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- come ottenere un risultato ottimale

pizza fatta in casa
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Pizza fatta in casa

- come ottenere un risultato ottimale

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Alzi la mano chi non ama la pizza!
Ci sentiamo di azzardare che non l’abbia fatto nessuno visto che stiamo parlando di uno dei  prodotti gastronomici più succulenti. Dalla margherita alla diavola, dalla capricciosa all’ortolana, il range di scelta è davvero vasto.

Sappiamo però che a garantire la riuscita di un’ottima pizza contribuiscono più fattori: la qualità degli ingredienti, le giuste maturazione e lievitazione. La pizza può essere fatta anche a casa, anzi spesso questa è anche migliore di quelle che si mangiano in pizzeria se la procedura viene eseguita alla perfezione. Naturalmente occorre esperienza per ottenere un buon risultato e bisogna essere oculati nella scelta degli ingredienti.

Quale lievito bisogna usare?

Si può usare il lievito di birra in polvere (quello disidratato venduto in bustine), il lievito fresco in cubetti o il lievito madre.
Per quanto riguarda le dosi, per 1 Kg di farina ed una lievitazione abbastanza veloce, vanno bene due cubetti di lievito fresco (25 gr x 2) o in alternativa due bustine (7 gr x 2). Se si ha maggior tempo a disposizione, si possono dimezzare le dosi e lasciare a lievitare in frigorifero tutta la notte. Il volume dell’impasto raddoppierà garantendo alla pizza digeribilità e morbidezza.
Se scegliamo il lievito madre, dobbiamo sapere che il gusto della pizza sarà leggermente diverso (sapore e profumo vagamente aciduli). La lievitazione è più lunga, ma il prodotto è più sano e completo.
Ricordiamo che il sale è un inibitore del lievito e quindi va messo nell’impasto il più tardi possibile.
Un piccolo trucchetto per capire se l’impasto è pronto, è quello di prenderne una pallina e metterla in un bicchiere d’acqua: se torna a galla vuol dire che ci siamo!

Quale contenitore bisogna usare?

Ad impasto raddoppiato, si può usare un contenitore che sia grande almeno il doppio delle dimensioni dell’impasto (va bene un’insalatiere sia in plastica che in vetro).
Il contenitore può essere infarinato oppure unto con olio. Una volta fatto ciò, non ci resta che prendere un panno umido da riporre a copertura.

Stesura e cottura perfette? Ecco come!

E’ preferibile non usare il matterello. Usiamo le mani: iniziamo dal centro e facendo una lieve pressione, andiamo dall’alto verso il basso.
Se la pasta risulta troppo elastica, lasciamola riposare per 5 minuti e poi riproviamo a vedere se oppone ancora resistenza.

Per ciò che concerne la cottura, l’obiettivo è quello di avere una pizza ben cotta e croccante sotto. Accendiamo quindi il forno a 200° e quando è ben caldo, seguiamo questi due step:
– per 5 minuti disponiamo la teglia sulla parte più bassa per circa 5 minuti. Solleviamo leggermente per controllare se il fondo è quasi cotto.
– abbassiamo la temperatura a 180°, spostiamo la teglia a metà altezza ed aspettiamo che la cottura sia ultimata. I tempi dipendono dall’altezza dell’impasto e dal forno.

Quale pomodoro bisogna usare?

Se vogliamo assicurarci un gusto ottimale, non possiamo mancare di fare attenzione ai pomodori da usare per farcire la pasta della pizza.
– Se scegliamo i pomodori freschi, laviamoli e tagliamoli a metà. Successivamente scoliamoli e disponiamoli sulla pizza con la polpa rivolta in basso.
– Se scegliamo la polpa di pomodoro, assicuriamoci che sia di qualità. Tutto dipende poi dal gusto personale.
– Se scegliamo i pomodori pelati, tagliamoli a pezzetti e facciamoli scolare molto bene. Possiamo anche schiacciarli e passarli se vogliamo un salsa più liquida.

Infine, dobbiamo decidere se usare la mozzarella, il fior di latte,  la provola o la scamorza.
Per quanto deliziosa sia, la mozzarella di bufala non è ideale per condire la pizza: il rischio è che rilasci troppo liquido bagnando l’impasto. Sono preferibili la provola o la scamorza affumicata: saremo così sicuri che la pizza sarà asciutta e saporita. Se invece scegliamo esclusivamente il fior di latte, spezzettiamolo prima con le mani, strizziamo il tutto e disponiamolo sulla pizza a metà cottura.

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