curiosità perché me ne aveva parlato bene un collega giornalista, invitandomi più volte a provare per poi raccontare al nostro pubblico. Visto che eravamo in zona non ci siamo lasciati scappare l’occasione di provare la loro proposta gastronomica. Bistrò 58 si trova a San Giorgio del Sannio a poche centinaia di metri dall’uscita di San Giorgio del Raccordo A-14 per Benevento. La posizione è quindi comoda, oserei dire strategica, il locale si raggiunge facilmente. Altra nota lieta è la presenza di un ampio parcheggio privato, quindi non avrai mai problemi anche trovare un posto per l’auto. La struttura è interessante, un bistrò raffinato ma senza eccessi, curato, con una bella sala interna, un arredo “contemporaneo” che guarda al moderno e uno spazio esterno dove durante la bella stagione si può cenare piacevolmente all’aperto. A fare da Cicerone c’è Pierangelo, il titolare (insieme alla moglie Maria, la chef di cui poscia scriverò). Pierangelo è gentile, preparato, sorridente. Ci accompagna al nostro tavolo e ci porta la loro carta.

Bistrò 58 San Giorgio del Sannio Insegna Esterna
Bistrò 58. San Giorgio del Sannio - Insegna Esterna

La prima cosa che noto è la presenza di pochi piatti (quattro antipasti, tre primi, tre secondi e i dessert), scelta coraggiosa ma intelligente. Segno che qui la cucina è espressa e si basa sui prodotti di stagione sempre freschi. Il menù cambia di tanto in tanto, esce qualche piatto ne entra un altro, il tutto con il passare dei mesi e delle stagioni. In attesa di scegliere arriva il pane, i loro grissini artigianali (ottimi) e delle graditissime frittelle di fiori di zucca, davvero di ottima fattura, il fritto era asciutto, non unto. 

Frittelle di fiori di zucca
Frittelle di fiori di zucca

Da bere Pierangelo ci consiglia un rosato piemontese: Tinetta La Bollina un rosato ottenuto da uve Nebbiolo in purezza, un vino particolarissimo per le sue note fruttate e floreali.

Rosato Tinetta La Bollina
Rosato Tinetta di La Bollina

Cominciamo con gli antipasti, ordiniamo due parmigiane di branzino, zucchine, mozzarella, pesto di pistacchi e salsa di burrata. La parmigiana di zucchine e branzino è stata una rivelazione, gustosa, equilibrata grazie alla nota sapida e marina del branzino che va a nozze con il dolce delle zucchine.

Parmigiana di branzino zucchine e mozzarella con pesto di pistacchi e salsa di burrata
Parmigiana di branzino, zucchine e mozzarella con pesto di pistacchi e salsa di burrata

Poi altri due antipasti, prendiamo l’uovo pochè su nido di pasta Kataifi, salsa di parmigiano e pancetta croccante. Che delizia questo ovetto in camicia nel suo accogliente nido di pasta Kataifi! Delicato, gustoso, morbido.

Uovo pochè nido Kataifi salsa al parmigiano e pancetta croccante
Uovo pochè, nido Kataifi, salsa al parmigiano e pancetta croccante

La salsa di parmigiano bella sapida e saporita conferisce all’uovo una spinta in più. A completare il tutto la nota croccante della pancetta. Qui abbiamo dovuto cedere alla scarpetta. Non sarà il massimo dell’eleganza ma chissenefrega.

Uovo pochè nido Kataifi salsa al parmigiano e pancetta croccante Dettaglio
Uovo pochè, nido Kataifi, salsa al parmigiano e pancetta croccante - Dettaglio

Decidiamo di gustare anche un peperone ‘mbuttunato con pane, olive, capperi, mandorle, pomodorini e basilico. Il peperone tagliato a tocchetti a mo’ di “sushi di terra” è delizioso, nobilitato da un generoso ripieno ed esaltato dalla sua voluttuosa cremina.

Peperone mbuttunato con pane olive capperi mandorle pomodorini e basilico
Peperone 'mbuttunato con pane, olive, capperi, mandorle, pomodorini e basilico

Gli antipasti ci hanno soddisfatto in pieno. Le nostre aspettative crescono in maniera esponenziale in attesa dei primi. Abbiamo scelto un piatto di linguine con acciughe del Cantabrico, pane, limone e nocciole. Un piatto “fresco”, uno dei must di Bistrò 58, non a caso è presente da anni in carta.

Linguine con acciughe del Cantabrico con pane limone e nocciole
Linguine con acciughe del Cantabrico con pane, limone e nocciole

Così come nel menù fa capolino spesso la mezza manica rigata con il ragù di polpo e la spuma di provola. Il ragù di polpo è paradisiaco, delicato, una sorta di “bolognese di mare” stemperata dalla spuma di provola. Davvero un gran piatto. Complimenti.

Mezze maniche rigate con ragù di polpo e spuma di provola
Mezze maniche rigate con ragù di polpo e spuma di provola

I secondi che abbiamo gustato non sono da meno. Il baccalà confit in crosta di pane, coulis di pomodoro, salsa di datterino giallo e olive nere è oggettivamente super. Fantastico il baccalà, sapido il giusto, si sfogliava in modo sublime e veniva esaltato dalla salsa di datterino con la sua nota finale dolce.

Baccalà confit in crosta dipane coulis di pomodoro salsa di datterino giallo e olive nere
Baccalà confit in crosta di pane, coulis di pomodoro, salsa di datterino giallo e olive nere

L’altro secondo invece è una proposta di carne. Il filetto di maiale lardellato con salsa di arachidi e coleslaw. Intrigante l’abbinamento del maiale fatto in doppia cottura con la salsa di arachidi. Vincente anche la scelta dell’insalata coleslaw (insalata di cavolo, carote con una deliziosa salsina di yogurt magro, senape ed erba cipollina). Il coleslaw è un contorno di origine irlandese che esalta la carne (soprattutto di maiale).

Filetto di maiale lardellato con salsa di arachidi e coleslaw
Filetto di maiale lardellato con salsa di arachidi e coleslaw

Chiudiamo la nostra cena in dolcezza con dei dessert davvero intriganti: lingotto al cioccolato con parfait di fondente, ganache di cioccolato bianco e mousse di cioccolato al latte. Un vero trionfo “cioccolatoso” meraviglioso per tutti ma in particolare per i choco-lovers.

Lingotto al cioccolato
Lingotto al cioccolato

Decisamente interessante la crema al mascarpone con le madeleine e lemon curd. Una proposta delicata e fresca.

Crema al mascarpone con le madeleine e lemon card
Crema al mascarpone con le madeleine e lemon card

A chiudere il nostro trittico di dolci una tortina su biscotto di nocciola e cereali con confettura bio alle albicocche e crema alla vaniglia.

Tortina con confettura di albicocche e crema alla vaniglia
Tortina con confettura di albicocche e crema alla vaniglia

Accompagniamo il dessert con un liquorino artigianale all’amarena e chiediamo il conto. Paghiamo per la nostra cena da Bistrot 58 poco più di 55 euro a persona.

Bistrò 58 è stata decisamente una piacevole scoperta e si trova a San Giorgio del Sannio in posizione comoda, (poche centinaia di metri dall’uscita di San Giorgio del Raccordo dell’A-16 per Benevento). La location è gradevole, raffinata ma senza eccessi, l’atmosfera invita alla convivialità. Interessante anche lo spazio esterno dove poter cenare durante la bella stagione. Il menù presenta poche pietanze ma curate e studiate alla perfezione, una carta dunque che segue la stagionalità e la disponibiltà di prodotti e materie prime. Pierangelo è un perfetto padrone di casa, gentile, affabile, preparato sempre pronto a spiegare pietanze e proporre vini in abbinamento. In cucina la chef Maria Serino (Chef Onires) sa il fatto suo: passione, preparazione, un'ottima tecnica di base e il tocco femminile che rende tutto più bello. La sua cucina è un inno alla gioia. L’uovo pochè su nido di pasta Kataifi, salsa di parmigiano e pancetta croccante da solo vale il viaggio, la parmigiana di branzino e zucchine è poesia. Le linguine con acciughe del Cantabrico, pane, limone e nocciole restano nella memoria (non a caso questo piatto è presente da anni in carta). Tra i secondi merita una menzione il filetto di maiale lardellato con salsa di arachidi e coleslaw. Ottimi i dolci sempre fatti dalla chef. Servizio puntuale e preciso. Bistrò 58 entra nella nostra guida sul web di quelli che sono a parer nostri gli indirizzi da non perdere. Rivelazione.

 

 

 

Bistrò 58
Via dei Sanniti, n.58
San Giorgio del Sannio (Bn)
Tel. 329 157 2110
Visita la pagina Fb di Bistò 58

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