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- In un ambiente surreale, la cucina della tradizione partenopea in Irpinia

Ziti con la genovese.
Ziti con la genovese.

La Via delle Taverne, Atripalda (Av)

- In un ambiente surreale, la cucina della tradizione partenopea in Irpinia

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La Via delle Taverne. La vetrina dei formaggi.

La Via delle Taverne. La vetrina dei formaggi.

E’ un lunedì sera, siamo in 5 desiderosi di gustare una buona “genovese” e ci rechiamo ad Atripalda, tipica cittadina dell’avellinese prettamente commerciale ma dall’intenso profumo di montagna (del resto siamo in Irpinia!). Il posticino prescelto si trova proprio qui, in pieno centro: La Via delle Taverne.

Qualcuno dirà – “siamo vicino Avellino, cosa c’entra Napoli e la cucina partenopea? Invece il ristorante presenta la cucina tipica partenopea ed è ispirato alla corte di Re Ferdinando I di Borbone, Re di Napoli e delle due Sicilie, che aveva il soprannome di Re Nasone, per la grandezza del suo naso ( o forse anche perché aveva naso in materia culinaria? Chissà..). Siamo accolti dal proprietario Francesco Pedace, napoletano verace che ha  rilevato il locale trasformandolo nel suo sogno: una riproduzione dell’ epoca tra 1700 e il 1800.

L’ambiente è elegante ma rustico, ci sono diverse taverne raccolte in questa leggendaria Via, dove con dovizia di particolari (dipinti su vetro alle finestre e nomenclature diverse per ogni taverna) si crea un locale fatto di tanti locali in uno. Tante taverne (in totale sono 8) ognuna con la sua “privacy” e la sua storia, che rendono l’ambiente quasi surreale e in grande contrasto con ciò che c’è fuori. La nostra taverna è “a’ Pagliarella”. Ci accomodiamo.

 

Via delle Taverne. Antipasto.

Via delle Taverne. Antipasto.

Il fulcro centrale della cucina è la tradizione tipica partenopeo e per alcune ricette l’ispirazione è presa dal cuoco“galante”nonché filosofo, Vincenzo Corrado,  vissuto nello stesso periodo storico e dal  testo da lui scritto in età adulta “Cucina Napoletana”,

una raccolta di ricette della tradizionale poesia culinaria  (12 per ogni giorno dell’anno ed in base alla stagionalità dei prodotti).

Da bere ordiniamo acqua minerale e per la scelta del vino accettiamo il suggerimento di Pedace che ci consiglia un aglianico irpino 2008 D.o.c. un ottimo “Racemus” di Giovanni Molettieri dall’intenso sapore e particolarmente fruttato,un vero nettare del territorio.

Ziti con il ragù.

Ziti con il ragù.

Cominciamo con un antipastino di 6 bocconcini sapientemente curati e gustosi : parmigiana di melanzane, involtino di zucchine tonno e mandorla, involtino di peperoni con purè di ceci, involtino melanzane ricotta e mandorla, alice farcita con pecorino basilico e un fagottino di vitello e carciofi.

Arrivano i primi, finalmente l’agognata “genovese” una deliziosa crema di cipolle ramate di Montoro e tenere carni che si abbracciano in una salsa,dopo 24 ore di lenta cottura, con l’arrendevole zito spezzato a mano in un’abbondante porzione. Qualcuno ha preferito la variante del corpulento ragù, stessa durata di cottura e sempre a basse temperature che rendono questo famoso condimento talmente”stretto” che sembra concentrato.

Teoricamente vista la nostra sazietà straordinariamente e voluttuosamente soddisfatta, avremmo dovuto passare al dolce, non paghi invece ci siamo lasciati  consigliare l’assaggio  di una porzione di fricassea di pollastri con  burro e mandorla su crema di patate e una porzione di fianchetto ripieno di formaggio uva passa pinoli e uova, entrambe abilmente composte e dense di gusto.

 

Fianchetto ripieno di formaggio uva passa pinoli e uova.

Fianchetto ripieno di formaggio uva passa pinoli e uova.

Fricassea di pollastri con burro e mandorla su crema di patate.

Fricassea di pollastri con burro e mandorla su crema di patate.

Baci artigianali.

Baci artigianali.

Come dolci decidiamo per dei baci artigianali (cioccolato che passione!) con croccanti nocciole, una tradizionale pastierina profumatissima e meraviglia delle meraviglie la storica “coviglia” semifreddo al caffè (alternativa in vari gusti).

Poi per finire amaro e grappa barricata (gentilmente offerti come da consuetudine, così come per il caffè, per le caraffe di acqua e il coperto).

Prezzo pagato per questa cena 38 euro a persona.

La vera particolarità di questo posticino a parte la pur buona cucina, è la presenza di queste taverne così raccolte, che rendono talmente intimo l’incontro a tavola, che quasi come in un separè, ti senti a casa e protetto da mura fittiziamente antiche ma amiche.

Ad accompagnare la cena la piacevole musica di sottofondo (sembra Roberto Murolo in canzoni tipiche napoletane) che ha indirizzato simbolicamente il nostro viaggio verso il gusto soddisfacendo appieno invece i cinque sensi.

Pastierina.

Pastierina.

“Coviglia” semifreddo al caffè.

“Coviglia” semifreddo al caffè.

 

La Via  delle Taverne

via Teodoro Momsen 11/13 – Atripalda (Av)

Tel. 0825 622564 – 348 77 59 249

 

Visita il sito web della Via delle Taverne

 



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