Tornare ad Ariano Irpino, la suggestiva città del Tricolle, significa ogni volta riscoprire un territorio capace di offrire indirizzi autentici e storie gastronomiche che meritano di essere raccontate. L’Irpinia, qui, si esprime con carattere, concretezza e una sincera vocazione all’accoglienza. In questo contesto si inserisce la Trattoria Braceria Due Nani. Qui ci fermiamo spesso e questa rappresenta una tappa che si conferma solida e coerente, capace di restituire il senso più vero della cucina di territorio.
Siamo in località Santa Barbara, lungo la SS90, in una posizione strategica e facilmente raggiungibile anche da chi arriva dal napoletano, a pochi chilometri dall’uscita autostradale di Grottaminarda (A16). Un dettaglio tutt’altro che secondario per chi ama viaggiare seguendo il filo del gusto. Varcare la soglia dei Due Nani significa entrare in un luogo dove la convivialità non è un concetto astratto, ma una sensazione immediata e tangibile. L’ambiente, rustico e accogliente, gioca su tonalità calde e materiali naturali: il legno domina la scena, accompagnando l’ospite in spazi semplici ma curati, suddivisi tra una sala principale, una veranda luminosa ed un piccolo ma piacevole spazio esterno, ideale nella bella stagione.

Trattoria Braceria Due Nani. Ariano Irpino - Insegna Esterna
Quella della Trattoria Braceria Due Nani è prima di tutto una storia di famiglia, che affonda le radici nel passato per trovare nuova linfa nel presente. Flavio Rubino, oste appassionato e custode di questa eredità, ha saputo ridare vita all’attività avviata dal nonno nella parte alta di Ariano Irpino, recuperandone lo spirito e l’identità. Nella saletta interna fanno ancora capolino le iconiche statuette dei due nani, simbolo affettivo e memoria viva di quella storia da cui tutto ha avuto origine. La passione di Flavio per la cucina nasce presto e si consolida nel tempo, fino a prendere forma in questo progetto condiviso con la moglie Mariagrazia e con un team costruito con pazienza e dedizione. Qui si pratica una cucina espressa, profondamente legata alla stagionalità e alla qualità delle materie prime. La carne rappresenta da sempre il cuore pulsante della proposta gastronomica, selezionata con cura nelle migliori macellerie del territorio, senza però rinunciare a proposte di mare. Il menù è in continua evoluzione, arricchito di settimana in settimana da nuovi piatti raccontati con passione direttamente dall’oste Flavio e dal personale di sala.

i Due Nani. Ariano Irpino - La mise en place del nostro tavolo
Ad accompagnare l’inizio del percorso, arriva in tavola il pane di Montecalvo Irpino, realizzato con semola di grano duro, fragrante e profumato, autentica espressione del territorio. Per il calice scegliamo l’Atto Basilicata IGT Rosso di Cantine del Notaio, da uve Aglianico del Vulture: un vino dal colore rubino intenso, con una piacevole vena minerale e profumi di spezie e frutti rossi, capace di dialogare con equilibrio e personalità con la cucina dei Due Nani.

Il meraviglioso pane di Montecalvo Irpino
È il momento degli antipasti: la millefoglie di carne di vitello essiccata, alternata a chips di carciofi fritti e completata dal formaggio di bufala erborinato è spettacolare. Un vero trionfo di sapore e consistenze: la delicatezza della carne, la croccantezza vegetale del carciofo, la nota aromatica e pungente del formaggio erborinato. Un antipasto elegante, che mette insieme tecnica, materia prima eccellente e visione contemporanea.

Millefoglie con carne di vitello essiccata, chips di carciofi e formaggio erborinato di bufala
Non può mancare poi uno dei piatti simbolo della Trattoria Braceria Due Nani, che nel tempo è diventata un vero e proprio manifesto identitario del locale: il pancotto. Qui la cucina della memoria viene riletta con intelligenza e gusto. Il pane raffermo di Montecalvo Irpino diventa protagonista insieme ai broccoli e alle verdure, al peperone crusco, alla stracciatella e a un intenso olio aromatizzato al peperone crusco. Il risultato è un piatto spettacolare nella sua semplicità, capace di emozionare e di restituire dignità e nobiltà a ingredienti umili, trasformandoli in un’esperienza gastronomica autentica e profondamente territoriale.

Pancotto della Trattoria Braceria Due Nani
Si prosegue con una polenta servita su un morbido letto di verza stufata, arricchita da pecorino di Carmasciano e completata da scaglie di tartufo nero irpino. Un piatto caldo, avvolgente, che parla di stagionalità. Un vero e proprio comfort food, dove il tartufo non copre ma accompagna.

Polenta su letto di verza stufata con percorino Carmasciano e tartufo nero
Tra i primi piatti, la scelta cade su delle pappardelle al tartufo bianco pregiato. Pochi ingredienti, nessuna forzatura: olio extravergine di oliva di qualità e tartufo bianco, lasciati liberi di esprimersi senza interferenze. Un piatto essenziale, quasi ascetico, che mette al centro il profumo, la persistenza e la purezza del tartufo, valorizzando la manualità e la sensibilità della cucina.

Pappardelle al tartufo bianco pregiato
L’altro primo è uno dei veri "cult" della Trattoria Braceria Due Nani, un piatto che affonda le radici nella tradizione campana e che qui trova un’interpretazione sincera e identitaria: gli ziti spezzati alla genovese, arricchiti da scaglie di cacioricotta. La lunga cottura della cipolla, dolce e profonda, avvolge la pasta in un abbraccio intenso e avvolgente, la carne è eccezionale e si scioglie in bocca mentre il cacioricotta aggiunge una nota sapida e cremosa che equilibra perfettamente il piatto. È una genovese che parla di tempo, pazienza e rispetto della memoria, capace di emozionare senza bisogno di reinterpretazioni forzate. Chapeau!

Ziti spezzati alla genovese della tradizione con cacioricotta
Come secondo, scegliamo di condividere una proposta che rappresenta al meglio l’anima di braceria in Irpinia dei Due Nani: una tagliata di rib eye di Frisona, cotta con precisione e servita con peperoni cruschi e caciocavallo di Montella stagionato. La carne è succosa, intensa, valorizzata da una materia prima selezionata con grande attenzione; i peperoni cruschi donano croccantezza e una nota dolce-amara, mentre il caciocavallo irpino aggiunge profondità e carattere. Un piatto che racconta territorio, tecnica e passione per una carne di qualità scelta con cura da Flavio Rubino.

Tagliata di rib eye di frisona con peperone crusco e caciocavallo podolico di Montella stagionato
Come contorno optiamo per patate e porcini al forno. Mai scelta fu più azzeccata…..

Patate e porcini al forno
La chiusura è affidata a una vera chicca golosa: panettone artigianale braciato, accompagnato da crema chantilly e da una profumata riduzione di ratafià. Un dessert che sorprende per equilibrio e originalità, capace di unire comfort e raffinatezza, lasciando un ricordo piacevolmente persistente legato alle festività (ahimè) ormai finite.

Panettone braciato con crema chantilly e riduzione di Ratafià
Ad accompagnare il dolce, due bicchierini di Anthemis, liquore dal carattere deciso ma armonico, prodotto dai Padri Benedettini dell’Abbazia di Montevergine. Un sorso che profuma di erbe e tradizione monastica, perfetto per chiudere il pranzo con una nota identitaria e territoriale.

Liquore Anthemis
Per l’intero percorso gastronomico, il conto finale si attesta sui 65 euro a persona, una spesa coerente con la qualità delle materie prime, la cura delle preparazioni e l’esperienza complessiva offerta.
La Trattoria Braceria Due Nani ad Ariano Irpino si conferma ormai una realtà solida e autentica nel panorama della ristorazione irpina, capace di coniugare memoria e presente con grande equilibrio. La location è semplice, rustica ma estremamente accogliente. La cucina racconta il territorio con proposte che affondano le radici nel passato ma debitamente interpretati in chiave contemporanea.
Due piatti, più di altri, restano impressi come veri simboli dell’identità del locale: il pancotto, straordinaria espressione di cucina povera nobilitata, e gli ziti spezzati alla genovese, emblema di una tradizione portata avanti con rispetto e consapevolezza.
Altro motivo per cui tanti vengono qui è l'ottima carne scelta e selezionata con cura e preparata con maestria. L’oste Flavio Rubino è l’anima di questo luogo, vulcanico, preparato e appassionato. Il servizio è puntuale ma informale. Molto curata la carta dei vini. Il rapporto qualità – prezzo è commisurato all’esperienza gastronomica e alla qualità delle materie prime (la carne su tutte). La Trattoria Braceria Due Nani è un indirizzo da segnare in agenda e che merita la visita, ideale per chi cerca cucina del territorio, carne di qualità e sapori autentici in Irpinia, raccontati con passione e verità. Alla prossima ….
Trattoria Braceria Due Nani
Contrada Santa Barbara, n.1
Ariano Irpino (Av)
Tel. 0825 185 3895
Visita la pagina Fb della Trattoria Braceria Due Nani
Ci sono luoghi dove non vai solo per pranzare o cenare ma che ti raccontano una storia e ti lasciano dentro un’emozione difficile da spiegare. Non è solo una questione di piatti ben eseguiti, di materia prima eccellente o di location suggestiva: è quell’unicum, quell’armonia sottile che nasce quando tutto (ambiente, materia prima, filosofia) si fonde in un’esperienza che resta nella memoria. Da Rocco Caggiano, a Grottaminarda, succede proprio questo. Per noi, ogni visita qui è una conferma: quella di trovarci in un luogo speciale, dove la brace non è solo una tecnica, ma un linguaggio profondo, quasi primitivo.

Rocco Caggiano.Grottaminarda - Ingresso
Qualche anno fa, siamo stati forse i primi a raccontarti di Rocco Caggiano, e la cosa più bella è che, nel tempo, in tanti hanno seguito il nostro consiglio e se ne sono innamorati. Perché Rocco Caggiano è qualcosa che va oltre la ristorazione, è un custode della tradizione, è quello che amo definire un artigiano del gusto, innamorato di quello che fa.

Rocco Caggiano. Grottaminarda - Insegna Esterna
La magia comincia appena si varca la soglia: l’intero ristorante si trova all’interno di un’ex dogana aragonese del 1467, riportata in vita con un restauro meticoloso, attento, accurato che ha rispettato l’anima originaria del luogo. La pietra domina e rassicura, raccontando storie antiche. Il legno è protagonista nei pavimenti, nei tavoli antichi nelle sedute, nei dettagli e aggiunge calore e intimità. Il locale si articola in due ambienti: al piano superiore c’è la sala che si sviluppa in lunghezza ed in fondo c’è la cucina con la brace Josper a vista, cuore pulsante del progetto; al piano inferiore, una sala più raccolta, quasi una cantina, dove il tempo sembra rallentare. A completare il quadro, una dispensa “viva” con salumi, formaggi e conserve. Rocco Caggiano ha anche un piccolo spazio esterno ideale per le serate più miti.

Rocco Caggiano. Grottaminarda - Un suggestivo angolo del locale
Ma il tocco che fa la differenza è quello di Iole, compagna di vita e d’impresa di Rocco. È lei a dare anima all’ambiente: dagli oggetti scelti con cura agli arredi di recupero, fino a una mise en place che riesce ad essere raffinata senza mai risultare pretenziosa. È uno di quei posti in cui mi siedo e penso: “sono esattamente dove vorrei essere".

Rocco Caggiano. Grottaminarda - La particolare mise en place
La passione per la carne qui è di casa, letteralmente: il ristorante nasce infatti accanto alla storica macelleria di famiglia. Ma Rocco Caggiano ha fatto molto di più che proseguire una tradizione: l’ha elevata.
La sua selezione delle materie prime è maniacale, frutto di una rete di collaborazioni con allevatori e agricoltori che condividono la sua filosofia. E poi c’è la frollatura, che qui è trattata come un’arte a sé, tra studio, pazienza e conoscenza profonda del prodotto.
Tutto ruota attorno al fuoco, vera firma della cucina di Rocco. Non a caso il suo "claim" è il sapore del fuoco. Dal primo all’ultimo piatto, ogni ingrediente incontra la brace, in una danza ancestrale che richiama la cucina primordiale, quella che scalda il cuore prima ancora del palato.

Rocco Caggiano. Grottaminarda - Uno dei tavoli interni
Sfogliare la carta è come leggere un diario di viaggio: ogni voce ha un senso, ogni scelta è ponderata. Si può optare per uno dei due percorsi degustazione (di cinque o sette portate) oppure scegliere à la carte. Tra antipasti con verdure che parlano del territorio, crudi eleganti, battute di manzo, tagli frollati con amore e tecnica, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ogni piatto è un invito a scoprire, ad ascoltare, a lasciarsi sorprendere. E non serve essere fanatici della carne per innamorarsi: qui il gusto è democratico, inclusivo, autentico. Noto con piacere che Rocco Caggiano ha arricchito il menù con pietanze capaci di accontentare i gusti di tutti non solo quelli dei meat lovers.
Ci accomodiamo al nostro tavolo, il primo gesto che ci accoglie è un piccolo, inaspettato rito di benvenuto: un calice di acqua aromatizzata con anguria, limone e anice stellato. Un mix freschissimo, quasi estivo, che pulisce il palato e prepara alla cena.

L'acqua aromatizzata con anguria, limone e anice stellato
Segue subito il benvenuto dello chef: un crostino dorato, croccante e profumatissimo, sormontato da una patate, radicchio e un tocco sapido e avvolgente di aceto balsamico. Un boccone che gioca con le consistenze e con i contrasti, e che ci accompagna con eleganza verso gli antipasti.

Il Benvenuto di Rocco Caggiano
Da bere optiamo per un vino bio, Vespro Rosso di Tofano Vini, un rosso naturale prodotto senza uso di sostanze e additivi chimici, che rispetta il rapporto tra uomo e ambiente e il territorio.

Vespro Rosso di Tofano Vini
Arriva il pane Irpino con l'olio Evo....

Il pane Irpino con l'olio Evo di Ravece
Si comincia con gli antipasti. La nostra scelta si apre con un piatto che è un tributo alla cucina locale: l’uovo con la ciambottella grottese, una preparazione tipica proprio di Grottaminarda. L’uovo è cotto con una precisione millimetrica: albume morbido, tuorlo vellutato, quasi fondente. La ciambotta – una sinfonia di pomodoro e peperoni – lo avvolge con la sua dolcezza rustica e intensa. Un piatto che scalda il cuore e rispetta il territorio. Avrei fatto volentieri il bis...

Uovo con la ciambottella grottese
Proseguiamo con dei fiori di zucca farciti con ricotta vaccina di Montella e zafferano Irpino. Morbidi, aromatici, perfettamente bilanciati, raccontano un’Irpinia contadina che sa sorprendere con semplicità.

Fiore di zucca ripieno di ricotta vaccina e zafferano irpino
Poi arriva una melanzana scomposta con spuma di scamorza affumicata e pomodoro. Un equilibrio perfetto tra intensità e freschezza, tra sentore di fumo e dolcezza, tra consistenza e leggerezza.

Melanzana con spuma di scamorza affumicata e pomodoro
Impossibile venire qui e non lasciarsi guidare verso le proposte di carne, vero manifesto della cucina di Rocco. Ecco Il filetto di manzo cotto alla brace, servito con burro di montagna ed erbe aromatiche, adagiato su un letto di grano cotto. Tenerissimo, succoso, con la crosticina esterna perfettamente sigillata e un interno che si scioglie al morso. Il burro che si scioglie con il calore della carne è poesia. Il grano, rustico e fragrante, accompagna senza invadere, completando il tutto.

Filetto con burro di montagna, erbe eromatiche e grano cotto
A seguire, un piatto che ha sorprende: filetto di maiale con salsa all’albicocca e cardamomo, vermut e pepe affumicato al legno di melo. Una combinazione audace e raffinata, in cui dolcezza e note speziate si rincorrono in un equilibrio che conquista a ogni boccone accompagnando la delicata e gustosa carne di maiale.

Maiale con salsa allalbicocca e cardamomo, vermut e pepe affumicato al melo
Come contorno per restare nella scia della tradizione contadina irpina ordiniamo delle patate cotte sotto la cenere. Deliziose....

Patate cotte sotto la cenere
La cena si conclude con due dessert che lasciano il segno. Il primo è una pesca “baciata”, farcita con una crema al mascarpone e completata da una sbriciolata di brutto ma buono. Fresca, cremosa, con quella croccantezza finale che stuzzica il palato.

Pesca braciata con crema di mascarpone e crumble di Brutto ma Buono
Il secondo dolce è una rivisitazione del classico “fiordifragola”, trasformato in una coccola elegante, golosa ma mai eccessiva, in perfetto equilibrio tra ricordo infantile e “fine dining”.

Il Fiordifragola con fragole braciate
Gradito omaggio della casa un sorbetto al lime e “pulieo”, una mentuccia aromatica che cresce spontaneamente e che viene usata in Irpinia (e anche nella zona di Grottaminarda) per dare sapore a sughi e paste fresche.

Il sorbetto con lime e pulieo
A suggellare questa esperienza golosa, scegliamo di accompagnare i dessert con due bicchierini di cognac alla pera Williams firmato François Peyrot. Un distillato elegante e avvolgente, dove le note calde del cognac si intrecciano con la dolcezza della pera matura. Un sorso vellutato, profumato, che personalmente adoro. Una sorta di perfetto e caldo abbraccio virtuale che prolunga il piacere e ci accompagna lentamente verso la fine del viaggio.
Per la nostra cena questa cena da Rocco Caggiano spendiamo poco meno di 80 euro a persona. Un conto assolutamente coerente con la qualità della proposta gastronomica, la selezione delle materie prime e l’unicità della location. Qui non si tratta solo di cenare fuori, ma un di vivere un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, e che lascia un ricordo vivo, sincero.
Rocco Caggiano è un luogo in cui la memoria si fonde con la materia, dove ogni piatto nasce dal rispetto per il territorio e dalla voglia di offrire qualcosa di autentico. Qui, la brace è un linguaggio antico e la cucina diventa racconto, emozione, appartenenza. Fantastici gli antipasti che esaltano le verdure del territorio, sublimi i crudi e le tartare per non parlare dei salumi. La carne poi è il cuore di questo luogo unico. Rocco Caggiano non è solo un locale ma è una sorta di filosofia gastronomica, una dichiarazione d’amore per la cucina fatta con rispetto e passione, un posto dove ogni dettaglio ha un significato, dove ogni piatto racconta una storia, e dove il fuoco – elemento antico e potente – diventa poesia da raccontare. Che tu sia amante della carne, della buona cucina, o semplicemente in cerca di un posto speciale in cui sentirti a casa, Grottaminarda ti regala questo piccolo Tempio del gusto. E una volta scoperto, sarà difficile non volerci tornare. Garantiamo noi…
Rocco Caggiano
Corso Vittorio Veneto n.320
Grottaminarda (Av)
Tel. 351 753 2244
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