Brian Liotti

Brian Liotti

Brian, non fatevi ingannare dal nome, nasce a Napoli sotto il segno dei pesci e mostra fin da piccolo spiccate capacità artistiche e senso estetico. E' giornalista, speaker radiofonico di fama nazionale, direttore artistico, autore, presentatore, blogger, gastronomo per passione ed esperto di marketing e comunicazione. E' un grande appassionato di food, profondo conoscitore dei prodotti tipici, ha un debole per i borghi storici ed è uno strenuo difensore delle tradizioni anche a tavola, contro ogni forma di omologazione e "globalizzazione del gusto". I suoi racconti e le sue recensioni, sempre molto dettagliate, sono paragonabili ad un viaggio dove il gusto cede il passo alle emozioni.

Mercoledì, 21 Ottobre 2020 00:03

Porta Riva Ristorante. Avella (Av)

Torniamo sempre volentieri da Porta Riva Ristorante. Ci piace la loro cucina, la squisita accoglienza e anche la location che trasmette tranquillità. Siamo nel baianese ad Avella, paese dalla storia antichissima, uno dei centri di maggiore importanza dell’antica Campania Felix. Qui ci sono tante cose interessanti da vedere, una natura rigogliosa, monumenti interessanti come lo splendido anfiteatro di età romana.
Anticamente Avella aveva ben sei porte di ingresso che conducevano al borgo. Una di queste si chiamava proprio Porta Riva e si trovava nei pressi del Fiume Clanio. Si passava di qui per andare verso l’antico Castello che ancora oggi guarda tutti dall’alto su di una collina.
Proprio dove si pensa che anticamente fosse Porta Riva c’è il ristorante. Arriviamo, parcheggiamo comodamente l’auto e ci accomodiamo. Ci accoglie la sorridente Michela Spoletta gentilissima e garbata padrona di casa, il vero motore di questo luogo. Michela ci accompagna al nostro tavolo (prenotato per tempo).  Prime bella sorprese sono l'organizzazione e l'assoluto rispetto delle distanze tra tavoli e sedute, in tempi di Covid-19 è importante poter stare tranquilli. Qui da Porta Riva si può stare in assoluta serenità.
Altra cosa che mi piace di questo posto è l’atmosfera che si respira: la sala bella grande, tante vetrate che la rendono luminosissima, colori chiari, un arredo sobrio e al contempo e ben studiato. Insomma qui si sta davvero bene.

Siamo tornati per gustare il nuovo menù autunnale e gustare nuovamente la cucina dello chef Giuseppe Sassone. Proprio lui che lo scorso anno ha sostituito il bravo Andrea Pagano che adesso è impegnato come docente con i suoi studenti in una nuova bellissima avvenura.  
Come al solito diamo un’occhiata al menù, strutturato benissimo, proposte di terra e di mare tutte realizzate con un occhio di riguardo al territorio e con prodotti ed eccellenze (soprattutto irpine). Da bere ordiniamo una minerale e una bottiglia di aglianico dell’azienda Villa Raiano, cantina che ha sede a San Michele di Serino. Un bel rosso di buona struttura, con sentori di frutti rossi, tabacco e cuoio. Sarà il nostro compagno di viaggio per il nostro pranzo..
Optiamo per due menù degustazione con 4 portate di antipasti (due di terra e due di mare), due primi e un secondo. 
Intanto arrivano i loro pani, pane locale, integrale e dei meravigliosi paninetti fatti con farina integrale, (mi sono piaciuti molto in particolare quello con i semi di finocchietto e con i semi di sesamo).  

I Pani
I Pani

Prima dell’antipasto ci servono uno stuzzicante entreé: frittatina napoletana classica (deliziosa e avvolgente), un mini crocchè fatto a regola d'arte e un calzoncino fritto ripieno di ricotta e cicoli. Mamma mia ! Che ve lo dico a fare …. La foto parla da sola. Profumati, morbidi, voluttuosi in particolare il calzoncino è una poesia con un ripieno di ricotta da svenire e un fritto asciutto e non unto. Un fritto da Oscar.

Entrèe
Entrèe

Stemperiamo il calzoncini con un prosecco e diamo il via alle danze. Cominciamo con degli antipasti ecco il “carpaccio non carpaccio” ossia vitello cotto a bassa temperatura con crema di nocciole di Avella, tartufo nero irpino, caso moscio (tipico formaggio di Avella) e germogli di barbatietola . Una proposta sorprendente, lodevole la presenza in questo piatto di due capisaldi del territorio: le nocciole (di Avella of course del resto siamo nella patria della mitica avellana) e il superbo tartufo nero irpino. La carne poi merita un discorso a parte, cotta a bassa temperatura per ore regala la sensazione di un carpaccio ma carpaccio non è. La carne cotta a bassa temperatura ed è morbida, saporita e voluttuosa. Piatto riuscitissimo.

Vitello cotto a bassa temperatura con crema di nocciole di Avella e tartufo nero irpino
Vitello cotto a bassa temperatura con crema di nocciole di Avella e tartufo nero irpino

Da una proposta di carne a una di pesce, dei gamberoni al forno in pasta kataifi su purea di mela annurca. Questo piatto è davvero particolare, interessante l’uso della pasta Kataifi ad avvolgere i gamberoni (squisiti e di pregevole fattura) e da rimarcare la purea di mela annurca, altro vanto campano.

Gamberoni al forno in pasta kataifi su purea di mela annurca
Gamberoni al forno in pasta kataifi su purea di mela annurca

Continuiamo con la crepinette all'italiana, una commovente polpetta di chianina in una rete di grasso di maiale con bagnacauda e friarielli napoletani. Un vero spettacolo…
In Francia le crepinette sono delle polpette di agnello, speziate e saporite, questa è una rivisitazione all'italiana. Lo chef Giuseppe Sassone ha voluto creare qualcosa di particolare unendo Nord e Sud (la bagnacauda piemontese e i friarielli napoletani)

Crepinette all'italiana
Crepinette all'italiana

L’antipasto è un crescendo rossiniano, si passa dalla carne di nuovo al pesce con un mini bun e baccalà, ossia un paninetto cotto a vapore con mantecato di baccalà, crema di avocado e papaccella napoletana all’aceto. Sorprendente e gustosissimo questo panino, meraviglioso e delicato il mantecato di baccalà.

Mini bun e baccalà
Mini bun e baccalà

I quattro antipasti che abbiamo degustato sono stati davvero eccellenti, proposte studiate, equilibrate, intriganti. Michela Spoletta passa di tanto in tanto per sincerarsi che tutto stia andando bene.
Nemmeno il tempo di fare due passi all’esterno e goderci la bella giornata autunnale ammirando la natura circostante, che arriva uno dei due primi. Abbiamo scelto "lAutunno nel piatto" e mai nome fu più appropriato, sono dei ravioli ripieni di ricotta e provola con crema di castagne e tartufo di Bagnoli.

Ravioli ripieni di provola e ricotta con crema di castagne e tartufo nero di Bagnoli
Ravioli ripieni di provola e ricotta con crema di castagne e tartufo nero di Bagnoli

Ma gli spaghetti con salsa alle vongole e trilogia di cavolfiori mi hanno conquistato, deliziosa la salsa alle vongole, saporita, giustamente sapida, bella anche la nota cromatica dei vari tipi di cavolfiori. Un primo piatto davvero intrigante.

Spaghetti con salsa alle vongole e trilogia di cavolfiori
Spaghetti con salsa alle vongole e trilogia di cavolfiori

Prendiamo un solo secondo in due e scelgo il "polpo in Irpinia" ossia polpo scottato con mallone Avellinese e salsa Wasabi. Fantastico l’abbinamento con il classico mallone (rape e patate schiacciate e servite a mo’ di chenelle) e il tocco orientaleggiante della salsa wasabi. Piatto davvero super.

Polpo scottato con mallone avellinese e salsa al wasabi
Polpo scottato con mallone avellinese e salsa al wasabi

Siamo sazi, saltiamo nostro malgrado il dolce, prendiamo due liquorini artigianali al finocchietto selvatico del Fusaro e un caffè. Paghiamo per il nostro pranzo 90 euro in due. Rapporto qualità- prezzo assolutamente corretto per la qualità della proposta gastronomica.

Porta Riva Ristorante ad Avella si conferma alla grande e merita la visita. Il menù autunnale è studiato e pieno di proposte interessanti. Torneremo per provare altri piatti (come la carne, i panciotti di mare ripieni di capesante e gamberi, con vellutata di zucca, mandorle e alga nori e la mitica genovese irpina). Lo chef Giuseppe Sassone sta crescendo sempre più, è umile, ha talento e creatività (del resto nel mondo non ci sono tanti chef artisti con la passione per l'arte e per la pittura). Qui da Porta Riva ha trovato l’ambiente ideale per esprimersi al meglio.
Porta Riva a parer nostro ormai rappresenta una garanzia. Qui le parole d’ordine sono: qualità e accoglienza.
La cucina si mantiene su ottimi livelli grazie anche alla scelta di prodotti e materie prime di eccellenza. Il resto lo fa il locale molto bello e accogliente, per non parlare della gentilezza e del garbo con cui sarete accolti dal personale e da Michela Spoletta (l’anima di questo luogo). Il servizio è veloce, attento e professionale, corretto il rapporto qualità-prezzo.
Fate un salto da Porta Riva ad Avella, garantiamo noi. Alla prossima….

Porta Riva Ristorante
Via dei Mulini n.47
Avella (Av)
Tel. 081 510 38 03
Visita la pagina Fb di Porta Riva 

Domenica, 27 Settembre 2020 17:16

Tagliatelle al forno

Le tagliatelle al forno sono un piatto della tradizione casalinga di molti italiani. Il tipico piatto della Domenica, personalmente mi ricorda la cucina di mamma o di nonna quando ci si riuniva tutti a pranzo e bastava portare in tavola la teglia di tagliatelle e tutti sorridevano davanti a tanta bontà. Chiaramente non esiste una ricetta assoluta ma in ogni casa esistono diverse varianti e versioni. In questa noi abbiamo usato solo sugo con passata di pomodoro e carne macinata, piselli e mozzarella. C’è però chi ama rendere il piatto più ricco aggiungendo anche besciamella, funghi o uova sode a pezzi. In questo modo le tagliatelle al forno, così condite diventano un vero e proprio pasticcio di tagliatelle. Qualunque sia la versione, il risultato è comunque garantito.

Ingredienti per 4 persone:

- 280 gr di tagliatelle all’uovo
- 800 gr di passata di pomodoro in alternativa
- 300 gr di carne macinata (2/3 di maiale e 1/3 di bovino)
- 270 gr. di mozzarella
- 150 gr. di piselli surgelati
- Sedano (un gambo)
- Una carota
- Mezza cipolla
- Olio Evo q.b.
- Vino Bianco (mezzo bicchiere)
- Sale q.b.
- Parmigiano grattugiato (q.b.)

Procedimento:

La prima cosa da fare è preparare il ragù di macinato. In una padella facciamo soffriggere in un filo di olio Evo, sedano, carota e cipolla ben tritati. Aggiungiamo la carne macinata, giriamo spesso e facciamola cuocere, sfumiamo poi con il mezzo bicchiere di vino bianco. Quando il vino sarà evaporato aggiungiamo la passata di pomodoro, aggiungiamo un pizzico di sale e facciamo cuocere il ragù per una mezz’oretta. A metà cottura (dicimo dopo 15 minuti) aggiungiamo i piselli surgelati (che impiegheranno poco a cuocere). Di tanto in tanto giriamo e controlliamo che il ragù non si asciughi troppo.
Intanto cuociamo le tagliatelle in abbondante acqua salata. Una volta cotte, condiamo le tagliatelle con il nostro ragù, aggiungiamo la mozzarella (che avremo fatto sgocciolare per bene) tagliata a cubetti e abbondante parmigiano. Mescoliamo e mantechiamo bene.
Sistemiamo il tutto in una teglia da forno, su un velo di sugo. Sulla superficie aggiungiamo un mestolo di ragù, qualche cubetto di mozzarella e altro parmigiano. Inforniamo a 180° (in modalità ventilata) per 20 minuti.
Una volta pronte attendere qualche minuto prima di servirle. Semplici e buonissime!

Mercoledì, 23 Settembre 2020 11:00

Locanda della Pacchiana. San Salvatore Telesino (Bn)

Siamo in Valle Telesina di ritorno da Benevento sulla SS 372 Telesina. Facciamo una deviazione e una sosta a San Salvatore Telesino per pranzare alla Locanda della Pacchiana. Era da parecchio che avevamo questo indirizzo segnato in agenda. Cominciamo col dire che la location è molto bella e curata, c’è un ampio parcheggio e un bellissimo e spazio esterno. Attraversiamo un suggestivo viale in pietra nel giardino e accediamo alla struttura.

Locanda della Pacchiana Viale che conduce allingresso
Locanda della Pacchiana Viale che conduce all'ingresso

Ad attenderci all’ingresso c’è l’immagine della “Pacchiana”, la donna della tradizione contadina in abiti tipici, un una bella riproduzione in rilievo alla parete esterna. Ci accomodiamo e ci accompagnano al nostro tavolo prenotato per tempo. All’interno mi colpisce un indovinato mix di stile rustico e raffinato, con pietra a vista, travi di legno al soffitto, inserti di tufo alle pareti e un’illuminazione calda e avvolgente. Sarà stato anche il tempo uggioso e la pioggerellina esterna ma c’era davvero una bellissima atmosfera che invita alla convivialità.

Locanda della Pacchiana San Salvatore Telesino
Locanda della Pacchiana San Salvatore Telesino

Da notare come la Locanda della Pacchiana sia molto grande con quasi 200 coperti distribuiti in tre ambienti e tre sale (la sera qui fanno anche una buona pizza).
Altro plus il giardino esterno curato e rilassante. Insomma davvero una bella e sorprendente location (soprattutto per chi viene qui la prima volta). Ma veniamo alla proposta gastronomica.
Il menù è semplice e studiato con piatti e pietanze del Sannio. Ci sono sei proposte di antipasti (molte tipiche del territorio), tre insalate, 5 proposte di primi più un fuori menù e poi i secondi con una nota di merito per la carne (che pare qui sia davvero notevole). Insomma c’è di che divertirsi.
Da bere ordiniamo tre calici di aglianico della Cantina Aia dei Colombi di Guardia Sanframondi (per restare nel territorio), un bel rosso giustamente tannico con sentori di spezie e frutti rossi. Cominciamo ordinando due antipasti, mozzarelline di latte di bufala (di produzione locale) e un bel prosciutto sannita bello sapido e gustoso.

Mozzarelline di bufala e prosciutto sannita
Mozzarelline di bufala e prosciutto sannita

E un interessante tortino di baccalà con patate e porro, servito su crema di pomodorini datterini gialli e riccioli di porro fritti. Delicato e ho trovato riuscito l’abbinamento con il pomodorino giallo e la sua nota dolciastra.

Tortino di baccalà
Tortino di baccalà

Fuori la pioggia non cessa la sua danza, ed è piacevole vedere l’acqua bagnare il giardino con le piante curate e di un bel verde intenso. Intanto abbiamo ordinato tre primi. Due dalla carta e il primo piatto fuori menù (segnato su una lavagnetta all’ingresso).
Ecco le cortecce del Buttero, ossia cortecce di pasta fresca su fondo bruno con pomodori secchi, straccetti di scamone di manzo e scaglie di caciocavallo stagionato del Matese. Davvero un gran piatto con un equilibrio perfetto (e che buoni gli straccetti di manzo).

Cortecce del Buttero
Cortecce del Buttero

Poi un piatto storico della Locanda, presente da tempo in carta: i perciati alla beneventana. In pratica si tratta di maccheroncelli di pasta fresca con un ragù bello tirato di pomodoro al peperoncino e salsiccia stagionata a tocchetti. Semplicemente fantastico! A completare il piatto e donargli la giusta sapidità il pecorino romano grattugiato grossolanamente.

Perciati alla beneventana
Perciati alla beneventana

Il terzo primo è il fuori menù del giorno: mezzelune ripiene di ricotta e melanzane con pomodorini freschi e stracciata di mozzarella. Strepitose davvero. E il sughetto ci ha costretto (ahimè) ad una avida e goduriosa scarpetta, e si sa… quando il sacro dovere chiama non ci si può rifiutare (tra l’altro il pane locale era davvero ottimo).

Mezzaluna di pasta fresca ripiena di ricotta e melanzana con pomodorini e stracciata di bufala
Mezzaluna di pasta fresca ripiena di ricotta e melanzana con pomodorini e stracciata di bufala

Siamo sazi ma vogliamo prendere anche un secondo, la scelta cade sul Beef-Hamburger, hamburger (250 gr) con primo taglio di vitello di stalle locali servito con patate rustiche tagliate al momento e fritte e pomodoro a fette. Ho trovato la carne eccezionale, succosa e saporita.

Hamburger con patate rustiche e pomodoro di stagione a fette
Hamburger con patate rustiche e pomodoro di stagione a fette

Purtroppo non abbiamo molto tempo perché dobbiamo rientrare verso Napoli e dobbiamo quindi andar via, non prendiamo altro ma mi riprometto di tornare per gustare altri tagli di carne e altre proposte.
Prendiamo un caffè, due liquorini di mela annurca e chiediamo il conto. Paghiamo 69 euro in 3 per tre calici di vino, due minerali, due antipasti, tre primi e un secondo. Davvero vantaggioso il rapporto qualità-prezzo.

La Locanda della Pacchiana è un indirizzo storico della zona (fino a qualche anno fa era a Telese). Fama e successo meritati perché qui si mangia bene e tipico. La location è incantevole, una sorta di casale con tre sale e un grande giardino curatissimo (dove durante la bella stagione è piacevole pranzare o cenare). La location si presta quindi anche a cerimonie ed eventi. La cucina non delude, in prevalenza puoi trovare piatti e prodotti del territorio. Buona la materia prima, eccellenti i primi (i perciati alla beneventana per non parlare delle mezzelune da soli giustificano la tappa qui). Di grande qualità la carne (ma ritorneremo per approfondire la cosa). Ottimo il rapporto qualità-prezzo. Davvero una bella scoperta, da non perdere.

 

Locanda della Pacchiana
Via Amorosi n.43
San Salvatore Telesino (Bn)
Tel. 0824 976093
Visita il sito web della Locanda della Pacchiana

Ti proponiamo un primo piatto delizioso che abbiamo gustato all’Agriturismo Le Fontanelle a Pontelatone. Sono gli spaghettoni con vellutata di fiori di zucca, zucchine, pancetta croccante e conciato romano. La morbida vellutata di fiori di zucca con il suo sentore dolce sposa alla perfezione le zucchine e la pancetta con la sua nota croccante. A chiudere il piatto la sapidità invitante del conciato romano per un piatto che si lascia ricordare. Grazie al nostro caro amico Pasquale Izzo per la ricetta.

Ingredienti per 4 persone:

- 320 gr spaghettoni di pasta fresca
- 2 Zucchine
- 15 Fiori di zucca
- 320 gr Pancetta tesa
- 1 Cipolla
- Olio q.b.
- Sale q.b.
- Pepe q.b.
- Vino bianco q.b.
- Conciato Romano q.b.

Procedimento:

Il primo passaggio è quello di lavare i fiori di zucca e privarli del loro pistillo, successivamente dopo aver lavato anche le zucchine priviamole della loro mollica ovvero la parte più bianca e morbida,
dopo questo passaggio, tagliamo le zucchine a dadini.
Intanto prepariamo una julienne di pancetta non troppo sottile per riuscire successivamente a renderla croccante. In una padella mettiamo un cucchiaino di olio e aggiungiamo un battuto di cipolla precedentemente preparato e lasciamo soffriggere. Poi aggiungiamo i fiori di zucca lavati e tagliati grossolanamente e li lasciamo cuocere per circa 7 minuti avendo cura di non far asciugare troppo l’acqua, a questo punto saliamo e pepiamo.
Nel frattempo, spadelliamo la dadolata di zucchine e la pancetta, sfumandoli con del vino bianco. In una pentola mettiamo l’acqua per cuocere la pasta e la portiamo ad ebollizione. Dopo aver stufato i fiori di zucca andremo a frullarli fino ad ottenere una vellutata che poi andremo a filtrare con un colino a maglia stretta per eliminare qualsiasi impurità.
Andiamo ad aggiungere alla vellutata di fiori di zucca, le zucchine e la pancetta precedentemente spadellate.
Quando l’acqua sarà arrivata ad ebollizione possiamo aggiungere il sale e dedicarci alla cottura degli spaghettoni di pasta fresca, sarà fondamentale scolare la pasta al dente e terminare la cottura in padella con la vellutata, le zucchine e la pancetta. Al termine aggiungere il conciato romano (presidio Slow Food) impiattare e servire. Il piatto è pronto!


Agriturismo Le Fontanelle
Via Salomoni n. 14
Pontelatone (Ce)
Tel. 0823 65 92 63 – 347 29 26 204 – 347 71 05 566
Visita il sito web dell’Agriturismo Le Fontanelle

Martedì, 01 Settembre 2020 14:43

Rigatoni dell'ortolano

Ecco i rigatoni napoletani dell’ortolano con pesto di zucchine, pomodori secchi, salsiccia e provola affumicata, un primo piatto semplicemente delizioso che abbiamo gustato all’Agriturismo Piana delle Mandrie a Bovino (Fg). Grazie al caro amico Nicola Consiglio per la ricetta. Prova a farli a casa….

Ingredienti per 4 persone:

- 350 gr di rigatoni
- 300 gr di zucchine
- 150 gr di salsiccia fresca
- 80 gr di pomodori secchi dissalati
- 100 gr di provola affumicata
- Olio q.b.
- Sale q.b.
- Uno spicchio piccolo di aglio

Procedimento:

La prima operazione da fare è realizzare il pesto di zucchine. E’ molto semplice, laviamo e tagliamo le zucchine fresche a pezzetti, uniamo un paio di cucchiai di olio, poco meno di metà spicchio di aglio, un pizzico di sale e frulliamo. Otterremo così la nostra crema di zucchine.
Intanto in una padella facciamo rosolare per qualche minuto la salsiccia fresca sbriciolata in un filo di olio con mezzo spicchio di aglio schiacciato, dopo poco aggiungiamo il pomodoro secco dissalato. Facciamo cuocere qualche minuto, è il momento di aggiungere il nostro pesto di zucchine, portiamo lentamente a cottura il nostro condimento.
Intanto facciamo cuocere i rigatoni, quando sono bene al dente tuffiamoli nel nostro sugo e facciamo mantecare bene aggiungendo la provola affumicata tagliata a dadini piccoli. La provola si scioglierà donando al piatto un sapore inconfondibile. Facciamo riposare qualche minuto e impiattiamo. Il piatto è pronto. Questi rigatoni dell'ortolano sono semplici da fare e gustosissimi. 

Agriturismo Piana delle Mandrie
Contrada Padula SP 121 Incrocio Accadia Panni
Bovino (Fg)
Tel. 0881 966406 - 389 789 7956
Visita il sito web dell’agriturismo Piana delle Mandrie

Mercoledì, 02 Settembre 2020 19:16

Ristorante Lido Cala Rosa. Mattinata (Fg)

Chi mi legge sa bene che amo raccontare le emozioni che i luoghi e il cibo mi trasmettono, quei profumi, quei colori, quelle sensazioni quasi ancestrali che poi mi fanno ritornare in mente come un film “sensoriale” posti visitati e piatti gustati in giro per l’Italia. Il Ristorante Lido Cala Rosa è un piccolo compendio di tutto questo ma andiamo per gradi.
Comincio dalla location, siamo sul Gargano a Mattinatella a una manciata di km da Mattinata. Il Ristorante del Lido Cala Rosa si trova proprio su una splendida spiaggia di sassolini e ghiaia bianca a pochi metri dal mare, già questo rende il posto magico. Ma è anche la struttura ad avere il suo fascino, bellissima, una veranda in legno con alle pareti oggetti legati alla vita marinaresca e dei bellissimi fiori colorati in vasi appesi a grandi funi che quasi parlano di storie di mare e antiche leggende. Tutto davvero bellissimo.

Ristorante Lido Cala Rosa Struttura sulla spiaggia
Ristorante Lido Cala Rosa Struttura sulla spiaggia

Tralascio (ma solo per non tediarvi) la piacevole giornata di mare che abbiamo trascorso ospiti del Lido.
La sorpresa si palesa quando ci accomodiamo al ristorante per pranzo (dopo doverosa prenotazione fatta in anticipo). Qui si mangia divinamente, la cucina di un fantastico ristorante di pesce ma su un Lido è una cosa che non capita tutti i giorni.
A fare gli onori di casa la titolare Antonia, donna incredibile, forte, risoluta, animo garganico e fascino mediterraneo, nella vita avvocato ma d’Estate al timone di questa struttura con il marito Leonardo e poi scopriremo il figlio Francesco in cucina (sarà lui la vera grande scoperta).

Ristorante Lido Cala Rosa Pranzare o cenare con una vista così ti riconcilia con il mondo
Ristorante Lido Cala Rosa Pranzare o cenare con una vista così ti riconcilia con il mondo

Ci accomodiamo al nostro tavolo da due per l’orario stabilito. Da bere prendiamo una minerale e un calice di Nero di Troia rosato, il Calarosa di Borgo Turrito, un vino equilibrato, gradevolissimo con sentori floreali e di quasi di agrumi. Fantastica scelta.
Diamo un’occhiata al menù che cambia quasi quotidianamente in base alla disponibilità del pescato e delle materie prime. Ci sono 6 proposte di antipasti, due primi, sette secondi, contorni e dolci. Già la possibilità scelta è soddisfacente. Chiaramente tutte le proposte sono di mare. Noi apriamo le danze ordinando dei crostini di baccalà con pepe rosa. Spettacolari, delicati, con questo delicatissimo mantecato di baccalà la cui dolcezza era stemperata dai grani di pepe rosa.

Crostini di baccalà
Crostini di baccalà

E un notevole polpo aromatizzato al timo su crema di melanzana. Ho trovato il polpo morbidissimo e decisamente azzeccato l’abbinamento con la crema di melanzana.

Polpo al timo su crema di melanzane
Polpo al timo su crema di melanzane

Le premesse sono davvero ottime. Noi chiacchieriamo piacevolmente, godendoci la vista spettacolare con il mare a pochi metri da noi. Intanto arrivano i primi che abbiamo ordinato. Due piatti di troccoli con pomodori secchi e gamberi. Semplicemente divini nella loro semplicità, perfetta la cottura dei troccoli, equilibrati, gustosi e sorprendente l’abbinamento dei gamberi con il pomodoro secco. Chapeau !

Troccoli con pomodori secchi e gamberi
Troccoli con pomodori secchi e gamberi

Intanto passa a salutarci la signora Antonia per sincerarsi che tutto stia andando bene. Decidiamo di provare due secondi e col senno di poi abbiamo fatto benone. Una tagliata di pesce spada su purea di patate e capperi. Buona davvero..

Tagliata di spada
Tagliata di spada

Ma il top lo raggiungiamo con la tagliata di tonno su crema di cipolle in agrodolce. Il tonno è spettacolare e poi la crema di cipolla ci sta da Dio.

Tagliata di tonno
Tagliata di tonno

Siamo sazi, saltiamo il dolce ma ci concediamo un giro di caffè e un liquorino, un ottimo mandarinetto artigianale di loro produzione. Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo 90 euro in due.

Il Ristorante Lido Cala Rosa a Mattinatella entra di diritto tra quelli che a parer nostro sono gli indirizzi imperdibili. Aperto in pratica da Maggio a fine Settembre merita assolutamente una visita se siete in zona per il semplice fatto che vi sorprenderà. Ero lì per una bella giornata al mare e mi sono ritrovato a pranzo in un ristorante di tutto rispetto.
Faccio una doverosa premessa, la location è suggestiva e notevole ma la cucina (se possibile) lo è ancora di più. Complimenti al giovanissimo chef Francesco Armillotta, capace di dare vita a piatti eccellenti utilizzando una materia prima di qualità e pesce freschissimo. Si notano tanta preparazione e una invidiabile tecnica di base. Tenetelo d’occhio perché questo ragazzo è destinato a crescere e a fare grandi cose. Per ora se lo godono gli ospiti di questo ristorante che come noi restano sorpresi dalla qualità e dalla bontà delle portate. Il servizio è attento, il “team” è familiare ma disponibile e solerte. Altra nota di merito per la signora Antonia, una forza della natura, inimitabile.
Consigliatissimo senza se e senza ma.

 

Ristorante Lido Cala Rosa
Contrada Mattinatella Snc
Mattinata (Fg)
Tel. 0884226584
Visita il sito web del Lido Cala Rosa

Lunedì, 07 Settembre 2020 18:51

Piana delle Mandrie. Bovino (Fg)

Di tanto in tanto torno a Bovino, un borgo che adoro, uno dei più belli e caratteristici della Puglia. Questo per me è luogo magico, mi piace passeggiare nel suo centro storico tra vicoletti e strade acciottolate, ammirando palazzi antichi e vecchi portali. In particolare è molto bello il Duomo (la Chiesa di Santa Maria Assunta risalente al X secolo). Mi piace “respirare” la storia e le tradizioni locali.
Abbiamo da poco superato il confine tra Campania e Puglia, siamo in provincia di Foggia, nel territorio dei Monti Dauni, terra aspra e generosa, terra di antiche tradizioni contadine che vivaddio sono ancora vive.
Queste tradizioni le ritroviamo come in un naturale e generoso compendio all’Agriturismo Piana delle Mandrie.

Agriturismo Piana delle Mandrie Caratteristico scorcio esterno
Agriturismo Piana delle Mandrie Caratteristico scorcio esterno

Ci siamo spostati di 5 minuti dal paese siamo sulla Sp 121 in contrada Padula all’altezza dell'incorcio Accadia-Panni.
Piana delle Mandrie è un’azienda agricola con annesso caseificio (producono e vendono formaggi squisiti), orto e agriturismo. Questo è il regno di Nicola Consiglio, vero vulcano di passione ed energia. Ospitale e sincero come pochi. 
Lo conosciamo da anni perché suo è anche il ristorantino La Cantina dove siamo stati più volte, nel centro storico di Bovino. Ma dovevamo passare a trovarlo qui alla Piana delle Mandrie dove in pratica nasce tutto.
Cominciamo col dire che la struttura è dotata di ampio e comodo parcheggio.

Agriturismo Piana delle Mandrie Caratteristico cartello
Agriturismo Piana delle Mandrie Caratteristico cartello

Una volta arrivati si viene catapultati in un’oasi di verde e di pace, la struttura è molto bella e caratteristica, un mix riuscitissimo di tradizione contadina dauna e un tocco di Provenza grazie ai colori delle porte esterne dell'antica struttura in pietra e alla lavanda selvatica che insieme al rosmarino e alle erbe spontanee regala un tocco di magia all’ambiente.

Agriturismo Piana delle Mandrie Bovino Esterno
Agriturismo Piana delle Mandrie Bovino Esterno

All’esterno ci sono l’orto, la stalla con gli animali: mucche, asini, maiali. E poi c’è il caseificio con il punto vendita dove si possono acquistare i formaggi di loro produzione su tutti una ricotta divina e un commovente caciocavallo stagionato nelle antiche grotte di Bovino.

Agriturismo Piana delle Mandrie Indicazioni
Agriturismo Piana delle Mandrie Indicazioni

Ovviamente c’è l’Agriturismo, entriamo, ci accompagnano al nostro tavolo. All'interno è un trionfo di legno e pietra, ci sono tre ambienti con begli oggetti e mobili restaurati e tanti oggetti antichi legati alla vita contadina alle pareti e un bellissimo camino rivestito di cementine antiche. Tutto davvero molto bello.

Scorcio di una delle sale con il bel camino antico rivestito
Scorcio di una delle sale con il bel camino rivestito di cementine antiche

A differenza di ciò che accade in altri agriturismi dove c’è quasi sempre un menù fisso, qui oltre all’antipasto del contadino che cambia a seconda della stagione e delle materie prime disponibili, c’è la possibilità di scegliere tra quattro primi e quattro secondi. Trovo questa cosa un valore aggiuntoanche se impegnativa per la cucina (soprattutto la Domenica e nei giorni di grande presenza di ospiti e clienti). Avere la possibilità di scegliere cosa mangiare e magari anche di gustare l’abbondante antipasto e un primo o un secondo è una cosa davvero positiva.
Da bere ci portano una minerale e un generoso vino locale, un Nero di Troia bello corposo. Cominciamo con due antipasti del contadino, un vero trionfo di bontà.
Cominciamo con delle frittelline sempre gradite...

Frittelline
Frittelline

A seguire formaggi prodotti dal caseificio di Nicola Consiglio: primo sale al peperoncino, caciocavallo stagionato in grotta e pecorino con un delizioso salamino di maialino nero (attenzione crea dipendenza). Da sottolineare la bontà del caciocavallo, pungente, sapido, gustoso, profumato. Davvero eccellente.

Salamino e formaggi
Salamino e formaggi

E una ricottina delicata e buonissima.

Ricottina
Ricottina

E ancora ci servono del farro al pesto di basilico con pomodorini freschi.

Farro con pesto e pomodorini
Farro con pesto e pomodorini

E la classica “ciambotta” di verdure con patate, sedano, zucchine, fagiolini e pomodori. La vera tradizione contadina, sapori antichi che ci ricordano la cucina della nonna. Che bontà…

Ciambotta di verdure
Ciambotta di verdure

L’antipasto del contadino non finisce qui ! In un crescendo rossiniano arriva altro ben di Dio…

Continua lantipasto del contadino
Continua l'antipasto del contadino

Delle gustosissime polpette di melanzane e ricotta…

Polpette di melanzane e ricotta
Polpette di melanzane e ricotta

Due tocchetti di gateau di patate…

Tocchetti di gateau di patate
Tocchetti di gateau di patate

Dei peperoni ripieni profumatissimi....

Peperoni ripieni
Peperoni ripieni

Una parmigianina di zucchine semplicemente divina…

Parmigianina
Parmigianina

E un rosti di patate e cipolle. L’antipasto del Contadino è vario e abbondante. Tante proposte e assaggi di piatti legati al territorio, alla stagione e ben cucinati. Vero trionfo della cucina contadina….

Rosti di patate e cipolle
Rosti di patate e cipolle

Siamo in due e abbiamo ordinato due primi diversi, in attesa che arrivino, facciamo due passi fuori per scattare qualche foto e goderci la bellezza di questo luogo incantato dove il tempo sembra fermarsi e regalare poesia.
Rientriamo ed ecco i primi piatti: dei cavatelli ai sapori di bosco con funghi, salsiccia fresca, rucola, pomodorini e peperoncino. Piatto ben concepito e saporito.

Cavatelli ai sapori di bosco
Cavatelli ai sapori di bosco

Ma il top lo raggiungiamo con i rigatoni napoletani dell’ortolano, semplicemente deliziosi. Fatti con pesto di zucchine, pomodori secchi, salsiccia e provola affumicata. Talmente buoni che abbiamo chiesto per voi la ricetta.

Rigatone napoletano dell'ortolano
Rigatone napoletano dell'ortolano

Siamo sazi e felici ma non possiamo non assaggiare un secondo e la mia scelta cade sull’arrosto di maiale nero cotto a bassa temperatura. Spettacolare, cotto alla perfezione con la carne morbida che si scioglieva in bocca.

Arrosto di maiale nero cotto a bassa temperatura
Arrosto di maiale nero cotto a bassa temperatura

E che dire di quelle patate al forno che ho preso come contorno? Poesia contadina.

Patate al forno
Patate al forno

Purtroppo saltiamo il dolce, prendiamo caffè, nocino artigianale di loro produzione. Paghiamo per il nostro pranzo 63 euro in due. Corretto il rapporto qualità - prezzo.

Piana delle Mandrie a Bovino racchiude in sé quello che dovrebbe essere un agriturismo. La location è suggestiva e caratteristica, in pratica un antico casolare di campagna debitamente ripreso. L’atmosfera ti rimanda alla vita di campagna di un tempo ma trovo che ci sia in questa struttura anche qualcosa che richiama la Provenza, sarà per via del colore pastello delle porte del casale antico in pietra. Anche i bambini hanno di che divertirsi, spesso qui durante l’anno organizzano giornate didattiche e di apprendimento e la Domenica c’è un’animatrice che li intrattiene spiegando loro tra le altre cose come si stende la pizza.
E poi ci sono gli animali tenuti in modo fantastico e a contatto con la natura.
La cucina è quella della tradizione contadina locale che segue la stagionalità dei prodotti (quasi tutti dell’azienda o comunque di piccoli produttori locali). Nota di merito per i formaggi prodotti nel piccolo caseificio aziendale, in particolare per il caciocavallo stagionato in grotta, delizioso.
Piana delle Mandrie è un’ tradizione di famiglia che si tramanda nel tempo e tanto lavoro quotidiano per portare avanti l’azienda agricola e l’agriturismo.
Fantastica l’accoglienza, il padrone di casa Nicola Consiglio e la moglie Agata sono gentili e premurosi. Servizio rapido e preciso. Corretto il rapporto qualità - prezzo. Tornerò a breve di sera per gustare la pizza (pare sia molto buona) e fatta in modo totalmente naturale con farine di grani autoctoni.
Piana delle Mandrie a Bovino è un’esperienza che ti lascerà ricordi fantastici, qui mangi la cucina contadina della tradizione della Daunia e puoi rilassarti per qualche ora. Agriturismo consigliatissimo, garantiamo noi.


Agriturismo Piana delle Mandrie
Sp. 121 – Incrocio Panni Accadia
Contrada Padula
Bovino (Fg)
Tel. 0881966406 – 3897897956
Visita il sito web dell’Agriturismo Piana delle Mandrie

Venerdì, 28 Agosto 2020 00:24

Il Vecchio Mulino 1834. Castelfranci (Av)

Siamo tornati in Irpinia, terra che amiamo, per pranzare in un posticino che avevamo in agenda da parecchio: il Vecchio Mulino 1834. Quella che voglio raccontarvi è una vera esperienza sensoriale.
Partiamo dalla location, siamo a Castelfranci in alta Irpinia, in riva alle limpide acque del fiume Calore. La struttura è un antico mulino sapientemente ristrutturato, tutto in pietra. All’interno due belle sale arredate con sobrietà e c’è la possibilità di accomodarsi sia all’interno sia all’esterno.Già questo basterebbe a rendere magico il tutto, a questo si aggiunga che siamo in un piccolo bosco e che dal ristorante si snoda un sentiero che conduce fino alla riva del fiume, tutto intorno la natura la fa da padrona.
Siamo davvero in contesto meraviglioso. Passatemi il neologismo, questa è l’Irpiniashire amici miei! Il paesaggio è bellissimo, un paesaggio tipico che solo certi luoghi irpini sanno regalare al turista o al visitatore.
Noi ci accomodiamo all’interno e abbiamo la fortuna di avere il nostro tavolo da due proprio su una finestra che affaccia sul fiume, semplicemente incantevole.

Il Vecchio Mulino 1834 Scorcio del Fiume Calore
Il Vecchio Mulino 1834 Scorcio del Fiume Calore

Diamo un’occhiata al menù, poche proposte ma studiate. Da bere ordiniamo una minerale e due calici di aglianico dell’Azienda Agricola Boccella Rosa di Montemarano. Un vino che nasce a pochi km da qui, di un bel rosso rubino, sentore di frutti rossi, corposo e con buona personalità. Davvero un’ottima scelta.

L'aglianico irpino di Boccella Rosa
L'aglianico irpino di Boccella Rosa

Ci servono un graditissimo entrèe, dei quadrotti con ricotta, menta e polvere di curcuma. Davvero interessanti.

Entrèe
Entrèe

Cominciamo con due antipasti, un budino di caciocavallo su vellutata di ceci, delizioso. Sapido il budino che ben si sposa con il sentore dolciastro e delicato della vellutata di ceci.

Budino di caciocavallo su vellutata di ceci
Budino di caciocavallo su vellutata di ceci

L’altro antipasto è un inno alla tradizione, una parmigiana di melanzane affumicata che profuma di tradizione e mi fa tornare alla mente la cucina di mamma e di nonna e le Domeniche passate da ragazzino a casa davanti a quelle tavole imbandite di ogni ben di Dio. Una parmigiana pazzesca, super che ci ha costretto alla più sfacciata delle scarpette. Non sarà elegante ma tant’è…Complimenti.

Parmigiana di melanzane affumicata
Parmigiana di melanzane affumicata

Mentre aspettiamo che arrivino i primi usciamo per goderci la pace e la natura di questo luogo ameno e incantato. Torniamo giusto in tempo per gustare delle buonissime linguine al peperoncino con peperoni, acciughe e pane profumato. Cottura perfetta, e un fantastico equilibrio di sapori e profumi per un piatto davvero interessante.

Linguine al peperoncino con peperoni acciughe e pane profumato
Linguine al peperoncino con peperoni acciughe e pane profumato

Il top lo raggiungiamo con l’altro primo: le eliche con vellutata di piselli, fonduta di caciocavallo e pancetta croccante. Un piatto fantastico, ho trovato interessante la vellutata di piselli con la sua nota dolciastra che si sposa alla perfezione con la fonduta di caciocavallo con la sua sapidità e la nota croccante della pancetta. Spettacolo !

Eliche con vellutata di piselli fonduta di caciocavallo e pancetta croccante
Eliche con vellutata di piselli fonduta di caciocavallo e pancetta croccante

Decidiamo di provare anche un secondo in due e optiamo per i bocconcini di maiale irpino con friggitelli e pomodorini. Saporita la carne e poi l’abbinamento con i peperoncini verdi è una garanzia.

Bocconcini di maiale irpino con friggitelli e pomodorini
Bocconcini di maiale irpino con friggitelli e pomodorini

Chiudiamo in dolcezza a facciamo benissimo. Ecco un cannolo scomposto commovente, delizioso con una squisita e profumata crema di ricotta.

Cannolo scomposto
Cannolo scomposto

L’altro dessert è una particolarissima cheesacake alla mela verde con tanto di pezzettini di mela. Gustosa, fresca e sorprendente.

Cheesecake alla mela verde
Cheesecake alla mela verde

Accompagniamo il dessert con due bicchierini di nucillo dei Curti, il mitico nocino della famiglia Ceriello, una bontà assoluta e un caffè. Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo 90 euro in due.

Il Vecchio Mulino 1834 a Castelfranci è un piccolo angolo di Paradiso in Irpinia. Un’esperienza assolutamente da provare. Una location suggestiva e fiabesca sulla riva del fiume Calore, molto bella la struttura, tutta in pietra. La cucina propone un mix tra la tradizione irpina e un piccolo tocco di modernità e creatività, complimenti allo chef e alla sua brigata. Note di merito per la parmigiana (pazzesca) e le eliche con vellutata di piselli, fonduta di caciocavallo e pancetta croccante (di cui avremmo fatto volentieri il bis).
Ottimi e di qualità i prodotti e le materie prime utilizzate, prevalentemente del territorio. Buona e fornita la carta dei vini con un occhio di riguardo per le aziende campane e irpine.
Il personale è gentile, educato. Andrebbe forse solo un po’ velocizzato il servizio e accorciati i tempi di attesa tra una portata e l’altra ma di Domenica con il pienone e due cerimonie ci sta un po’ di attesa in più.
Se vuoi gustare buon cibo in riva al fiume, immerso nella natura di un luogo magico e nutrire corpo e mente questo è il posto giusto. Poesia. Indirizzo imperdibile, garantiamo noi.


Il Vecchio Mulino 1834 Ristorante
Strada provinciale Ponteromito Castelfranci - Contrada Bosco Baiano
Castelfranci (Av)
Tel. 331 207 0586
Visita la pagina Fb del Vecchio Mulino 1834

Siamo a Margherita di Savoia per trascorrere una giornata di relax e l’occasione era troppo ghiotta per non tornare a pranzo in uno degli indirizzi dove veniamo spesso quando siamo in zona: l’Osteria al Vicoletto. Il locale si trova proprio in un vicoletto (da qui deriva il nome) tra il lungomare e le Terme sulla centralissima Via Vittorio Veneto. Miracolosamente siamo riusciti a trovare un tavolo da due pur non avendo prenotato con grande anticipo. Ci accoglie il gentilissimo Nicola vera anima insieme alla moglie Grazia di questa Osteria che non ha mai deluso le nostre aspettative. Vista la bella giornata ci fanno accomodare all’esterno.
Come sempre diamo un rapido sguardo al menù dei primi e secondi segnato su una caratteristica lavagnetta che viene portata dal personale ad ogni tavolo in modo che tutti la possano leggere e scegliere. In tempi di covid-19 questa è una gran cosa ed è un sistema forse poco tecnologico a differenza dei menù scaricabili sui telefonini ma artigianale e che mantiene qualcosa di retrò e di affascinante che onestamente mi piace. Ti dà proprio l’idea delle osterie di una volta dove i piatti del giorno li leggevi segnati su una lavagna bene in vista alla parete.
Da bere prendiamo una minerale e due calici di Rosato Negramaro Salento IGP Nausica della Cantina Cardone, ottenuto da uve di Negroamaro in purezza, di un bel colore rosa vivo con sentori gradevolissimi di frutti rossi. Morbido ed equilibrato, servito fresco è un perfetto compagno per il nostro pranzo.

Nausica Negramaro Rosè di Cardone Vini
Nausica Negramaro Rosè di Cardone Vini

Si comincia con due antipasti, uno di terra, una burratina di Andria con crostone di pane, lardo di Colonnata, insalata di pomodoro estivo, poplettina di pane e formaggio e cipolla rossa. Spettacolare, cosa era quella burratina! Morbida, profumata, suadente. Commovente la polpettina di pane e formaggio e freschi e croccanti i pomodori.

Burratina di Andria con crostone di pane lardo di colonnata insalatina di pomodori e cipolla rossa
Burratina di Andria con crostone di pane lardo di colonnata insalatina di pomodori e cipolla rossa

L’altro è un antipasto di mare, un polpo alla griglia con peperoncini verdi friggitelli, patate, canestrato e vellutata di cipolla bianca. Ho trovato il polpo morbido e saporito da intingere nella vellutata di cipolla delicata e non invadente, bella l’idea di abbinarlo alle patate sul crostone di pane e sorprendente l’abbinamento con i friggitelli. Un bel mix di terra e mare per un piatto riuscitissimo.

Polpo alla griglia con friggitelli patate canestrato e vellutata di cipolla bianca
Polpo alla griglia con friggitelli, patate, canestrato e vellutata di cipolla bianca

Siamo davvero soddisfatti, ci godiamo il nostro pranzo curiosi però di gustare i primi che abbiamo scelto. Ecco dei fusilloni di grano arso con crema di melanzane affumicate, stracciatella e mandorle. Un piatto sorprendente, interessante la nota affumicata della melanzana che si sposa a meraviglia con la morbida e delicata stracciatella.

Fusilloni di grano arso con melanzane affumicate stracciatella e mandorle
Fusilloni di grano arso con melanzane affumicate stracciatella e mandorle

Ma il top lo raggiungiamo con le mezze maniche con vongole, ragù di pomodorino giallo, vellutata di zucca e lime. Un piatto fantastico e ben concepito. Cominciamo a dire che la scelta del pomodorino giallo è azzeccatissima, così come la dolcezza della zucca che ben si sposa con la sapidità delle vongole (fresche e saporite), a dare un ulteriore tocco geniale al piatto la nota fresca della buccia di lime. Chapeau! Davvero un grande primo piatto.

Mezze maniche con vongole pomodorino giallo vellutata di zucca e lime
Mezze maniche con vongole, pomodorino giallo, vellutata di zucca e lime

Saremmo sazi ma decidiamo di prendere un secondo da dividere, la scelta cade su una bella fritturina di seppie, scampi e gamberi. Accompagnata anche questa dalla vellutata di cipolla bianca (di cui sopra). Pesce freschissimo, frittura leggera non unta. Grande scelta.

Frittura di gamberi seppie e scampi
Frittura di gamberi seppie e scampi

Ci rinfreschiamo con un bel sorbetto artigianale al limone. Considerato il caldo ci stava tutto.

Sorbetto
Sorbetto

Prendiamo due caffè, un amaro artigianale e chiediamo il conto. Paghiamo per il nostro pranzo poco meno di 40 euro a persona. Ho trovato corretto il rapporto qualità-prezzo.

Rischio di sembrare ripetitivo ma l’Osteria al Vicoletto a Margherita di Savoia è una garanzia. Non è un caso che ci torniamo spesso quando siamo in zona. Location carina e informale con arredo semplice e sobrio con bella mise en place a pochi passi dal lungomare di Margherita. Questo locale è il risultato della passione di Nicola e Grazia per questo lavoro. La cucina è di alto livello con interessanti proposte che rappresentano un mix riuscitissimo di mare e di terra a Km 0. Il servizio è veloce e professionale con personale sorridente (cosa che non guasta mai). Corretto il rapporto qualità-prezzo in linea con le proposte. Indirizzo imperdibile se sei in questo angolo di Puglia. Parola dei Templari del Gusto.

 

Osteria al Vicoletto
Via Prima Marina n.30
Margherita di Savoia (Bt)
Tel. 328 215 5668
Visita la pagina Fb dell'Osteria al Vicoletto

Lo chef Carine Farina di Arte Gusto a Bellizzi ci propone la ricetta di un delizioso primo piatto semplicissimo da preparare e che ti farà fare un figurone. Sono i paccheri aglio olio e colatura di alici con battuto di tonno rosso profumati allo sfusato amalfitano. Scopriamo come si preparano….

Ricetta per 4 persone:

- 400 gr di paccheri
- 1 spicchio piccolo di aglio in camicia
- Olio extravergine di oliva
- Prezzemolo tritato
- 250 gr di tonno rosso (precedentemente abbattuto perché va messo a crudo)
- Colatura di alici 2 cucchiai
- La buccia grattugiata di 1 limone sfusato amalfitano

Procedimento:

Prepariamo una tartare con il tonno tagliato non troppo grossolano e condiamolo con olio extravergine d'oliva, sale, buccia di limone e un po' di colatura di alici. Appena fatto e ben condito mettetelo di nuovo in frigo.
Calare i paccheri in acqua bollente ma non salata, nel frattempo prepariamo in una padella con fuoco moderato l'olio con lo spicchio di aglio in camicia e facciamo aromatizzare. Appena l'aglio sarà rosolato lo togliamo alziamo la fiamma e aggiungiamo un pizzico di prezzemolo tritato. Facciamo soffriggere e aggiungiamo un bel mestolo di acqua di cottura della pasta e spegniamo la fiamma.
Quando la pasta sarà bella al dente scoliamo e continuiamo la cottura in questo soffritto fatto precedentemente fino a portarla a cottura. Quando la pasta sarà pronta mantechiamo con colatura di alici e una parte di buccia di limone. Il risultato dovrà essere cremoso e non slegato.
Assaggiamo e regoliamo di sale se ce ne sarà di bisogno.
Impiattiamo i paccheri tutti in fila e sovrapposti dopodiché aggiungiamo la tartare di tonno sopra e finiamo con il resto della buccia di limone. Buon appetito!

ArteGusto Ristorante
Via Roma n. 376
Bellizzi (Sa)
Tel. 0828 354629
Visita la pagina Fb di ArteGusto

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nasce con una finalità ben precisa: proporsi come un nuovo modo di raccontare il food, dinamico, creativo, accattivante, fuori dai soliti schemi.

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