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Marubini cremonesi Marubini cremonesi

Marubini cremonesi

Michela Gaimarri, food blogger e instagrammer cremonese ci presenta un piatto tipico della sua città: i marubini in brodo (Marubeen). Questo è un piatto della tradizione cremonese, il piatto delle feste, bello sostanzioso e saporito che affonda le radici nella tradizione contadina. Si tratta di una pasta ripiena (riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale lombardo) e la sua caratteristica è che viene cotta e servita nei famosi tre brodi (i tri brod), fatti con tre tipi di carni diverse (gallina, manzo e maiale).
Sono davvero favolosi. Occhio alla ricetta …..

Per 2 kg di marubini:

Marubini in brodo (Marubeen)

Ingredienti per il ripieno:

- Brasato (da fare il giorno prima): gr. 400 di cappello del prete o brasato di spalla, sedano, carote, cipolle, chiodo di garofano, sale grosso, noce moscata, vino Barolo.
- Arrosto: gr. 400 di lonza di maiale, burro, olio EVO, salvia, vino bianco secco, sale e pepe.
- Mortadella 200 gr.
- Salsiccia di suino 200 gr.
- Grana Padano 100 gr.
- 2 uova intere, noce moscata.

Per la pasta:

- Kg.1 di farina 00
- 10 uova
- Olio di oliva

Procedimento:

Per il brasato - Il giorno prima mettere in infusione nel Barolo la carne con tutte le verdure tritate, un pizzico di sale grosso e noce moscata. Dopo di che cuocere lentamente a fuoco coperto per 2 ore, scolarla e farla raffreddare.

Ora è il turno dell'arrosto di maiale - In una padella rosolare le fettine di lonza in olio e burro, profumare con la salvia, salare, pepare e, raggiunta la doratura sfumate con il vino bianco.

Una volta raffreddate, tritate le due carni, la mortadella e mettete tutto in una terrina. Aggiungere la salsiccia sbriciolata, le uova intere, il grana e la noce moscata. Impastare tutto con le mani per amalgamare bene i sapori quindi tenere in frigo qualche ora.

Nel frattempo preparare il brodo, a dire il vero i brodi sono tre! (I tri brod)

Vanno preparati separatamente cuocendo il brodo di manzo con carne di manzo in acqua, sedano, cipolla e carota.

Il brodo di gallina, cuocendo la gallina in acqua con aglio, sedano e carota

Il brodo con il salame da pentola in acqua.

Dopo averli filtrati si uniscono e si prosegue la bollitura salandoli.

Procedimento per la pasta (in dialetto cremonese Fuiada):

Le nostre nonne impastavano a mano su una spianatoia di legno artigianale, noi possiamo introdurre nell'impastatrice la farina e le uova intere, io aggiungo anche un po' di olio EVO. La si fa riposare per 30 minuti avvolta in una pellicola.
Ecco, al posto del matterello ora la possiamo passare nella macchinetta giusto per semplificarci la vita! Si passa nella prima tacca per poi ripassarla una seconda volta nella penultima, formando delle strisce larghe.
Posizionando mucchietti di ripieno regolari ben distanziati. Si ripiega la pasta sui mucchietti e, con uno stampino che può essere rotondo, quadrato o a mezzaluna, si formano i marubini.
A questo punto si fanno asciugare all'aria su un vassoio oppure si mette il vassoio in freezer.

Una volta ben gelati li travasiamo in sacchetti di plastica e proseguiamo il congelamento.

Per la cottura:
Portare a ebollizione il brodo, tuffare i marubini (circa 10/12 a testa) e sobbollire dolcemente fino a cottura. Una volta impiattati cospargere di abbondante grana.

Marubini in brodo
Marubini in brodo

Questo è il nostro piatto tipico cremonese, quello delle grandi feste (soprattutto Natale) molto nutriente e corroborante. In campagna i nostri nonni usavano versare nel brodo anche un poco di vino rosso.

 

- Ricetta di Michela Gaimarri - 


Visita il profilo Instagram di Michela Gaimarri

 

Ultima modifica il Lunedì, 01 Marzo 2021 23:16
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Brian Liotti

Brian, non fatevi ingannare dal nome, nasce a Napoli sotto il segno dei pesci e mostra fin da piccolo spiccate capacità artistiche e senso estetico. E' giornalista, speaker radiofonico di fama nazionale, direttore artistico, autore, presentatore, blogger, gastronomo per passione ed esperto di marketing e comunicazione. E' un grande appassionato di food, profondo conoscitore dei prodotti tipici, ha un debole per i borghi storici ed è uno strenuo difensore delle tradizioni anche a tavola, contro ogni forma di omologazione e "globalizzazione del gusto". I suoi racconti e le sue recensioni, sempre molto dettagliate, sono paragonabili ad un viaggio dove il gusto cede il passo alle emozioni.

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