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- Il Solito Posto. Caserta

La mitica Carabiniera di Franco Pagliaro
La mitica Carabiniera di Franco Pagliaro

In ricordo di Franco Pagliaro, un uomo perbene e un grande maestro della pizza

- Il Solito Posto. Caserta

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Franco Pagliaro era un uomo perbene, uno dei riferimenti del mondo pizza a Caserta, un vero maestro per tanti che sotto la sua guida e con i suoi consigli sono poi nel tempo diventati affermati pizzaioli.

Ho avuto il piacere di incontrare Franco più volte lo scorso anno e di chiacchierare spesso con lui prima della sua prematura scomparsa. Ne ho apprezzato la serietà, l’onestà, il grande senso del lavoro, lo spirito di sacrificio e la sua estrema riservatezza che sfociava quasi in timidezza. Mi sembrava doveroso ricordarlo e farlo in modo non retorico e banale, era giusto pensare a qualcosa che tenesse vivo il suo ricordo e la cosa più semplice e bella mi è sembrata questa intervista: parlare di lui con la moglie Erminia e i due figli Dana e Antonio.

Un umile e sincero gesto per un grande uomo che so per certo nutriva sincera stima nei miei confronti ….

Il compianto Franco Pagliaro

Il compianto Franco Pagliaro

Siamo qui al Solito Posto per ricordare una persona che ha lasciato una traccia importante nel mondo della pizza a Caserta, quando ha cominciato Franco Pagliaro a fare il pizzaiolo ?

(Risponde Dana) “Il Solito posto esiste dal 1990 ed era la ragione di vita di papà, lui aveva solo 22 anni quando aprì la sua prima pizzeria da solo, si chiamava la Botte”

(continua Erminia) “ La Botte ebbe subito un grande successo, lì vide la luce forse la pizza più celebre di Franco la famosa “carabinera”, poi aprì un locale con mio padre Casa Hirta e lì inventò un’altra delle sue pizze celebri : il vestito. Andiamo per ordine, alla Botte nacque la Carabiniera, ricordo che ero in dolce attesa di Dana ed era il periodo in cui c’era il maxi processo alla camorra, in pizzeria veniva spesso un gruppo di carabinieri provenienti da varie regioni d’Italia, alloggiavano al Serenella e la sera spesso ce li ritrovavamo in pizzeria. Uno di quei ragazzi di origine calabrese fece a Franco una richiesta: una pizza come la facevano in Calabria con fior di latte, aglio, olive nere e pomodoro. Franco per omaggiare la divisa dei carabinieri e in particolare i pantaloni con la striscia rossa decise di aggiungere a questa pizza anche il salame piccante pensando di riprodurre un po’ i colori della divisa e nacque così la carabiniera.

La mitica Carabiniera di Franco Pagliaro

La mitica Carabiniera di Franco Pagliaro

Dopo la Botte arrivò l’esperienza a Casa Hirta ….

(Risponde Erminia)” Si, dopo 6 anni aprirono lui e papà questo locale come ti dicevo Casa Hirta, anche questo andava bene e lì è nato il vestito, un’altra delle sue pizze famose”.

(Interviene Dana) “ In realtà per il vestito lui aveva un po’ rivisitato il discorso del cornicione ripieno con la ricotta, a lui non piaceva molto perché secondo lui la cremosità che aveva la ricotta nel cornicione non era ideale, quindi pensò di proporre non il cornicione ripieno come tanti cominciavano a fare, ma di separare le due pizze e di proporre una pizza fatta metà margherita e una metà fatta a mo’ di ripieno con mozzarella, salame e ricotta”.

Il Vestito

Il Vestito

Altra pizza famosa di Franco era il completo …

“ Si  era la fusione tra la carabiniera e il vestito, che poi sono gusti che si sposano molto bene tra loro, poi di pizze ne sono nate altre

C’è un’abitudine, una cosa che Franco faceva spesso e che ti viene in mente?

(Erminia) “ Mi ricordo che a volte mio marito un po’ ci rimaneva male quando qualche cliente metteva in dubbio la qualità dei prodotti proposti sulla pizza, visto che lui era attentissimo alla qualità delle materie prime, mi ricordo che spesso si arrotolava il grembiule, si avvicinava al tavolo e dimostrava dati di fatto alla mano come si sbagliassero mostrando la bontà di ciò che veniva usata per farcire la pizza”.

Il Solito posto va avanti nel segno degli insegnamenti di Franco Pagliaro…

(Risponde Dana) “Avendo lui formato la maggior parte dei pizzaioli casertani (è inutile nasconderla questa cosa), vuoi che non formasse i pizzaioli che lavoravano per il suo locale? Sembra ovvio. Quindi la pizza al Solito Posto non è affatto cambiata, anzi. Si continua il percorso cominciato da papà”.

Il completo

Il completo

(Continua Erminia)”Noi eravamo una squadra, tutti noi avevamo dei compiti,e lavoravamo tutti per lo stesso obiettivo. Devo aggiungere che la mia forza sono stati i dipendenti, i collaboratori che abbiamo, sono bravissime persone e ottime professionisti e tutti in cucina, in pizzeria e in sala hanno dato in questi mesi qualcosa in più”

(Prosegue Dana) “Parliamo di persone che sono con noi chi da quattordici, chi da quindici, chi da diciassette anni, sono entrate così tanto in simbiosi con questo posto che hanno preso totalmente quello che era il modus operandi di papà. Infatti ogni cosa che si fa la si fa pensando a quello che è stato il suo insegnamento.

(Ancora Erminia)” Franco ancora oggi è sempre presente, nei nostri discorsi, nei nostri pensieri e nel lavoro quotidiano in pizzeria.

Il vestito visto dall'alto

So che Franco aveva un rapporto bellissimo con i dipendenti.

(Erminia) “Si, anche se lui era molto pignolo, rigoroso e voleva che tutto fosse fatto alla perfezione, quando si lavorava poteva anche arrabbiarsi e redarguire qualcuno se non faceva le cose come diceva lui ma poi a fine serata si cenava insieme o si prendeva un panino e si scherzava e si sorrideva sempre magari parlando di calcio e del Napoli”.

(Dana) “ Papà aveva vissuto alcuni anni un po’ demotivato, perché vedeva che la pizza secondo lui aveva un po’ perso la sua connotazione di prodotto semplice, per la massa, diventando qualcosa che quasi non riconosceva più”.

Infatti mi ricordo che lui non amava molto il concetto di pizza gourmet..

Dana –  “E’ vero, ma ti spiego il perché, pur usando per l’ impasto e ingredienti prodotti eccellenti e di prima scelta e spesso proponendo abbinamenti originali che qualcuno avrebbe potuto definire gourmet, lui non amava che si parlasse in questi termini, perché la pizza per papà doveva rimanere un prodotto per il popolo, un prodotto che non doveva far paura o incutere timore. Parlare di prodotto gourmet a lui sembrava eccessivo”.

Un’altra cosa in cui proprio non si ritrovava era la tendenza dei pizzaioli oggi ad essere visti un pò come personaggi social e pubblici, lui non sarebbe mai riuscito a diventare così, nel senso che non faceva foto, non faceva selfie o video ed  era talmente timido che lo imbarazzava anche ricevere magari i complimenti a fine pasto quando andava al tavolo per salutare i clienti, in quel caso sorrideva compiaciuto e tornava dietro il bancone o in cucina”.

Brian Liotti con Dana ed Antonio, i figli di Franco Pagliaro

Brian Liotti con Dana ed Antonio, i figli di Franco Pagliaro

In genere quando intervisto i pizzaioli chiedo sempre questa cosa, lo chiedo a voi che parlate un po’ a nome di Franco, se voi doveste con 3 aggettivi o 3 parole descrivere la pizza di Franco Pagliaro quali usereste?

(Dana) “Direi  leggera, pulita e vera”.

Siamo in dirittura d’arrivo..

(Continua Erminia)” Brian fammi aggiungere solo una cosa, vorrei ringraziare tutte le persone che ci sono state vicine, e lasciamelo dire sono orgogliosa di mio marito per la persona che era e per l’esempio che ha dato a tutti, come lui ce ne sono pochissimi e manca tanto, troppo”.

Dana – A me dispiace solo una cosa che  non gli sia stata data la dovuta importanza e i meritati riconoscimenti quando lui era in vita.

Erminia – Grazie Brian e a voi per aver voluto ricordare Franco con questa intervista

Grazie a voi per la disponibilità, per il garbo e la gentilezza che avete dimostrato, magari sarà una goccia nel mare ma era il minimo che potessimo fare per omaggiare e ricordare un grande uomo casertano e un fantastico pizzaiolo come Franco Pagliaro.  

 

Pizzeria Il Solito Posto

Via Antonio Vivaldi n.51

Caserta

Tel.  0823 184 4760

 



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