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- il trionfo della tradizione vesuviana

'E Curti. 'O sicchio.
'E Curti. 'O sicchio.

Ristorante ‘E Curti, Sant’Anastasia (Na)

- il trionfo della tradizione vesuviana

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E’ un venerdì sera invernale ma non eccessivamente freddo, siamo un gruppo di 7 amici Templari del Gusto in cerca di nuove emozioni gastronomiche. Ci rechiamo a Sant’Anastasia, comune che fa parte del parco nazionale del Vesuvio con antiche e radicate tradizioni culinarie legate al territorio. Passiamo dal centro del paese, saliamo attraverso i vicoletti nella parte alta più antica e qui  troviamo la stradina dove c’è il ristorante: ‘E Curti. Siamo arrivati, entriamo.

'E Curti. Ingresso

‘E Curti. Ingresso

Il ristorante è piccolo, saranno al massimo 30 posti a sedere, ma accogliente  e ci da un senso di ospitale familiarità, ci accoglie Roberto garbato e ciarliero, ci spiega un po’ come è nato il locale che ha una storia antichissima con origine addirittura nel 1924, ci racconta di un monaco che si spogliò dell’abito e decise di diventare oste e dei suoi nipoti, piccoletti di statura, i famosi ”curti”( da cui il locale prende il nome), che decisero di continuare questa nobile attività.  La foto antica dei “curti” ci osserva austera e affabile allo stesso tempo dalla parete in fondo dietro al banco del bar, un po’ come dei moderni“Dei Mani”che dall’alto vigilano sulla soddisfazione gastronomica dei clienti. In cucina c’è la mitica signora Angelina, custode di tradizioni e di una cucina genuina espressione del territorio.

'E Curti - Antipasto di terra.

‘E Curti – Antipasto di terra.

Da bere ordiniamo 2 minerali e per accompagnare l’antipasto una bottiglia Katà di cantine Olivella, azienda del luogo, si tratta di vino bianco da uva catalanesca ( uva tipica della zona), che abbiamo scelto per accompagnare l’antipasto di terra: Per ognuno di noi una porzione con 2 zeppolelle di friarielli fatte con il lievito madre, un panzerotto di patate fatto alla vecchia maniera, qualche oliva , una fetta di mozzarella locale e un ottimo e dolce prosciutto irpino.

Katà. La Catalanesca di cantine Olivella.

Katà. La Catalanesca di cantine Olivella.

L’antipasto è stato gradito e ci ha lasciato il giusto appetito per proseguire il nostro viaggio nella tradizione gastronomica locale.

Casereccie con funghi pioppini, pomodorini del piennolo e parmigiano.

Casereccie con funghi pioppini, pomodorini del piennolo e parmigiano.

Decidiamo di osare l’assaggio di 3 primi, così serviti: 7 assaggi di caserecce con funghi pioppini, pomodorini del piennolo e scaglie di parmigiano (un piatto ben eseguito e sorprendente nella sua squisita semplicità), 7 assaggi del “must” della casa un primo denominato ‘o sicchio (il secchio) perché contiene un po’ di tutto, è in pratica uno spaghettone con noci, nocciole, olive nere, pinoli, uvetta e pomodorino (davvero particolare) e poi 2 porzioni abbondanti (che abbiamo senza problemi potuto degustare tutti) di bucatini con il ragù di soffritto (un piatto “commovente” con un soffritto delicato e saporito a cui mancava solo la parola!).

Bucatini con il ragù di soffritto.

Bucatini con il ragù di soffritto.

Per accompagnare i primi e il resto della cena abbiamo bevuto il Vipt, il piedirosso dell’azienda Cantina Olivella, altro ottimo vino del territorio.

Vipt. Il Piedirosso di cantine Olivella.

Vipt. Il Piedirosso di cantine Olivella.

E’ tempo di fare una degustazione di secondi e qui ci siamo davvero “consolati” . Due “tianelleinvoltini di cotica, tracchia, polpetta, cotechino irpino e muscolo di vitello in ragù (la vera tradizione).

La "tianella".

La “tianella”.

poi baccalà fritto con “papaccelle” ( godurioso)

Baccalà fritto con papaccelle.

Baccalà fritto con papaccelle.

e un piatto di quelli che affondano le radici nella tradizione contadina antica, 2 porzioni di “steninielli” o “ntruglietielli”, l’intestino del capretto avvolto su se stesso con sedano, cotto al forno con patate , cipolla , pomodoro e un po’ di pepe e formaggio pecorino.

"Stentinielli" e patate.

“Stentinielli” e patate.

Come contorni ad accompagnare i secondi 2 porzioni di “friarielli” saltati in padella con un po’ di peperoncino dal sapore inconfondibile e vero .

"friarielli" saltati.

“friarielli” saltati.

e 2  scarole ‘mbuttunate ripiena di noci, pinoli, uvetta .

Scarola 'mbuttunata.

Scarola ‘mbuttunata.

Possiamo mai farci mancare il dolce ? Certo che no ! E che dolce sia…. Assaggiamo una porzione a testa di “pasticciotto”  un dolce mitico della signora Angelina , in pratica un incrocio tra pastiera e migliaccio fatto con uova, zucchero e ricotta, e un tiramisù divino fatto però con la ricotta di fuscella, biscotti oro saiwa e caffè. Ad accompagnare il dolce un distillato fatto con il mallo delle noci e il rinomato nocino di loro produzione, prendiamo alla fine come degna chiusura  anche un caffè fatto con la moka napoletana !

Il Tiramisù della signora Angelina.

Il Tiramisù della signora Angelina.

Chiediamo il conto e paghiamo giusto 40 euro a testa, un prezzo davvero giusto e onesto in relazione a quanto degustato e alla varietà e qualità dei prodotti utilizzati.

Ristorante ‘E Curti è  un sicuro punto di riferimento per chi ama la vera cucina tradizionale dell’area vesuviana.

Da segnare in agenda senza riserve.

 

Ristorante E’ Curti

Via padre Michele Abete 6

Sant’Anastasia (Na)

tel. 081 897 28 21

 

Visita il sito web del ristorante ‘E Curti

 

 



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