Secondi

Brian Liotti

Brian Liotti

Brian, non fatevi ingannare dal nome, nasce a Napoli sotto il segno dei pesci e mostra fin da piccolo spiccate capacità artistiche e senso estetico. E' giornalista, speaker radiofonico di fama nazionale, direttore artistico, autore, presentatore, blogger, gastronomo per passione ed esperto di marketing e comunicazione. E' un grande appassionato di food, profondo conoscitore dei prodotti tipici, ha un debole per i borghi storici ed è uno strenuo difensore delle tradizioni anche a tavola, contro ogni forma di omologazione e "globalizzazione del gusto". I suoi racconti e le sue recensioni, sempre molto dettagliate, sono paragonabili ad un viaggio dove il gusto cede il passo alle emozioni.

Pappardelle con gorgonzola e noci, un primo piatto semplice da preparare e che vi regalerà soddisfazioni. Vi proponiamo la ricetta dello chef Stefano Borrelli del ristorante Bocca di Bacco a Cimitile per farle a casa. 

Ingredienti per 4 persone:

- 320 g di pappardelle all'uovo
- 60 g di noci tritate fresche
- 80 g di gorgonzola blue
- 80 g di crema di latte
- Sale e pepe q.b.
- Basilico e olio extravergine q.b.

Procedimento: 

Far bollire la pasta in acqua sapida per dieci minuti.
Intanto preparare la salsa di gorgonzola. Far sciogliere il gorgonzola con la crema di latte mettendo un pentolino sul fuoco molto basso, girare di continuo per evitare che attacchi e fino a che il gorgonzola non si sia sciolto.
A cottura ultimata fare mantecare le pappardelle con la salsa precedentemente preparata. Aggiustare di sale e pepe (ma senza esagerare).
Impiattare le pappardelle aggiungendo al piatto le noci tritate che darà al tutto una interessante nota croccante, poi aggiungere un filo di olio extravergine e basilico per decorare.

 

Bocca di Bacco
Via Croce n.15
Cimitile (Na)
Tel. 320 888 1306
Visita il sito web della Bocca di Bacco

La cucina contadina vive un periodo aureo, sempre più persone stanno riscoprendo i sani e genuini prodotti tipici e anche i luoghi dove questi vengono prodotti e valorizzati.
L’Agriturismo le Fontanelle a Pontelatone dopo il grande successo della scorsa edizione ripropone l’Elogio della Zuppa, Sabato 22 e 29 Febbraio a pranzo e cena.
Un modo per riscoprire piatti della tradizione contadina, frutto spesso di una cultura "dell’arrangiarsi" non riproducibile al giorno d'oggi. Il tutto con i buoni e genuini prodotti del territorio, gli ortaggi, le verdure, protagoniste di zuppe e minestre che sono il simbolo più sincero della cucina povera o contadina.
Spesso anni fa si poteva mangiare solo quello che i campi offrivano e in cucina si aguzzava l’ingegno creando spesso veri piccoli capolavori. Tesori che vanno difesi e tramandati.
L’Elogio della Zuppa è un appuntamento unico nel suo genere. Ci sarà un menù studiato per farti gustare i piatti della tradizione contadina e della cucina povera anche in abbinamento ad altri sapori tipici; zuppa di torzelle e patate, farro e castagne, ceci di Teano e cipolla di Alife, cicoria selvatica e cicerchie, zucca e fagioli rossi, vellutata di broccoli e fonduta di provolone. E una mela annurca cotta ripiena di crema da leccarsi i baffi. Con acqua e vino Casavecchia inclusi. Costo promozionale del menù 25 euro a persona.

Il Programma
Il Programma

Un appuntamento enogastronomico che ha anche un’importante valenza sociologica e culturale. Riscoprire la genuinità della cucina povera contadina e tornare alle origini in una società sempre più “veloce” che spesso dimentica le radici e le tradizioni. Il tutto in una cornice davvero bella, quella dell’Agriturismo Le Fontanelle, capace come poche altre strutture di creare una sana e sincera convivialità e ospitalità.

Ortica ed erbe sponanee di campagna
Ortica ed erbe sponanee di campagna

Sabato 22 e 29 Febbraio a pranzo e cena all’Agriturismo Le Fontanelle a Pontelatone c’è l’Elogio della Zuppa. Costo promozionale del menù solo 25 euro.

Che fai. Non prenoti? Noi ci saremo.


Agriturismo Le Fontanelle
Via Via Salomoni Acquasanta
Pontelatone (Ce)
Info: 0823 659263 - 347 2926204 - 347 7105566

Visita la pagina Fb dell'Agriturismo Le Fontanelle

Visita il sito web dell'Agriturismo Le Fontanelle

Mercoledì, 19 Febbraio 2020 14:29

Tagliolini al tartufo

I tagliolini freschi al tartufo, li abbiamo gustati al ristorante A Casa di Dionisio a Beltiglio di Ceppaloni, siamo rimasti colpiti dalla bontà di questo piatto. La Chef Adriana Pawlick ci ha regalato la ricetta per provare a farli a casa. Eccola ! 

Ingredienti per 4 persone:

Per la pasta:

- 400 g di farina 00 setacciata
-  4 uova freschissime
-  Sale fino q.b.

Procedimento:

Formare la classica fontana con la farina, aggiungere al centro le uova e il sale (consiglio di rompere le uova una per volta in un piatto prima di aggiungerle alla farina, potrebbe capitare un uovo guasto e si corre il rischio di buttare via tutto).
Con una forchetta iniziare a sbattere le uova e incorporare la farina un po’ alla volta. Quando la consistenza diventa più cremosa impastare il tutto con le mani.
Lavorare l’impasto fino a renderlo bello compatto (non occorre che sia ben amalgamato e liscio, lo lavoreremo con la macchinetta per ottenere un impasto liscio, malleabile e sodo)
Avvolgere l’impasto, non perfettamente lavorato, con pellicola trasparente e far riposare in frigo per circa 15/20 minuti.
Posizionare la macchinetta per tirare la pasta su di un tavolo e fissarla per bene. Preparare una spianatoia e infarinarla leggermente.
Staccare un pezzo piccolo di pasta, infarinarlo leggermente e appiattirlo con le mani.
Posizionare la manopola della macchinetta sullo spessore più largo (tacca numero 1) far passare il pezzo di pasta e ogni volta che uscirà dai rulli piegarlo a libro e introdurlo nuovamente nella macchinetta (questa operazione servirà a lavorare bene l’impasto per renderlo liscio ed elastico). Se occorre, infarinare nuovamente il pezzo di impasto.
Regolare lo spessore dei rulli, posizionando la manopola sulla tacca numero 3 e ripetere l’operazione. A questo punto il pezzo di impasto è bello liscio e compatto.
Posizionare la manopola sulla tacca numero 6/7 (dipende dallo spessore che si vuol dare alla pasta fresca) per ottenere la sfoglia finale. Sistemare la sfoglia sulla spianatoia infarinata.
Formare dei rotoli di sfoglia infarinata.
Tagliare con un coltello affilato sottilmente per ottenere i tagliolini e poi delicatamente con le punta delle dita sciogliere i piccoli dischi ricavati della sfoglia. (Oppure se lo avete, si può usare il rullo per tagliolini).

Ingredienti per cuocere la pasta e il condimento:

- 100 grammi burro
- 100 grammi di grana
- Sale doppio - Tartufo nero q.b.

Procedimento:

Mettere l’acqua a bollire, salarla.
Nel frattempo preparare la base in cui verranno saltati i tagliolini. Far sciogliere il burro in una padella aggiungere 10 gr di tartufo affettato sottilmente, 1 mestolo di acqua di cottura della pasta e lasciare bollire per un minuto affinché il tartufo possa rilasciare il suo profumo e aroma.
Appena l’acqua della pasta inizia a bollire, calare 400 grammi di tagliolini. Una volta cotti, (ci vorranno un paio di minuti) scolare i tagliolini e versarli nella padella con il burro e il tartufo. Far saltare in modo da mantecare bene il tutto. Aggiungere il grana. Facciamo saltare a fuoco spento affinché il formaggio si possa sciogliere delicatamente e completamente...
Formare il nostro nido goloso di tagliolini e servirli in un piatto da portata con delle fette sottili di tartufo.

- Chef Adriana Pawlick -

A Casa di Dionisio
Contrada Masseriola n. 11/13
Ceppaloni (Frazione Beltiglio)
Tel. 0824 46574
Visita la pagina Fb del ristorante A Casa di Dionisio

Lunedì, 17 Febbraio 2020 21:12

Ro World. Nola (Na)

Nola è un centro ricco di fermento e di interessanti novità per quanto concerne il mondo del food. Non potevamo non venire al Ro World, la nuova e bellissima creatura del vulcanico Giuseppe Tufano, imprenditore e anima del mitico Caffè Rossini, una istituzione da queste parti. Tutto è cominciato da lì e da lì hanno preso forma i suoi progetti, ultimo in ordine di tempo, il Ro World. Noi ci siamo stati di Domenica e abbiamo scelto per pranzo di provare la loro cucina.
Arrivare qui è semplicissimo, siamo infatti sulla SS/7 bis vicinissimi all’uscita dell’autostrada di Nola.
Ro World Experience è davvero spettacolare. La struttura è molto bella. Il locale è modaiolo ma non all’eccesso, studiato alla perfezione: glam ma non troppo, informale ma anche elegante, bellissima poi la scelta dei colori (in prevalenza scuri) e molto belli e curati gli arredi. L’impatto entrando è notevole.
Ro World è caffè, pasticceria, bistrot ideale per un lunch o un pranzo veloce ma è soprattutto un fantastico ristorante. Qui si può venire per un caffè, per la colazione, per l’aperitivo, per un appuntamento di lavoro, per un’uscita con gli amici, per pranzare o cenare.
Il ristorante è nella parte posteriore della struttura e si può accedere ad esso anche per un ingresso laterale indipendente. Noi abbiamo chiaramente prenotato il nostro tavolo, veniamo accolti con garbo e gentilezza.
Se il Ro World quando entri dall’ingresso principale ti colpisce, quando accedi alla zona ristorante il primo commento che ti viene in mente è “wow”. Questo è un luogo di stile, curatissimo con una spettacolare e grandissima cucina a vista sulla sinistra. Ci saranno a occhio una ottantina di coperti. Sembra di essere in un locale di una grande città, se chiudi gli occhi potresti benissimo pensare stare anche a New York o a Londra.

Ci accompagnano al nostro tavolo. Poco dopo ci portano il menù, ben studiato e concepito con proposte sia di carne che di pesce, insomma ci si può divertire, dal crudo di mare alla carne da fare alla brace (i migliori tagli italiani e stranieri). Quattro primi in carta ma anche dei fuori menù (visto che è Domenica): la genovese, il ragù, e lo spaghetto alle vongole (insomma tradizione a piene mani).
Da bere prendiamo una minerale e due calici di Colterenzio Cabernet Sauvignon DOC, un rosso trentino intenso ma non troppo tannico, con bei sentori di frutti rossi, fresco e ideale per accompagnare il nostro pranzo.

Colterenzio Cabernet
Colterenzio Cabernet

Arriva il pane con grissini e tatallucci napoletani (tutto fatto da loro), profumati, friabili. Che buoni !

Grissini e taralli napoletani
Grissini e taralli napoletani

Ci servono poi uno stuzzicante entrèe: carciofi fritti con salsa alla puttanesca.

Entrée
Entrée

E un eccellente vitello tonnato, morbido, gustoso ben condito.

Vitello in salsa tonnata
Vitello tonnato

Come antipasto scegliamo il tonno scottato con puntarelle croccanti e cipolla in agrodolce. Morbido e godurioso il tonno (lo ammetto ho un debole per il tonno), bella la nota croccante delle puntarelle e interessante l’abbinamento con la cipolla caramellata. Un gran bel piatto.

Tonno puntarelle croccanti cipolla in agrodolce e salsa Matsushima
Tonno puntarelle croccanti cipolla in agrodolce e salsa Matsushima

Ecco i primi, ravioli capresi con pomodoro arrosto. Fatti come si deve, buonissima la ricotta del ripieno e sughetto che ci ha costretto alla scarpetta (non sarà elegante ma chissenefrega).

Ravioli capresi con pomodoro arrosto
Ravioli capresi con pomodoro arrosto

E dei commoventi spaghettoni con alici e scarole. Questo piatto mi ha conquistato, perfetto nella sua semplicità. Gli spaghettoni cotti alla perfezione, sapidi al punto giusto grazie alle alici che fanno l’amore con la “scarolella”. Che poesia di sapori, esaltazione della tradizione.

Spaghettoni con alici e scarole
Spaghettoni con alici e scarole

Gustiamo anche un secondo e la nostra scelta cade sul maialino confit con puntarelle alle acciughe. Che meraviglia quel maialino, morbido, saporito e perfetto l’abbinamento con le puntarelle alle acciughe.

Mailaino confit e puntarelle alle acciughe
Mailaino confit e puntarelle alle acciughe

Il tutto accompagnato da un signor purè di patate alla francese.

Purè di patate alla francese
Purè di patate alla francese

Nostro malgrado saltiamo il dessert. Prendiamo due caffè (nota di merito per il caffè che è eccezionale) e chiediamo il conto. Paghiamo 80 euro in due. Rapporto qualità prezzo giusto. Conto adeguato al tipo di cucina e di proposta gastronomica.

Ro World a Nola ha aperto da poco ma mostra già chiare le sue carte: locale concepito per sorprendere a partire dalla location e dagli arredi, tutto è studiato, ogni minimo dettaglio. Posto raffinato che propone una cucina di assoluto livello, un perfetto mix di tradizione e creatività. Ci piace soprattutto l’idea di non abbandonare la tradizione, anzi poter gustare un raviolo, il ragù o uno spaghetto alle vongole fatto a regola d’arte e ben presentato è un plus. La carta dei vini è vasta, importante e curata. Abbiamo trovato il servizio professionale e impeccabile. Corretto il rapporto qualità – prezzo, se consideriamo la tipologia di ristorante e la proposta gastronomica. Dobbiamo fare i complimenti al patron Giuseppe Tufano e a tutto il suo team. Ro World è un gran bel progetto, ambizioso ma studiato e siamo convinti che sarà un grande successo, le premesse ci sono tutte. Da provare senza remore. Garantiamo noi.
Ah dimenticavamo tra qualche mese sarà aperto anche il roof garden al primo piano, (abbiamo sbirciato quello che sta per venire fuori), sarà uno spettacolo nello spettacolo.

Ro World
SS7/bis km 50
Nola (Na)
Tel. 333 211 1322
Visita la pagina Fb di Rò World Nola

Mercoledì, 12 Febbraio 2020 20:56

A Casa di Dionisio. Ceppaloni (Bn)

Quella che vi racconto oggi non è la semplice recensione di un locale che mi è piaciuto e che consiglio ai nostri lettori e follower ma è un racconto emozionale. Dare forma alle emozioni a tavola e metterle per iscritto non è mai cosa semplice ma ci provo cercando di trasmettervi (anche in minima parte) le cose belle e le sensazioni che ho provato. Conosco Dionisio Mignone da un po’ di anni e ho deciso di venire a provare la cucina della sua “creatura”.
Siamo a Casa di Dionisio, nel luogo dove c’era uno dei locali storici della ristorazione sannita, ossia La Rete, il ristorante della famiglia Mignone e del grande e compianto Don Vincenzo (il papà di Dionisio).
Dionisio ha ripreso in mano l’antico ristorante di famiglia che è il posto dove è cresciuto, in pratica la sua casa e gli ha dato nuova vita.

A Casa di Dionisio Ceppaloni Bn
A Casa di Dionisio Ceppaloni 

Il luogo è ameno e rilassante, siamo infatti a pochi Km da Benevento (e dalla Appia), precisamente a Beltiglio, ridente e verdeggiante frazione del comune di Ceppaloni. 
Abbiamo prenotato il nostro tavolo e arriviamo in perfetto orario sulla tabella di marcia. E’ Domenica e siamo qui per pranzo. Veniamo accolti con garbo e gentilezza e a fare gli onori di casa c’è lui, Dionisio.
Ci accompagnano al nostro tavolo. Il locale all’esterno presenta spazi ampi, credo che anche nella bella stagione sia piacevolissimo pranzare o cenare qui all’aperto. Ci sono grandi potenzialità e conoscendo Dionisio e la sua creatività non mi sorprenderei se già stia pensando qualcosa di originale e carino per valorizzarlo ancora di più, altra cosa importante da ricordare c’è anche uno spazio esterno per i bimbi.
All’interno il locale si divide fondamentalmente in due ambienti, entrambi suggestivi. Dominano il legno, il cotto, c’è uno stile rustico, classico e per certi versi shabby: un po’ Sannio e un po’ Provenza. Molto bello e suggestivo il camino posto accanto ad una grande vetrata che dà sulle colline e sul verde. Bellissimi i tavoli e le sedute, semplice ma raffinata la mise en place. Insomma l’atmosfera è fantastica, si sta molto bene, un inno alla convivialità. 

Ci portano il menù, c’è la possibilità di scegliere una pietanza in attesa degli antipasti, e poi ci sono gli antipasti, i primi, i secondi, i contorni, chiaramente qui viene proposta una cucina di terra con materie prime e prodotti freschi, quindi c’è dell’ottima carne e tanti prodotti di eccellenza del territorio in primis la salsiccia rossa di Castelpoto, il formaggio del Sannio e dell’Irpinia e il tartufo. C’è anche la possibilità di optare per un menù degustazione ma noi decidiamo di ordinare “a la carte”.

Da bere due calici di un interessante vino: un barbera beneventano IGP Coppacorta della Cantina Bosco Sant’Agnese. Un vino fatto con uve biologiche della varietà Barbera del Sannio, di un bel rosso vivo, con sentori di frutti rossi e note speziate, con una bella nota minerale, un vino di buona personalità, sorprendente.

Coppacorta Barbera beneventano della Cantina Bosco SantAgnese
Coppacorta Barbera beneventano della Cantina Bosco Sant'Agnese

Arriva il pane e uno stuzzicante quanto particolare entrée: una pizzetta di pane arabo con carne di maiale e cipolla.

Pane arabo con carne di maiale e cipollotto
Pane arabo con carne di maiale e cipollotto

Cominciamo con una salsiccia al flambè, una pietanza storica (tra i cavalli di battaglia della Rete) in pratica una salsiccia piccante, semistagionata cotta su un tegame tradizionale di terracotta con una miscela di alcolici e ribes. Credetemi, uno spettacolo: gustosa, goduriosa, giustamente piccante con una lieve nota alcolica di fondo. Che bontà…

Salsiccia al flambè
Salsiccia al flambè

Spazio agli antipasti. Abbiamo scelto un uovo cotto a bassa temperatura con crema parmentier a base di patate e porri, salsa mornay (una sorta di besciamella più consistente), tartufo nero estivo e crostini di pane fritti. Delicato come una carezza.

Uovo cotto a bassa temperatura
Uovo cotto a bassa temperatura

Una originale e creativa parmigiana di melanzane croccante caramellata con crema di formaggi e gelato al pomodoro. Un gioco di consistenze e sapori in un perfetto equilibrio. Gran piatto.

Parmigiana di melanzane croccante caramellata con crema di formaggi e gelato al pomodoro
Parmigiana di melanzane croccante caramellata con crema di formaggi e gelato al pomodoro

E per restare nel territorio sannita un involtino di salsiccia fresca piccante di Castelpoto ripieno di cime di rape e caciocavallo su crema di cime di rape e papaccelle fritte: l’estasi della cucina tradizionale. Come valorizzare in maniera impeccabile i prodotti del territorio in un piatto. Complimenti.

Involtino di salsiccia fresca di Castelpoto con cime di rape e caciocavallo
Involtino di salsiccia fresca di Castelpoto con cime di rape e caciocavallo

 Siamo partiti alla grande. Ma la prova del nove sono i due primi che abbiamo scelto: dei commoventi e buonissimi tagliolini freschi all’uovo con tartufo nero estivo e formaggi. Me li ricordo ancora, fatti a regola d’arte, con una cremosità suadente e un profumo che ancora ricordo.

Tagliolini freschi alluovo con tartufo nero estivo e formaggi
Tagliolini freschi all'uovo con tartufo nero estivo e formaggi

Non da meno l’altro primo che abbiamo gustato: spaghettoni aglio, olio, alici con crema di cime di rapa e noci. Perfetta la cottura della pasta, intrigante la nota sapida data dalle alici.

Spaghettoni aglio olio e alici con crema di cime di rape e noci
Spaghettoni aglio olio e alici con crema di cime di rape e noci

In attesa dei secondi, usciamo un po’ fuori per goderci il tiepido sole e fare due passi, godendo della tranquillità del luogo. Rientriamo poco dopo perché il dovere (piacere) chiama. Ecco il filetto di maiale con patate fritte all’aglio e rosmarino. Morbida e gustosa la carne di maiale (si scioglieva in bocca), meravigliose e giustamente aromatiche le patate che avevano un sapore “antico”.

Filetto di maiale con patate fritte allaglio e rosmarino
Filetto di maiale con patate fritte all'aglio e rosmarino

E che dire delle polpettine di vitello all’aglianico con crema di patate al formaggio? Un piatto da Champions League, che buone le polpette morbidamente “avvolte” dal sughetto all’aglianico, vanno mangiate accompagnandole rigorosamente con la crema di patate. Un piatto che crea dipendenza. Mi è piaciuto davvero tanto, provatelo e mi darete ragione.

Polpette di vitello allaglianico con crema di patate e formaggio
Polpette di vitello all'aglianico con crema di patate e formaggio

Siamo sazi, siamo costretti nostro malgrado a saltare il dolce. Ci offrono un pò di cioccolato extra-fondente e prendiamo due bicchierini di amaro Santa Croce, infuso di agrumi ed erbe spontanee del Sannio prodotto nel borgo di Santa Croce del Sannio. Molto buono.

Amaro Santa Croce
Amaro Santa Croce

Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo 35 euro a persona. Rapporto qualità – prezzo a parer mio eccezionale sia per la qualità che per la quantità della proposta gastronomica. 

A Casa di Dionisio a Ceppaloni è una garanzia, si trova dove c’era uno degli indirizzi storici della ristorazione sannita, ossia La Rete, il ristorante della famiglia Mignone a Beltiglio di Ceppaloni. Dionisio Mignone fa rivivere la grande tradizione di famiglia con una proposta gastronomica attenta alla tradizione ma fatta di qualità e spunti di creatività grazie all’abilità e alla bravura di Adriana Pawlick, talento purissimo in cucina.
La location è bellissima, lo stile è rustico, classico e anche un po’ shabby. Il tutto crea un’atmosfera che invita alla convivialità e trasmette una sensazione di benessere. Questa è una location calda e rassicurante come l’abbraccio di una mamma.
E’ un luogo ameno, immerso nel verde e nella tranquillità. Il servizio è preciso, professionale. Il rapporto qualità - prezzo sorprendente. La cucina affonda le radici nella tradizione sannita ma si concede interessanti e originali abbinamenti.
Quando siete qui, dimenticate l’orologio e assaporate il tempo godendo di una grande cucina del territorio. Esperienza imperdibile. Che ci fate ancora lì? Provatela, ve ne innamorerete. Parola dei Templari del Gusto.

A Casa di Dionisio
Contrada Masseriola n. 11/13
Ceppaloni (Frazione Beltiglio)
Tel. 0824 46574
Visita la pagina Fb del ristorante A Casa di Dionisio

Questo è uno dei primi piatti più buoni che abbiamo gustato di recente: mezze maniche rigate lardiate su crema di borlotti e pecorino bruciato, gustate da Mirù Cantina Nova a Frattamaggiore. Il bravissimo chef Ruggiero Ganzerli ci ha regalato la ricetta di questa meraviglia. Proviamo a farla a casa.

Ingredienti per 4 persone:

- 320 gr di mezze maniche rigate
- 10 pomodorini tagliati a metà
- 200 gr di lardo
- 120 gr di pecorino
- 250 gr di fagioli borlotti (precorri)
- 1 scalogno
- Sedano e carota q.b.
- 250 ml di brodo vegtale
- 1 peperoncino
- Sale q.b.
- Rosmarino

Per la crema di borlotti:

Sul fondo di una casseruola mettiamo un filo di olio Evo, un cucchiaio di sedano e uno di carota tritati finemente, un rametto di rosmarino e fare imbiondire per 5 minuti. Aggiungiamo i borlotti, giriamo e copriamo con il brodo vegetale. Lasciamo a fuoco lento per circa 30-40 minuti. Trascorso questo tempo spegniamo, aggiustiamo di sale, aggiungiamo l’olio Evo a filo e passiamo con un frullatore a immersione ottenendo una purea liscia.

Per il lardo:

Mondiamo con il coltello i 200 gr di lardo e uno spicchio di aglio, sminuzziamo e tritiamo finemente fino a quando non avremo raggiunto la consistenza di una pomata. Formiamo una palla. Chiudiamo la nostra palletta di lardo in una pellicola e conserviamola in frigo.

Procedimento:

Caliamo la pasta in abbondante acqua salata. In una padella invece facciamo scaldare un filo di olio Evo, aggiungiamo i pomodorini, il peperoncino e facciamo andare per 5 minuti. Poi aggiungiamo il lardo, mezzo mestolo di acqua di cottura della pasta, facciamo sciogliere il lardo e spegniamo.
Appena cotta la pasta uniamola al nostro sughetto, aggiungiamo a crudo un altro cucchiaio di lardo che con il calore si scioglierà e giriamo. Togliamo dalla fiamma, aggiungiamo il pecorino e completiamo la mantecatura.

Preparazione:

Sul fondo di un piatto ampio e fondo mettiamo parte della crema di borlotti, battiamo sotto il piatto come si fa con i risotti per distenderla bene su tutta la superficie, aggiungiamo poi sopra la pasta già mantecata avendo cura di disporla al centro e lasciare a vista sui bordi la crema di fagioli.
Mettiamo una generosa manciata di pecorino. Poi prendiamo un cannello da cucina e bruciamo il pecorino direttamente nel piatto regalando allo stesso nota di affumicatura molto interessante. Il piatto è pronto

Difficoltà: medio-bassa
Tempo: 30 minuti

N.B. Vino in abbinamento consigliato dallo chef Ruggiero Ganzerli:  Asprinio brut Trentapioli di Salvatore Martusciello

 

Mirù Cantina Nova
Via Padre Mario Vergara n.216
Frattamaggiore (Na)
Tel. 081 19255529
Visita la pagina Fb di Mirù Cantina Nova

Lunedì, 10 Febbraio 2020 18:01

Bocca di Bacco. Cimitile (Na)

Siamo nell’agro nolano a Cimitile, cittadina famosa per le Basiliche paleocristiane. Proprio qui c’è un indirizzo a noi già noto e che non può mancare in agenda: Bocca di Bacco.
Ci siamo tornati a distanza di un po’ di tempo desiderosi di provare nuovamente le loro proposte di cucina e l’eccellente carne per cui sono rinomati e conosciuti. Abbiamo prenotato il nostro tavolo da due per essere sicuri di trovare posto.
Parcheggiamo l’auto a pochi metri dal locale. Ci accomodiamo. Veniamo accolti con grande gentilezza da Onofrio Dennetta il patron, sempre sorridente e prodigo di consigli.
L’interno di Bocca di Bacco è ancora più bello rispetto all’ultima volta che in cui siamo stati qui. Oltre alla sala che ricordavamo c’è anche una seconda sala più piccola con un’altra quindicina di coperti. L’arredo è semplice, minimal ma c’è cura dei dettagli e dei particolari, pareti color tortora, una mise en place semplice ma d’effetto.
Come al solito do uno sguardo al menù, ci sono gli antipasti, i primi del giorno (sono in genere tre e cambiano sempre in base alla stagionalità e reperibilità dei prodotti e delle materie prime). E poi chiaramente è un tripudio e trionfo di carne: dall’angus irlandese a quello danese, dalla chianina scottona alla marchigiana, dal Kobe al maialino iberico razza pluma, dalla manzetta prussiana al maialino nero casertano, a quello di razza magalica ungherese ma ci anche carni insolite come l’entrecote di bisonte texano, il filetto di cammello, di canguro, di renna, di zebra, di struzzo (solo per citarne qualcuna). Insomma avrete capito che qui c’è solo l’imbarazzo della scelta e i “meat lovers” hanno di che divertirsi.
Da bere una minerale e due calici di Falerno del Massico di Moio, ottenuto da uve 100 % primitivo, un rosso delicato ma corposo con sentori di frutti rossi, con una bella nota minerale e dal gusto pieno. Sempre una certezza.

Falerno del massico di Moio
Falerno del Massico di Moio

 Cominciamo con un antipasto che prevede 4 proposte molto interessanti…

Antipasto
Antipasto

 C’è una parmigiana di melanzane con crema di provola e San Marzano, deliziosa.

Parmigianina di melanzane con crema di provola e San Marzano
Parmigianina di melanzane con crema di provola e San Marzano

Un bon bon di ricotta di bufala in tempura allo zafferano, spettacolare, delicata, fritto non unto e asciutto e bella la nota aromatica data dalla tempura allo zafferano.

Ricotta di bufala in tempura allo zafferano
Ricotta di bufala in tempura allo zafferano

 Una elegante e suadente sfera di riso venere con crema e granella di pistacchi.

Sfera di riso venere con granella e crema di pistacchi
Sfera di riso venere con granella e crema di pistacchi

E una frittatina fatta con uova di quaglia, broccoli e porcini nappata con una crema di fagioli e tartufo. Eccezionale.

Frittatina di uovo di quaglia con broccoli porcini e una crema di fagioli e tartufo
Frittatina di uovo di quaglia con broccoli porcini e una crema di fagioli e tartufo

Avevo voglia anche di una degustazione di formaggi, ed eccoli! Pecorini stagionati, due sono allo zafferano, uno al pepe verde, e due sono formaggi di latte vaccino.

Degustazione di formaggi
Degustazione di formaggi

 Siamo partiti alla grande, ma le sorprese non finiscono qui. Prendiamo due primi, uno più buono dell’altro. Un piatto di panciotti con provola e melanzane con salsa allo zafferano. Divini. Ottimi i panciotti di pasta fresca sorprendente, morbida e delicata la salsa allo zafferano per un grande primo piatto. Qui lo chef Stefano Borrelli si è superato.

Panciotti con provola e melanzane in salsa allo zafferano
Panciotti con provola e melanzane in salsa allo zafferano

Non da meno l’altro primo che abbiamo degustato: fagottini con gorgonzola e noci. Che buona quella cremina di gorgonzola! Suadente, profumata, avvolgente. Davvero un gran piatto.

Fagottini con gorgonzola e noci
Fagottini con gorgonzola e noci

Visto che siamo da Bocca di Bacco che è un vero “tempio della carne”, possiamo esimerci dal gustare un secondo di carne? Certo che no. La nostra scelta cade su una manzetta prussiana alla brace. Che spettacolo. La carne è saporita, morbida con un’ottima marezzatura (la parte grassa) che la rende tenera (si taglia come il burro).

Manzetta prussiana
Manzetta prussiana

Accompagniamo la carne con delle ottime patate (tagliate fresche) al forno.

Patate al forno
Patate al forno

Saltiamo il dolce, prendiamo due amari e chiediamo il conto. Paghiamo per il nostro pranzo poco più di 40 euro a persona. Rapporto qualità – prezzo corretto soprattutto se consideriamo la grande qualità dei prodotti e delle materie prime utilizzate e la carne che è eccezionale.

Bocca di Bacco a Cimitile si conferma alla grande. Negli anni fin dalle prime nostre visite, abbiamo visto crescere e affermarsi questo locale che oggi è un punto di riferimento assoluto per chi ama la buona cucina e soprattutto la carne. Qui i “meat lovers”, gli amanti della carne hanno davvero di che divertirsi, c’è l’imbarazzo della scelta con i migliori tagli italiani e stranieri, le migliori carni selezionate e la proposta di cucina non è da meno grazie alla bravura dello chef Stefano Borrelli, grande talento capace di presentare piatti con la giusta creatività avvalendosi di un’ottima tecnica di base. Qui alla Bocca di Bacco si fa sempre centro. Complimenti a Onofrio Dennetta che nel tempo porta avanti con grande passione e competenza questa bella storia. Buona la carta dei vini, il servizio è veloce e professionale. Rapporto qualità –prezzo adeguato al tipo di proposta gastronomica. Da non perdere. Garantiamo noi

 
Bocca di Bacco
Via Croce n.15
Cimitile (Na)
Tel. 320 888 1306
Visita il sito web della Bocca di Bacco

Giovedì, 06 Febbraio 2020 13:58

Mirù Cantina Nova. Frattamaggiore (Na)

Siamo a Frattamaggiore, città che da un po’ di anni vive un fermento importante per quello che riguarda il settore food con locali interessanti, alcuni davvero degni di nota. Qui c’è un indirizzo imperdibile, un piccolo compendio di ottima cucina e accoglienza: Mirù Canina Nova. Ci siamo già passati qualche anno fa ed eccoci tornati.

Mirù Cantina Nova Frattamaggiore Na
Mirù Cantina Nova Frattamaggiore 

E’ un bel Sabato sera e noi abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo. Parcheggiamo l’auto in strada a pochi metri dal locale, arriviamo. Entrando c’è una sorta di ingresso con salottino, a sinistra si accede in una grande sala divisa in due ambienti, (il secondo più piccolo) con tante bottiglie di vino come se fossimo in un’enoteca, domina il legno. Anche le sedie sono di legno, la mise en place semplice ma d’effetto con le tovaglie che rimandano alle vecchie osterie di paese. Pavimenti in cotto e una luce non eccessiva creano un’atmosfera calda, invitante. Un luogo semplice che sembra accogliere il cliente come l’abbraccio di una mamma. 

Ci saranno una quarantina di posti a sedere. Insomma ci sono tutti gli ingredienti per trascorrere una piacevole serata.
Ma veniamo a quello che ci (e vi) interessa di più ossia la proposta gastronomica. Da Mirù Cantina Nova non c’è di solito il menù alla carta, questo per un motivo ben preciso. Qui la cucina è espressa e cambia di continuo in base alla disponibilità e stagionalità dei prodotti e a quello che il mercato giornaliero offre.
Il bravo Giovanni (che coordina la sala) è una sorta di menù parlante e ci illustra le proposte del giorno. Gli antipasti, in particolare l’antipasto Mirù (tapas in chiave partenopea), poi tre primi, i secondi: stoccafisso, baccalà e la carne, e poi i contorni e i dolci.
Da bere optiamo per due calici di Kajanero dell’Azienda Agricola Vestini Campagnano, un rosso ben strutturato, con sentori di frutti rossi e spezie. Morbido, rotondo e con una buona personalità. Sarà lui ad accompagnare la nostra cena.

Kajanero di Vestini Campagnano
Kajanero di Vestini Campagnano

Decidiamo di cominciare con due antipasti di Mirù: in pratica sono cinque proposte, una sorta di “tapas” ma rivisitate con gli ingredienti e i prodotti del territorio.

Antipasto
Antipasto

Ecco una straordinaria e delicata polentina fritta con mousse di mortadella (che goduria) e fonduta di provolone. Una piccola poesia di sapori, complimenti.

Polenta fritta con mousse di mortadella e fonduta di provolone
Polenta fritta con mousse di mortadella e fonduta di provolone

Un involtino di verza ripiena con la stessa verza e la salsiccia. Sempre un ottimo connubio.

Verza ripiena
Verza ripiena

Una commovente polpettina di baccalà su salsa di pomodori, capperi e olive. Ammetto che abbiamo ceduto alla scarpetta (quando il dovere chiama…).

Polpettina di baccalà su salsa di pomodoro olive e capperi
Polpettina di baccalà su salsa di pomodoro olive e capperi

Un tocchetto di gateau di patate. Un classico della cucina partenopea ma eseguito alla perfezione.

Gateau di patate
Gateau di patate

E infine una lasagnetta con salsiccia sbriciolata, friarielli e provola. Altro classico della cucina napoletana: salsiccia e friarielli è un binomio vincente, questa lasagnetta è stata un’apoteosi di gusto.

Lasagnetta con salsiccia e friarielli
Lasagnetta con salsiccia e friarielli

L’antipasto ci ha colpito per la varietà e per la qualità delle materie prime. Ogni proposta è realizzata con prodotti del territorio perfettamente cucinati. Tutto eccellente, ma quella polentina fritta con mousse di mortadella, quella polpettina di baccalà su quel sugo peccaminoso e profumato e quella lasagnetta salsiccia friarielli e provola me le sognerò di sicuro stanotte.

Decidiamo di provare due primi. Un risotto con vellutata di zucca, funghi porcini, riduzione e polvere di caffè. Decisamente interessante, riso mantecato alla perfezione. Sorprendente l’abbinamento della dolcezza della zucca con il sapore più marcato dei porcini. La chicca è la riduzione e la polvere di caffè che gli donano una spinta maggiore. Tocco gourmet ma che ci sta benissimo.

Risotto con vellutata di zucca porcini e riduzione e polvere di caffè
Risotto con vellutata di zucca porcini e riduzione e polvere di caffè

Ma la vetta più alta a parer mio la raggiungiamo con i tubettoni lardiati su crema di fagioli borlotti e pecorino bruciato. Da tempo non mangiavo un primo piatto così buono: perfetta la cottura della pasta, avvolgente, suadente, meravigliosa la crema di fagioli borlotti con un tocco lievemente piccante, il dolce della crema di fagioli viene equilibrato dalla nota sapida ma al contempo lievemente affumicata del pecorino bruciato. Un piatto con un equilibrio di sapori unico, che nella sua semplicità mi ha stregato. Fantastico. Provatelo e capirete perché sono rimasto così colpito.

Tubettoni lardiati su crema di fagioli borlotti e pecorino bruciato
Tubettoni lardiati su crema di fagioli borlotti e pecorino bruciato

Intanto passa a salutarci Michele D’Ambra titolare (insieme allo chef Ruggiero Ganzerli) di Mirù. Ci racconta come è nato questo ristorante e anche tante altre i dee e progetti in cantiere. Michele è preparato, gentile, appassionato. Un vero imprenditore della ristorazione con un piccolo grande segreto: la passione. Si vede da un miglio lontano che questo è il suo mondo e che ama il suo lavoro.

Prendiamo anche un secondo. Qui si opta per un classico: stoccafisso con pomodori olive e capperi. Un piatto che ho ordinato perché mi ricorda la cucina della mia cara mamma Ada. Amava farlo anche lei e lo adorava. Devo dire che mi sono emozionato gustandolo ripensando anche a mamma. Stoccafisso selezionato e di grande qualità, eccezionale.

Stoccafisso con pomodoro olive e capperi
Stoccafisso con pomodoro olive e capperi

Come contorno prendiamo delle chips di patate fresche tagliate e fritte al momento.

Patate fritte
Patate fritte

Passa a salutarci anche lo chef Ruggiero Ganzerli, loquace, verace, vulcanico, simpatico. Uno chef che ha cominciato da autodidatta, formandosi nel tempo e diventando a parer mio fenomenale. Gli faccio i complimenti perché ho mangiato divinamente. E quando mangi bene e stai bene in un posto, ti viene subito voglia di tornarci. 

Saremmo sazi ma che sarebbe la vita senza un po’ di dolcezza? E allora vai col dessert. Intanto ci offrono un assaggio di ricotta e pera scomposta: in pratica una lingua di gatto al pistacchio con una deliziosa crema di ricotta e riduzione di pera. Very good.

Ricotta e pera scomposta
Ricotta e pera scomposta

E ordiniamo una crostata con crema pasticcera e frutti di bosco. Molto buona anche questa.

Crostata con crema pasticcera e frutti di bosco
Crostata con crema pasticcera e frutti di bosco

Prendiamo due amari (immancabili) e chiediamo il conto. Paghiamo 80 euro in due. Rapporto qualità prezzo corretto.

Mirù Cantina Nova a Frattamaggiore rappresenta una certezza. Qui trovi una cucina semplice come concetto ma eccezionale. Lo chef Ruggiero Ganzerli è a parer mio un fuoriclasse, riesce come pochi ad elevare e valorizzare i fantastici prodotti del territorio. La sua è una cucina espressa che segue la stagionalità, la freschezza e la reperibilità delle materie prime. Ho trovato tutto ottimo, memorabili i tubettoni che ho provato. Ritornerò anche per gustare la sua pasta e patate (pare sia paradisiaca) fatta come tradizione vuole con la crosta del parmigiano. Buona e fornita la carta dei vini. Una menzione poi va al servizio rapido e professionale e a Giovanni (sorridente e preparato) ottimo responsabile di sala e capace di spiegare tutte le proposte nel dettaglio e mettere sempre il cliente a proprio agio. Corretto il rapporto qualità – prezzo.
Da Mirù Cantina Nova si mangia bene, e non ti stancherai mai di andarci perché il menù cambia continuamente. Un indirizzo da provare, provare, provare e riprovare ancora. Garantiamo noi. Rivelazione.

 

Mirù Cantina Nova
Via Padre Mario Vergara n.216
Frattamaggiore (Na)
Tel. 081 19255529
Visita la pagina Fb di Mirù Cantina Nova

Domenica, 02 Febbraio 2020 16:54

Osteria Summa Terra. Somma Vesuviana (Na)

Nel nostro viaggio alla ricerca degli indirizzi da non perdere siamo a Somma Vesuviana, senza ombra di dubbio è uno dei comuni più interessanti di tutta l’area vesuviana. Somma ha origini molto antiche (da queste parti pare sia morto l’Imperatore Cesare Augusto) ed è un comune che mantiene orgogliosamente vive tradizioni contadine che resistono al tempo. Abbiamo scelto per cena l’Osteria Summa Terra.

Osteria Summa Terra Particolare sala interna
Particolare sala interna

Siamo proprio accanto alla bella Chiesa (e al complesso Monumentale) di Santa Maria del Pozzo, un vero gioiello architettonico. Qui trovare posto per l’auto non sarà mai un problema (c’è spazio e parcheggio a volontà). La prima cosa che colpisce dell’ Osteria Summa Terra è la location: siamo in pratica all’interno del Museo della Civiltà Contadina “Michele Russo”, uno spazio suggestivo dove ci si immerge nelle antiche tradizioni rurali e contadine potendo ammirare oggetti e utensili antichi legati al nobile lavoro nei campi. Un luogo che ha qualcosa di ancestrale e che colpisce il visitatore trasportandolo in una realtà antica e sincera. Due sale interne e tanto spazio esterno (immaginiamo sia piacevole pranzare con la bella stagione all’aperto). Alle pareti oggetti e utensili di vita contadina. Arredo semplice ma curato, nel complesso un’atmosfera calda e accogliente.

Osteria Summa Terra Sala interna
Osteria Summa Terra Sala interna

Solito sguardo al menù e alla proposta gastronomica. Un vero trionfo della cucina contadina e del territorio: verdure, prodotti del territorio (molti presidi slow food) e chiaramente sua maestà il baccalà, del resto siamo a Somma Vesuviana la patria del baccalà. L’Osteria aderisce all’alleanza Slow food dei cuochi il cui impegno primario è garantire l’uso in cucina di materie prime di qualità, raccontare l’origine dei prodotti e dei produttori. Si può ordinare a la carte ma c’è anche la possibilità di scegliere un menù tutto dedicato al baccalà. Noi ordiniamo “a la carte”. Da bere prendiamo una minerale e una bottiglia di Ponte Pellegrino Pallagrello Nero Terre del Volturno IGP, un discreto rosso di buon corpo e bella nota fruttata.

Ponte Pellegrino Pallagrello Nero Terre del Volturno IGP
Ponte Pellegrino Pallagrello Nero Terre del Volturno IGP

Intanto ci arriva il pane di San Sebastiano al Vesuvio fatto con il criscito, ossia acqua, farina e parte dell’impasto delle precedenti infornate, lasciato a fermentare per oltre dieci ore. Un pane spettacolare..

Pane di San Sebastiano al Vesuvio
Pane di San Sebastiano al Vesuvio

Optiamo come antipasto per un percorso degustazione di baccalà in cotture e abbinamenti diversi. Si comincia con tartare di baccalà al lime con una ganache di albicocche “pellecchiella”e brodo di polpo. Fresco, suadente, aromatico, buonissimo con il pepe rosa in grani che ben si sposava con il sapore delicato e sapido del baccalà, sorprendente l'abbinamento con l'albicocca pellecchiella. Ottimo inizio…

Tartare di baccalà
Tartare di baccalà

L’antipasto prosegue con una proposta spettacolare: baccalà scottato con crema di peperoni arrostiti, polvere di olive, crena di latte e pancetta croccante. Ho trovato questa proposta incredibile, buonissimo il baccalà, compatto, sapido, perfetto l’abbinamento con la crema di peperoni e la polvere di olive, intrigante la nota croccante della pancetta.

 Baccalà scottato con crema di peperoni arrostiti polvere di olive crema di latte e pancetta
Baccalà scottato con crema di peperoni arrostiti polvere di olive crema di latte e pancetta

Non poteva mancare poi il baccalà fritto proposto su su crema di zucca, chips di carote e cacao. Frittura non unta, asciutta, interessante l’abbinamento con il sentore dolce della crema di zucca.

Baccalà fritto su vellutata di zucca e chips di carota
Baccalà fritto su vellutata di zucca e chips di carota

L’antipasto tutto a base di baccalà ci ha convinto. Abbiamo trovato un’ottima materia prima, di ottima qualità il baccalà cucinato e preparato a dovere in proposte non banali e decisamente interessanti. Complimenti.
La nostra serata prosegue alla grande. Ecco i primi, due piatti di candele con ragù alla genovese di cipolla ramata di Montoro, polpo e pomodoro secco. Le candele non spezzate vengono servite intere e sono belle anche da vedere. Buonissima la genovese.

Candele con ragù alla genovese di cipolla ramata di Montoro e polpo
Candele con ragù alla genovese di cipolla ramata di Montoro e polpo

L’altro piatto sono le eliche con crema di carciofi, pancetta e olio alla menta. Anche queste sono notevoli, delicata la crema di carciofi, interessante il connubio con la pancetta, profumato l’olio aromatizzato alla menta. Un gran bel primo piatto.

Eliche con crema di carciofi pancetta e olio alla menta
Eliche con crema di carciofi pancetta e olio alla menta

La nostra cena prosegue piacevolmente, intanto abbiamo preso anche due secondi: un calamaro con scarole e crema di latte. Molto buono.

Calamaro scottato con scarole e crema di latte
Calamaro scottato con scarole e crema di latte

E un commovente baccalà fritto con pastella al nero di seppia su una vellutata di carote con olive e capperi. Di ottima fattura il baccalà preparato a regola d’arte.

Baccalà in pastella di nero di seppia
Baccalà in pastella di nero di seppia

Siamo sazi e nostro malgrado siamo costretti a saltare il dolce. Prendiamo due amari e chiediamo il conto. Paghiamo in tre 32 euro a persona. Molto buono il rapporto qualità - prezzo.

L’Osteria Summa Terra a Somma Vesuviana vale certamente la visita. La location è caratteristica, calda e suggestiva. La struttura è adiacente alla bellissima Chiesa e al complesso monastico e monumentale di Santa Maria del Pozzo ed è inserita in pratica del Museo della Civiltà Contadina “Michele Russo”. La cucina è un vero trionfo del territorio vesuviano e campano: tradizioni contadine con prodotti di eccellenza (molti presidi slow food come la papaccella riccia tanto per citarne uno) e naturalmente il baccalà che da queste parti è il Re incontrastato. Uno dei loro punti di forza è la valorizzazione di piccoli e validi produttori locali con cui c’è un legame forte e diretto. Una cucina semplice ma di buon livello che in certo senso valorizza il rapporto con questa terra. Le proposte sono interessanti e ben presentate (ottimo davvero il baccalà). Il personale è gentile e garbato, buono il rapporto qualità prezzo, sicuramente da potenziare la carta dei vini. Nel complesso questo è un indirizzo molto interessante da consigliare e visitare. Parola dei Templari del Gusto. 

N.B. Attenzione l'Osteria Summa Terra è aperta il Giovedi a cena, il Venerdì a cena, il Sabato a pranzo e cena e la Domenica a pranzo.

 

Osteria Summa Terra
Piazza Santa Maria del Pozzo 1
Somma Vesuviana (Na)
Tel. 081 5318496
Visita il sito web dell’Osteria Summa Terra

Il bravissimo chef Gianpaolo Zoccola di Dimora Nannina a San Cipriano Picentino (Sa) ci regala la ricetta di un bel primo piatto che vi darà grande soddisfazione: gnocchi di patate con frutti di mare e datterini gialli. Vediamo come si preparano.

Ingredienti per 4 persone: 

Per gli gnocchi:

- 1 kg di patate lesse
- 200 gr di semola
- 1 uovo
- Sale e pepe q.b.

Per il condimento:

- 1 kg di frutti di mare (vongole, cozze, fasolari, cannolicchi)
- 250 gr di pomodorini datterini gialli
- Olio EVO
- Sale e Pepe q.b.
- Pomodorini del piennolo
- Uno spicchio di aglio
- Prezzemolo tritato finemente q.b. 

N.B. Zeste di limone (facoltativo)

Procedimento:

Preparare gli gnocchi impastando in una ciotola le patate lesse fredde, la semola, l'uovo e il sale, ottenendo così un impasto liscio. Farlo riposare per qualche minuto e successivamente formare prima dei bastoncini e poi delle "chicche" di patate.
In una padella a parte soffriggere lo spicchio di aglio nell'olio, calare i frutti di mare (dopo averli spurgati) e allungare con un mezzo mestolo di acqua. A parte tenere già pronti i datterini gialli, facendo la medesima operazione: aglio, olio, datterino giallo e un pizzico di sale.
Sgusciare quindi i frutti di mare, filtrare il sughetto e unire alla padella il datterino giallo, il prezzemolo fresco tritato finemente e cuocere gli gnocchi in abbondante acqua bollente salata. Una volta cotti scolare gli gnocchi ed amalgamare al nostro sugo facendo mantecae per bene. Mi piace in questo piatto dare un po’ di freschezza aggiungendo qualche "zeste" di limone. Impattare quindi, a piacere decorare con qualche pomodorino rosso precedentemente appassito al forno. Il piatto è pronto.

 

Dimora Nannina
Via Tora di Filetta, n.34
San Cipriano Picentino (Sa)
Tel. 349 234 6703
Visita la pagina facebook di Dimora Nannina

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