Home / Cucine Templari / Cucine Regionali / Cucina nella Campania / Locanda Nonna Rosa, Somma Vesuviana (Na)

- Come a casa di amici. Il trionfo del baccalà in ogni sua declinazione

Genovese di baccalà
Genovese di baccalà

Locanda Nonna Rosa, Somma Vesuviana (Na)

- Come a casa di amici. Il trionfo del baccalà in ogni sua declinazione

Pin It

E’ un venerdì sera di fine Autunno, incontro un gruppo di amici “templari”, siamo in cinque . Decidiamo di  cenare a base di baccalà e scegliamo Somma Vesuviana, paese in provincia di Napoli dalla storia molto antica. Addirittura  Il “Casamale”, il suo più antico quartiere, è tuttora circondato da mura aragonesi finite di realizzare nel 1467 dal re Ferrante d’Aragona. Il baccalà (il merluzzo salato) e lo stoccafisso (o “stocco”, il merluzzo essiccato all’aria fredda), un tempo erano piatti poveri, oggi invece  sono piatti per palati sopraffini e di grande interesse per chi ama la buona tavola. I napoletani sono grandi consumatori di baccalà , forse solo i portoghesi li superano in quanto a consumo e pare addirittura che in Portogallo abbiano oltre 300 modi di cucinarlo. Somma Vesuviana è per tradizione consolidata negli anni la patria incontrastata del baccalà: ci sono grandi aziende di importazione, lavorazione e vendita di questo pesce. Somma Vesuviana poi ha tra i suoi prodotti più importanti  le albicocche (dette e’ cresommole in dialetto napoletano), i fantastici pomodorini del “piennolo” e l’uva “catalanesca”, un tipo di uva bianca introdotta dagli spagnoli (proveniente dalla Catalogna) che si trova solo lì e che qualche azienda e contadino locale stanno cominciando a vinificare in purezza (il risultato è un vino bianco dolce e molto fruttato).

La mitica "catalanesca".

La mitica “catalanesca”

Il posticino scelto per cena è la “Locanda nonna Rosa”, in via mercato Vecchio.
La prima sorpresa è l’ingresso, si suona al campanello di una porta che sembra quella di una casa, ci accoglie Rosaria, gentile, affabile e sempre sorridente. Abbiamo prenotato il tavolo, ci accomodiamo. Il locale è a conduzione familiare ed è chiaramente impostato su una filosofia del mangiare “lento”, dello slow food in modo da assaporare i dettagli. L’atmosfera è accogliente e curata. Rosaria cura la sala, mentre in cucina c’è suo marito, lo chef  Vincenzo  Nocerino.  I due formano una squadra affiatata e vincente. Non c’è il menù alla carta e quindi ci affidiamo ai consigli di Rosaria che  ci spiega la filosofia del locale e ci guida in un percorso dove il protagonista chiaramente è il baccalà. Ordiniamo da bere, due  minerali e vino bianco della casa “catalanesca” (siamo a Somma of course !).

Optiamo per  due antipasti su consiglio di Rosaria: un piatto con baccalà in tempura in 4 versioni al nero di seppia, alla patata viola, ai friarielli e ai peperoni, (un piatto delicatissimo e sorprendente per la perfetta percezione dei sapori della tempura nelle quattro declinazioni). Secondo antipasto: un carpaccio di baccalà affumicato tagliato fino fino con insalatina e salsa all’arancia, dal sapore eccellente.

 

Baccalà in tempura.

Baccalà in tempura

Carpaccio di baccalà affumicato.

Carpaccio di baccalà affumicato

Decidiamo di gustare ben  tre assaggi di primi. Ziti spezzati  alla “genovese di baccalà” con baccalà, cipolle e pomodorini  (il piatto forte del posto), straordinari per equilibrio e delicatezza; un pacchero  ripieno di baccalà su crema di ceci con cialda di parmigiano (notevole); con il terzo assaggio di primo siamo nella tradizione piena: paccheri al baccalà areganato con pomodorini del piennolo e olive nere (tecnicamente ben eseguiti e saporiti).

Genovese di baccalà

Genovese di baccalà

Zitone ripieno di baccalà su crema di ceci.

Zitone ripieno di baccalà su crema di ceci

Paccheri al baccalà "arreganato" con pomodorini del piennolo e olive nere.

Paccheri al baccalà “arreganato” con pomodorini del piennolo e olive nere

La serata scorre via piacevolmente, sembra di essere a casa di amici. Rosaria in sala è sempre sorridente, premurosa ed è prodiga di consigli e attenzioni.  Intanto il marito, il bravissimo Vincenzo, è all’opera ai fornelli e non smetterà di stupirci.

Passiamo al secondo. Optiamo per un secondo e poi ci fanno un assaggio di un altro piatto. Arriva prima un tegamino di baccalà (uno per due persone) servito in un tipico recipiente in rame dove c’è un letto di brodo con pane fritto, patata, cipolla e baccalà  (sorprendente).  Alla fine c’è stato servito un assaggio con quattro pezzettini  di baccalà: un pezzo fritto con patate e carciofo, un pezzo arrostito, un altro fritto con papaccella ed un altro (colpo di teatro dello chef Vincenzo ) cotto  in olio extravergine di oliva a 60° (questo procedimento conferisce alla carne una consistenza morbida e sugosa).

Tegamino di baccalà.

Tegamino di baccalà

Tegamino di baccalà. Nel piatto.

Tegamino di baccalà nel piatto

Quattro assaggi di baccalà.

Quattro assaggi di baccalà

Troviamo lo spazio per un dessert: una cheesecake fatta in casa da Rosaria. Accompagniamo il dolce con dei distillati .

Cheesecake artigianale.

Cheesecake artigianale.

Per questa cena abbiamo pagato poco meno di 40 euro a testa, prezzo giusto se consideriamo la qualità e quantità delle portate. Comunque per il rapporto qualità – prezzo si va in una fascia di prezzo medio – alta.

La locanda Nonna Rosa è un punto di riferimento, un porto sicuro per chi ama il baccalà. Qui lo si potrà gustare a livelli eccelsi in ogni sua declinazione. Complimenti!

Locanda Nonna Rosa

Via Mercato Vecchio 106

Somma Vesuviana (Na)

Tel.  339 58 34 227

Il sito web del ristorante Locanda Nonna Rosa

 



Loading Facebook Comments ...

Utilizzando il sito e proseguendo con la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi