Giovedì, 21 Febbraio 2019 20:54

La Cantina di Ciccillo. Gaeta (Lt)

Nel cuore della Gaeta Medievale una tappa da non perdere.

Siamo nella splendida Gaeta e trascorriamo la serata a spasso tra lungomare e centro storico, visto che si è fatta quasi ora di cena decidiamo di rimanere in zona e scegliamo di fermarci alla Cantina di Ciccillo, posticino che abbiamo visitato già tempo fa, ci siamo tornati. Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo per quattro. Arriviamo intorno alle 20.30. Siamo nel cuore della Gaeta medievale in un caratteristico vicoletto che si trova proprio tra la Cattedrale (quasi sotto il campanile) e il lungomare. Veniamo accolti con garbo, ci accompagnano al nostro tavolo.

La Cantina di Ciccillo. Gaeta Lt IngressoLa Cantina di Ciccillo. Gaeta (Lt) - Ingresso

Il locale dentro è davvero notevole, bellissima la struttura e la particolarità della cantina (la parte più antica) costruita all’interno di mura medievali e addirittura sopra una’antica cisterna romana, ben visibile e dove ancora oggi arriva l’acqua piovana proveniente dalle montagne presenti di fronte alla Cattedrale. Grazie ad alcune zone del pavimento (trasparenti) la cisterna con l’acqua è ben visibile. La famiglia Vagnati è proprietaria di questa cantina dal 1837, e negli anni veniva usata per produrre olio e vino a livello amatoriale.

La Cantina di Ciccillo LAcqua nelle antiche cisterne romaneLa Cantina di Ciccillo - L' Acqua nelle antiche cisterne romane

La Cantina di Ciccillo oggi è un ristorante – enoteca curato e suggestivo, si compone di due ambienti, ben arredati, il moderno e l’antico si sposano alla perfezione. Nella sala dove ci accomodiamo noi domina la pietra a vista, c’è il pavimento in legno, e poi un bellissimo torchio antico per l’olio in pietra . Insomma la location è davvero bella e l’atmosfera particolare.

La Cantina di Ciccillo Particolare sala internaLa Cantina di Ciccillo - Particolare sala interna

Diamo un’occhiata al menù. Le proposte di mare e di terra sono interessanti. Ci colpisce la scelta di puntare su poche pietanze in carta (cinque antipasti di mare, tre di terra, quattro primi, quattro secondi di mare, quattro di terra, stop), c’è anche una piccola ma curata carta dei vini. Da bere ordiniamo una minerale e una bottiglia di Propizio IGP dell’Azienda agricola biologica Donato Giangirolami, con 100 % di uve grechetto. Si è rivelata un’ottima scelta, di un bel giallo paglierino, con interessanti note fruttate e minerali.
Arriva anche del buon pane locale. Ci portano delle meravigliose olive (of course siamo a Gaeta).

Olive di GaetaOlive di Gaeta

Decidiamo di prendere come antipasto la mitica tiella gaetana: due tranci di mare (con ripieno di scarola e baccalà, e polpo) e due di terra (con zucchine e provola, l’altra con le melanzane). Se siete a Gaeta la tiella non può mancare …

Tielle di GaetaTiella di Gaeta

Poi due antipasti denominati “prelibatezze di mare”, con insalata di polpo e seppioline, calamari ripieni, rana pescatrice alle erbe, salmone marinato a secco con agrumi, pesce spada marinato e frittatina di “cicinielli”.

Prelibatezze di marePrelibatezze di mare

La nostra cena scorre via piacevolmente, ordiniamo una seconda bottiglia di Propizio IGP grechetto 100 % dell’azienda Donato Giangirolami. Prendiamo quattro primi due piatti di conchiglioni ripieni di baccalà con vellutata di piselli. Primo piatto interessante, abbiamo trovato azzeccato ed equilibrato l’abbinamento del baccalà sapido il giusto con la dolcezza della vellutata di piselli.

Conchiglioni ripieni di baccal con vellutata di piselliConchiglioni ripieni di baccalà con vellutata di piselli

E due piatti di tonnarelli alla Ciccillo, uno dei piatti simbolo della Cantina, con gamberi, granchi, scampi, mazzancolle e pomodorini del piennolo. Un sapore che è difficile da descrivere.

Tonnarelli alla CiccilloTonnarelli alla Ciccillo

Siamo sazi, nostro malgrado saltiamo il secondo ma non possiamo esimerci dal chiudere la nostra cena in dolcezza: optiamo per una deliziosa caprese servita con una mousse di frutti rossi.
La caprese era notevole, a chiudere la nostra cena, un caffè e tre amari.

Caprese con mousse ai frutti di boscoCaprese con mousse ai frutti di bosco

Chiediamo il conto e paghiamo in quattro in totale 150 euro (26 euro la spesa per il vino), il che significa in pratica sui 30 euro a persona. Buono il rapporto qualità – prezzo, direi onesto e giusto. Prima di congedarci salutiamo lo chef e la gentile Lucia.

La Cantina di Ciccillo per noi è stata una piacevole conferma, ci eravamo già stati un paio di anni fa e siamo tornati, proprio nel cuore della Gaeta medievale troverete un locale curato, raffinato ma nel contempo accogliente e non impegnativo, una buona cucina con ottime materie prime, pesce freschissimo, una curata carta dei vini e il personale in sala attento e disponibile. Insomma merita davvero la visita. Buono anche il rapporto qualità – prezzo. Consigliato senza se e senza ma. Parola dei Templari del Gusto!

 

La Cantina di Ciccillo
Vico Gaetani n. 22
Gaeta (Lt)
Tel. 0771 740749
Visita il sito web della Cantina di Ciccillo

Pubblicato in Lazio
Martedì, 12 Febbraio 2019 08:51

Mamma Elena. San Giuseppe Vesuviano (Na)

Siamo a San Giuseppe Vesuviano, a pochi km da Napoli, zona vesuviana quindi, un territorio ricco di tradizioni gastronomiche. Qui da poco più di un anno c’è un indirizzo davvero interessante dove trovare una cucina di mare di assoluto livello: Mamma Elena.
Arrivare da Mamma Elena non è complicato, altro vantaggio è il comodo parcheggio custodito del locale che si trova ad una trentina di metri dal ristorante. Sistemata l’auto ci accomodiamo, ci accompagnano al nostro tavolo (prenotato per tempo). A proposito amici, vi consigliamo soprattutto nel weekend di prenotare con anticipo per avere la certezza di trovare posto. Il ristorante è molto luminoso, predomina il bianco, un solo grande ambiente, arredi essenziali ma di design, gradevole la mise en place.
Da bere prendiamo una minerale e due calici di Grechetto umbro.
Il loro benvenuto è intrigante: sfera di tonno (leggasi polpettina) alla pizzaiola. Rassicurante, gustosa. Eccellente incipit.

Sfera di tonno alla pizzaiolaSfera di tonno alla pizzaiola

Poi prendiamo gli antipasti. Optiamo per la fresella di mare: un’innovativa rivisitazione della fresella, ridotta in crema (una sorta di spuma di fresella e pomodoro), su questa base ci sono tartare di tonno, pezzettini di alici marinate, scarole ricce e maionese di olive. Una proposta sorprendente, piatto interessantissimo, che dona un senso di freschezza e che ci fa già pensare all’Estate.

Fresella di mareFresella di mare

A seguire delle mazzancolle in tempura marinate con soia e zenzero e maionese mojito. Fantastiche le mazzancolle, delicate, morbide generosamente panate e azzeccatissimo l’accostamento con la mayo mojito.

Tempura di mazzancolleMazzancolle in tempura

Chiudiamo la serie di antipasti con una Milanese di Tonno Tataki con cremoso di zucca e foglie fresche. Noi lo ammettiamo abbiamo un debole per il tonno, qui il piatto è ben eseguito e abbiamo trovato ottima la materia prima. Davvero eccellente.

Milanese di tonno TatakiMilanese di tonno Tataki

La nostra cena scorre via piacevolmente. Tra i tavoli passa Gioacchino Vorraro (alias Francesco) che si assicura che tutto vada bene e non lesina consigli e spiegazioni di piatti, cotture e abbinamenti.
E’ il momento dei primi abbiamo preso un piatto di spaghetti con crema di friarielli, lupini e tarallo napoletano sbriciolato. Perfetta la cottura della pasta, gustosa la crema di friarielli che ben si legava ai lupini (che sapore! ), interessante la nota croccante donata dallo sbriciolo di tarallo napoletano. Davvero un gran primo piatto.

Spaghetti con crema di friarielli lupini e tarallo napoletanoSpaghetti con crema di friarielli lupini e tarallo napoletano

Se possibile il top lo raggiungiamo con le candele (del pastificio Vicidomini) con la genolvese di “polpessa”. Delicatissima, equilibrata, perfetta la cottura lunga e sapiente delle cipolle, meraviglioso poi il sapore del polpo, morbido e giustamente sapido. Un piatto che da solo vale già la visita da Mamma Elena. Chapeau!

Candele alla Genovese di polpoCandele alla Genovese di polpessa

Siamo sazi, decidiamo (nostro malgrado di saltare il secondo) e ci tuffiamo sui dessert. Scegliamo un buonissimo Tiramisù dello chef, fatto a regola d’arte.

TiramisùTiramisù

Due caffè e ci offrono due biscottini con mousse di nocciola e cuore di lampone.

Biscottini con mousse di nocciola con cuore di lamponeBiscottini con mousse di nocciola con cuore di lampone



Chiediamo il conto e paghiamo per la nostra cena 75 euro in due. Rapporto qualità prezzo corretto, costo adeguato alla grande qualità della materia prima e al livello delle proposte.

Mamma Elena a San Giuseppe Vesuviano non è un semplice ristorante, è molto di più. E’ il sogno realizzato da due fratelli: Fabio e Gioacchino (detto Francesco) Vorraro. Due ragazzi che hanno aperto un ristorante dedicato alla loro mamma (Elena appunto) che ha trasmesso ad entrambi l’amore per la cucina, dopo aver fatto percorsi individuali i due fratelli si sono ritrovati per dare corpo a questo progetto nato per offrire ai clienti una sapiente cucina di mare, realizzata con una certosina scelta della materia prima e in grado di coniugare la tradizione vesuviana e il pesce sempre fresco. Fabio e Gioacchino in cucina sono davvero all’altezza della situazione. La cucina di Mamma Elena è una cucina prevalentemente di mare (non mancano però anche proposte di terra tutte nel solco della tradizione vesuviana). Tradizione e spunti di innovazione si coniugano alla perfezione. Impeccabile il servizio. Il conto è adeguato al tipo di cucina proposta. Se volete mangiare una grande cucina di mare nell’area vesuviana questo è l’indirizzo giusto. Garantiamo noi.

Mamma Elena
Via Nuova Poggiomarino, n.62
San Giuseppe Vesuviano (Na)
Tel. 081 827 3515
Visita la pagina Fb di Mamma Elena 

Pubblicato in Campania
Giovedì, 17 Gennaio 2019 08:36

La Casa di Ninetta. Napoli

Ci sono luoghi che hanno un’ancestrale forza, quasi un’anima che ti riporta all’essenza stessa di un posto o di una città. La Casa di Ninetta a Napoli è tutto questo. il locale prende il nome da un monologo teatrale della grande Lina Sastri (sorella del patron Carmelo) e dedicato alla mamma Ninetta. La Casa di Ninetta non è un semplice ristorante ma qualcosa di più, è un inno alla cucina napoletana della tradizione, un ambiente più unico che raro, un un’emozione legata alla cultura partenopea. Siamo a pochi passi dal lungomare di Napoli, da Via Partenope in Via Niccolò Tommaseo. Dopo aver prenotato il nostro tavolo, arriviamo intorno alle 21.30 e veniamo accolti con garbo ed estrema gentilezza.

La Casa di Ninetta. Napoli - particolare della sala interna La Casa di Ninetta. Napoli - Particolare della sala interna - © I Templari del Gusto

L’interno è meraviglioso, lo sguardo amorevole e discreto del padrone di casa Carmelo Sastri accompagna gli ospiti. il locale è disposto su due livelli, quello inferiore in particolare è un assoluto gioiello, legno dovunque, tantissimi oggetti di antiquariato (alcuni di gran pregio), quadri, stampe, specchi, lampade antiche, un’illuminazione accattivante, libri e volumi antichi in vista. Un interno napoletano antico di gran pregio e capace di regalare emozione ed un senso di assoluta familiarità e ospitalità.

La Casa di Ninetta. Napoli - Un angolo del locale La Casa di Ninetta. Napoli - Un angolo del locale - © I Templari del Gusto

Il menù rispecchia la filosofia del locale, ossia riproporre le ricette della cucina napoletana della tradizione, quelle che Carmelo Sastri ha riproposto attingendo ai ricordi di famiglia, alle ricette di nonna Emilia e mamma Anna (Ninetta appunto), donne dell’800 custodi di quelle ricette.
E allora il menù semplice nella sua stesura prevede poche proposte ma tutte legate alla tradizione partenopea, tra cui la mozzarella impanata, il “cuoppo”, il ciurillo in pastella, la parmigiana, e quelli di mare dalle alici fritte, al misto marinato, dai bianchetti al limone al polpo. Poi i primi della tradizione come la imperdibile genovese, la pasta e patate con provola, gli scialatielli ai frutti di mare, gli ziti alla mammà con il ragù e la ricotta. E i secondi di carne (imperdibili le polpette o il tris di carne al ragù) e pesce (da non perdere la spigola fritta al sale e il baccalà fritto).
Da bere una minerale e un buon aglianico. Noi optiamo per un antipasto mo vec’ io, un misto di terra e mare. Bruschettine con pomodorini e mozzarelline di bufala, stuzzicanti ….

BruschetteBruschette - © I Templari del Gusto

Un fritto all’italiana con pizzelle di alghe, crocchè e arancini. Un classico….

Fritto all'italianaFritto all'italiana - © I Templari del Gusto

>E poi le proposte di mare, un misto marinato di alici e pesce spada ….

Misto marinatoMisto marinato - © I Templari del Gusto

Bianchetti al limone, da parecchio non li mangiavo e devo dire che è stato piacevole ritrovarli …

Bianchetti al limoneBianchetti al limone - © I Templari del Gusto

>Alici fritte (davvero molto buone, fritto non unto) e un baccalà fritto commovente, morbido, gustoso. Chapeau!

Alici e baccalà frittoAlici e baccalà fritto - © I Templari del Gusto

Ci tuffiamo su due primi, ordiniamo ziti alla genovese. E che genovese amici ! Quella della tradizione, una delle migliori espressioni della cucina partenopea. Questa della Casa di Ninetta è profumata, gustosa, morbida, avvolgente, dal profumo intenso. Una delle migliori mai mangiate in città. Da provare.

Ziti alla Genovese Ziti alla Genovese - © I Templari del Gusto

Ecco l’altro primo piatto: perciatelli alle melanzane. Pasta fatta a mano simile agli scialatielli, sugo con pomodorini e le melanzane fritte, a legare il tutto la provola, anche questo primo è stato ottimo. Siamo davvero soddisfatti.

Perciatelli alle melanzane Perciatelli alle melanzane - © I Templari del Gusto

Siamo sazi e nostro malgrado saltiamo il secondo, ci ripromettiamo comunque di tornare per provare il loro ragù (altro must della tradizione), le polpette e la carne.
Passiamo direttamente al dolce, prendiamo un tiramisù, eccezionale …..

TiramisùTiramisù - © I Templari del Gusto

E una caprese perfetta nell’esecuzione e buonissima…

CapreseCaprese - © I Templari del Gusto

Col dolce non può mancare o’ cafè (il caffè), servito nella antica caffettiera napoletana (detta cuccumella).

Caffè nella CuccumellaCaffè nella "cuccumella" - © I Templari del Gusto

Ancora due limoncelli e chiediamo il conto. Paghiamo per la nostra cena 85 euro in due.

La Casa di Ninetta, è una tappa imperdibile a Napoli, il locale trasmette emozioni vere, è un interno napoletano d’autore, arredato con mobili d’epoca, oggetti di antiquariato (alcuni di pregevole fattura), tanti libri, quadri, stampe e lampade. Ambiente intimo e raffinato con un gradevole tocco “d’antan”. La cucina è altrettanto emozionante. Prende il nome da un monologo teatrale scritto della grande Lina Sastri dedicato alla mamma Ninetta. Suo fratello Carmelo Sastri ha voluto riproporre le antiche ricette di nonna Emilia e mamma Ninetta. Qui trovate la tradizionale cucina napoletana. Da non perdere a nostro avviso il ragù (quello napoletano) e una signora genovese (tra le migliori da noi gustate fino ad oggi). Nota di merito anche per il baccalà fritto (da leccarsi i baffi).


La Casa di Ninetta

Via Niccolò Tommaseo n. 11
Napoli
Tel. 081 764 7573
Visita il sito web della Casa di Ninetta

 

Pubblicato in Campania
Sabato, 29 Dicembre 2018 09:00

Amor mio. Brusciano (Na)

E’ un sabato sera freddo ma tutto sommato gradevole, rientrando da Napoli decidiamo di cenare in un posticino che abbiamo già avuto modo di conoscere e provare: il ristorante Amor mio. Abbiamo scoperto la cucina di Vincenzo Toppi più di 6 anni fa e siamo stati forse i primi a parlarvi di questo chef pieno di talento e dalla simpatia contagiosa. Siamo tornati qui con grande piacere ed in cerca di conferme …
Il ristorante si trova a Brusciano, un paese che si trova tra Pomigliano D’arco e l’agro nolano, siamo a pochi Km da Somma Vesuviana. Brusciano è un paese che ha un’antica vocazione agricola, qui un tempo le coltivazioni si trovavano nei pressi di antiche masserie oggi quasi scomparse per via del processo di urbanizzazione, resistono però diversi orti e campagne coltivate (in dialetto le “parule”). Il ristorante Amor mio si trova al centro del paese, ed è facile arrivarci, siamo infatti a pochi metri dalla centralissima via Cucca.
Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo da due. Arriviamo intorno alle 21.30. Veniamo accolti con grande gentilezza. Il locale è come lo ricordavamo, piccolo ma ben curato, molto pulito e il tema dominante ovviamente è l’amore in tutte le sue declinazioni.

Data l’ora l’intento è di non “strafare” ma non abbiamo fatto i conti con lo chef Vincenzo Toppi che ha deciso di “coccolarci” a modo suo.
Intanto ordiniamo da bere una minerale e un Lacryma Christi rosso I Nobili dell’azienda Enodelta, un buon rosso fermo ottenuto da uve aglianico e piedirosso che accompagnerà la nostra cena.

Ordiniamo l’antipasto, qui lo chef ha deciso di sorprenderci. Cominciano le danze…Arrivano due montanare con fagioli alla messicana e salsiccia di cinghiale. Meravigliose, l’impasto perfetto, cresciuto come Dio comanda, il fritto non unto e quei fagioli poi….

Montanare con i fagioli alla messicanaMontanare con i fagioli alla messicana

Ecco altre due montanare con pomodorini del piennolo, provola di Agerola e parmigiano. Chapeau Vincenzo Toppi ! Montanare leggerissime, un fritto delicato come una nuvola.

Montanare con pomodorini del piennolo e provolaMontanare con pomodorini del piennolo e provola

Con un ritmo incalzante ci vengono servite due frittatine di pasta (spaghettini) con all’interno ragù di maialino nero sopra un letto di crema di piselli. Divine …

Frittatine di pasta su vellutata di piselliFrittatine di pasta su vellutata di piselli

Passa a salutarci anche lo chef Vincenzo Toppi che ci promette altre sorprese e infatti … ecco una spugna sifonata con zucca e carote su una base di fonduta di provola affumicata, pancetta al pepe, pasta Kataifi e parmigiano reggiano. Sorprendente..

Spugna sifonata con zucca e carote su fonduta di provola affumicata pancetta al pepe pasta Kataifi e parmigianojpgSpugna sifonata con zucca e carote su fonduta di provola affumicata pancetta al pepe pasta Kataifi e parmigiano

E ancora un tortino di patate a sfoglia con funghi porcini saltati all’erba cipollina su una fonduta di formaggi (tra cui il Castelmagno) con dei ribes, delicata, morbida, profumata. Il tortino fatto con le patate a sfoglia è davvero il top.

Tortino di patate con funghi porcini su fonduta di formaggiTortino di patate con funghi porcini su fonduta di formaggi

La nostra cena va alla grandissima. Pensate sia finita qui? No, affatto amici. Ci viene servita una mousse di ricotta calda amalgamata con del mascarpone, latte cotto di bufala con sbriciolata di tarallo mandorla e pepe e parmigiano reggiano, servita tiepida. Fantastica la sua cremosità e da ricordare il suo sapore delicato.

Mousse di ricotta caldaMousse di ricotta calda

E ancora un timballo di zucchine con ripieno di gateau di patate, provola, sbriciolo di nocciole parmigiano reggiano su letto di pasta Kataifi. 

Timballo di zucchine con ripieno di gateau di patate e provolaTimballo di zucchine con ripieno di gateau di patate e provola

L’antipasto propostoci da Vincenzo Toppi è stato davvero incredibile: vario, con proposte tutte originali che abbinano creatività e tradizione. A dir poco perfetta l’esecuzione e la tecnica di base di ogni portata, a cominciare dalle montanare che non hanno niente da invidiare a quelle delle migliori e più rinomate pizzerie partenopee.

Non possiamo esimerci dal provare uno dei primi di Vincenzo che amiamo: fusilli al ferretto fatti in casa con pomodorini del piennolo e reggiano, un piatto semplice ma dal sapore straordinario. Non ci era mai capitato di assaggiare un sughetto al pomodoro così saporito, dolce al punto giusto, profumato tanto che ci ha quasi costretto alla “scarpetta”, ma credetemi non farlo sarebbe stato un delitto. Questo è stato un primo perfetto. Ogni volta che veniamo qui lo chiediamo sempre. Una goduria allo stato puro.

fusilli al ferretto con pomodorini del piennolofusilli al ferretto con pomodorini del piennolo

E’ passata la mezzanotte, arriva a salutarci lo chef Vincenzo Toppi, con cui ci intratteniamo piacevolmente a chiacchierare. Data l’ora tarda decidiamo di saltare (sigh sigh) il secondo e di passare al dolce, qui dobbiamo aprire un’altra parentesi. I dolci sono preparati dallo stesso chef e non comprati come fanno molti ristoranti. Tutte le proposte di dessert cambiano di giorno in giorno, si tratta di dolci sempre diversi . Noi prendiamo una porzione di torta “rocher” con una base di pan di spagna al cacao, una vagliata al latte, un croccante di nocciole, del cioccolato fondente come ultimo strato e una base di liquore Strega del beneventano. Semplicemente deliziosa. Decidiamo di accompagnare il dessert con 2 grappe barricate.

Torta RocherTorta Rocher

Chiediamo il conto. Per questa cena paghiamo l’equivalente poco meno di 75 euro in due. Diciamo che per un pranzo o una cena media il costo va dai 30 ai 40 euro a persona. E’ chiaro che incide molto nel conto finale anche la scelta del vino.

Il Ristorante Amor Mio è una garanzia. Vincenzo Toppi qui esprime al meglio la sua arte. Troverete un ambiente accogliente, servizio preciso ed efficiente, uno chef fantasioso, preparato e creativo capace di utilizzare al meglio e valorizzare i prodotti del territorio con proposte equilibrate e capaci di sorprendere. Ottime le materie prime utilizzate. Il locale è molto rinomato anche per la carne (torneremo a breve a provarla). Dulcis in fundo (è il caso di dirlo) i dessert, sono incredibili e tutti fatti dallo chef. Buono il rapporto qualità prezzo.
Amor mio è un indirizzo imperdibile. Fateci un salto e ci darete ragione. Provare per credere, garantiamo noi. Complimenti Vincenzo!


Ristorante Amor Mio
Via Giovanni Amendola n. 69
Brusciano (Na)
Tel. 0818862244
Visita il sito web del ristorante Amor Mio

 

Pubblicato in Campania
Giovedì, 13 Dicembre 2018 08:00

Bocca di Bacco. Cimitile (Na)

Facciamo tappa a Cimitile, cittadina dell’agro nolano nota per le Basiliche paleocristiane. Qui c’è il posticino che abbiamo scelto per la nostra cena: Bocca di Bacco. Arrivare qui non è affatto complicato anche se il ristorante si trova in una stradina non visibilissima. Siamo comunque in una zona centrale.
Parcheggiamo l’auto a pochissimi metri dal locale. Entriamo, veniamo accolti con grande garbo, ci accompagnano al nostro tavolo. L’interno è gradevole, curato, volutamente minimal. Sobria la mise en place. Da bere una minerale e due calici di Negroamaro Salento rosso dell’azienda i Buongiorno, un vino persistente, con intriganti sentori di spezie e frutti rossi. Davvero eccellente.

Negramaro dellazienda I BuongiornoNegramaro dell'azienda I Buongiorno


Diamo un’occhiata al menù e decidiamo subito di ordinare un antipasto. Prima ci servono uno stuzzicante benvenuto: bon bon di ricotta con panatura allo zafferano. Deliziosa….

Bon Bon di ricotta con panatura di zafferanoBon Bon di ricotta con panatura di zafferano


Ecco la prima uscita che consiste in tutta una serie di proposte, alcune finger food, ideate dal bravissimo chef Stefano borrelli. Cominciano le danze ci servono uno stracotto di black angus con crema di peperoni, davvero un connubio riuscitissimo, parmigiana all’ortolana con crema di provola (delicatissima), e un commovente gateau di patate con pere e zenzero. Siamo di fronte a proposte originali e ben presentate.

Stracotto di black angus con crema di peperoni parmigiana allortolana con crema di provola e gateau di patate con pere e zenzeroPrima proposta di antipasti 


L’antipasto non finisce certo qui, ci servono un piatto con una frittatina di funghi con emulsione di ortiche, dal sapore deciso e intenso, riso venere con crema di pistacchi (ottimo abbinamento), un morbidissimo flan di carciofi con salvia, e del saporito formaggio in crosta di sesamo e speck. Anche queste proposte ci hanno convinto denotando grande sapienza da parte dello chef. La nostra cena procede alla grande.

Fruttatina di funghi con emulsione di ortiche riso venere con crema di pistacchi flan di carciofi con salvia e formaggio in crosta di sesamo e speckSeconda uscita di antipasti 

Altra sorpresa, arriva un vol-au-vent di polenta bianca dei monti bellunesi macinata a pietra con uno squisito ragù di cinghiale macerato al ginepro. Chapeau!

Vol au vent di polenta con ragù di cinghialeVol au vent di polenta con ragù di cinghiale

Decidiamo di degustare un primo piatto e optiamo per uno dei primi più richiesti: panciotti con melanzane e provola con melanzane e pomodoro San Marzano. Eccellenti…. E che sapore suadente quel sughetto!

Panciotti con provola e melanzana con melanzane e pomodoro San MarzanoPanciotti con provola e melanzana con melanzane e pomodoro San Marzano

Bocca di Bacco è rinomata per la carne, potevamo non assaggiarne un po’? Rimediamo al volo..Decido di gustare un morbidissimo maialino nero casertano aromatizzato alla brace. Da svenimento, la carne era bella compatta, profumata, tenera, con una quantità di grasso un po’ più alta della media ma comunque l’effetto è stato gradevolissimo.

Maialino nero aromatizzato alla braceMaialino nero aromatizzato alla brace

Accompagniamo la carne con delle meravigliose patate al forno.

Patate al fornoPatate al forno

Passa a salutarci al tavolo il padrone di casa Onofrio Dennetta, vero motore della Bocca di Bacco, appassionato, preparato, ci racconta la storia del suo locale che propone una cucina di livello con un’attenzione maniacale in particolare alle carni tutte eccellenti e selezionate. Ci racconta anche del Bed and Breakfast che si trova al primo piano sopra il ristorante.
Chiudiamo in dolcezza e prendiamo un dolce in due. Lo chef Stefano Borrelli ci fa degustare il suo “vulcano buono” nella versione natalizia. Una dolce riproduzione di un alberello di Natale: cono di cioccolato extrafondente con ripieno di stracciatella, sbriciolata di meringa, e cioccolato. Io accompagno il dolce con un bel Rum Don Papa.

Il dessertIl dessert proposto dallo chef Stefano Borrelli 

 

Chiediamo i l conto e paghiamo per la nostra cena 70 euro in due. Rapporto qualità prezzo corretto se consideriamo la qualità delle materie prime utilizzate e il livello delle proposte.

Bocca di Bacco a Cimitile è un ristorante imperdibile. Qui potete gustare una cucina di livello, ottimi antipasti, originali proposte capaci di valorizzare le verdure e i prodotti di stagione, interessanti primi ma il pezzo forte del locale è la carne. Bocca di Bacco è rinomato per l’ottima carne, qui trovate i migliori tagli italiani e stranieri, carni selezionate. Dall’angus argentino al black angus americano, dal Kobe al maialino iberico, dalla manzetta prussiana al maialino nero casertano ma trovate anche carni insolite come il filetto di cammello, di canguro, di renna, di zebra, di struzzo. Il valore aggiunto è lo chef Stefano Borrelli, un vero talento, la sua cucina è senza fronzoli, ottima tecnica di base e la giusta dose di creatività. Il servizio è preciso e professionale. Buona e fornita la carta dei vini, corretto il rapporto qualità prezzo. Cosa aspettate a farci un salto? Garantiamo noi…..


Bocca di Bacco

Via Croce n.15
Cimitile (Na)
Tel.  320 888 1306
Visita il sito web della Bocca di Bacco 

 

 

Pubblicato in Campania
Giovedì, 06 Dicembre 2018 17:00

Badalamenti Cucina e Bottega. Palermo

E’ una bella Domenica, il clima mite ed il caldo sole della Sicilia ci permettono di dimenticare per qualche giorno il freddo. Siamo a Mondello, la celebre frazione di Palermo racchiusa tra il promontorio del Monte Pellegrino e la riserva naturale di Capo Gallo, località balneare frequentata da turisti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo, che d’Estate trascorrono qui le loro vacanze davanti ad un mare cristallino, sulla sua spiaggia di finissima sabbia bianca e tra i suoi meravigliosi viali alberati.

La meta scelta per il nostro pranzo è Badalamenti cucina e bottega, un locale che non si propone unicamente come ristorante, ma anche come enoteca ed appunto bottega, una vera e propria bottega gastronomica dove si possono acquistare prodotti d’eccellenza della tradizione culinaria siciliana e non solo.

Appena entrati veniamo subito accolti e condotti al nostro tavolo da Marco, uno dei titolari. L’arredo del locale è decisamente moderno ma con uno sguardo alla tradizione con tavoli e sedie in legno, ed una semplice ma piacevole mise en place, con simpatici lega tovaglioli formati da tappi di sughero.

Bancone di Badalamenti Cucina e Bottega Il bancone di Badalamenti cucina e bottega 

Una volta accomodati riceviamo come benvenuto un assaggio di extravergine di oliva di loro produzione, un olio con un sapore davvero ricco ma molto delicato al tempo stesso, insomma si comincia davvero col piede giusto. Dopo aver assaggiato l’olio passiamo alla scelta del vino che ricade, sempre su suggerimento del gentile Marco, su un Etna bianco Cottanera, un vino con piacevoli note agrumate che si sposa alla perfezione con piatti a base di pesce, ottenuto da uve di Carricante, un vitigno autoctono coltivato fin dall’antichità alle pendici del celebre vulcano siciliano. Passiamo quindi agli antipasti: insalata di mare, l’antipasto di pesce per eccellenza, un piatto in cui, ovviamente, a fare la differenza è la freschezza del pesce, e in questo caso profumo e consistenza non lasciano spazio a dubbi di alcun tipo, stiamo gustando davvero un’insalata coi fiocchi.

Insalata di mareInsalata di mare

Passiamo al secondo antipasto, ed essendo a Palermo non poteva che essere un'arancina, in questo caso di mare con ripieno di gamberi e calamari su zuppetta di cozze piccante, un piatto davvero eccezionale, che colpisce per il suo gusto intenso regalato dal ripieno e dalla zuppetta di cozze, ma si rivela anche di grande equilibrio nel complesso, un antipasto capace di emozionare davvero.

Arancina di mareArancina di mare

Passiamo ai primi, ed anche qui il richiamo alla tradizione gastronomica siciliana è davvero forte: busiate con pesce spada e polpa di melanzane, un matrimonio perfetto tra la tipica pasta trapanese, lo spada e le melanzane, con la menta che regala un finale di freschezza davvero piacevole a questa portata.

Busiate spada e melanzaneBusiate spada e melanzane

Altro primo: spaghetti di grano siciliano con colatura di alici, filetti di branzino e mollica tostata. Forse il primo che ci ha colpito maggiormente, sia per la sua semplicità sia per il suo sapore ben marcato, che viene fuori da ognuno dei suoi ingredienti, insieme alla componente croccante della mollica tostata.

Spaghetti di grano sicilianoSpaghetti di grano siciliano

Dopo i primi passiamo ai secondi: trancio di salmone scottato alle erbe con julienne di finocchio, filetti di arance e vinaigrette agli agrumi. In questo piatto apprezziamo oltre al classico abbinamento con finocchi e arance, la cottura perfetta del salmone, le fibre muscolari del pesce infatti si separano facilmente tra loro, ed il risultato è un trancio tenerissimo e succoso al tempo stesso.

trancio di salmone1Trancio di salmone

Altro secondo: rollatina di branzino con gamberi calamaro e panure alle erbette fini. Anche in questo caso siamo rimasti molto soddisfatti, la freschezza delle materie prime unita alla bravura nella preparazione dei piatti ci hanno convinto pienamente.

Rollatina di branzinoRollatina di branzino

Concludiamo con una cheesecake fredda ai frutti di bosco decisamente all’altezza del pasto appena consumato e, per non farci mancare nulla, due caffè e due amari.

CheesecakeCheesecake


Chiediamo il conto e ci viene presentato uno scontrino da 113 euro, poco più di 55 euro a persona, un rapporto qualità prezzo davvero notevole considerando quanto e soprattutto come abbiamo mangiato.

Badalamenti cucina e bottega è un locale che offre diverse possibilità, dove si può mangiare dal pesce alla carne chianina, dove fare un aperitivo con crudo di mare o con salumi e formaggi mentre si sorseggia un calice di buon vino, insomma a voi spetta solo l’onere di portare una buona compagnia, d’altronde come diceva Epicuro: “Dobbiamo trovare qualcuno con cui mangiare e bere prima di cercare qualcosa da mangiare e da bere, perché mangiare da solo significa fare la vita di un leone o di un lupo.”

 

Badalamenti Cucina e Bottega
Viale Galatea n. 55
Palermo (Mondello)
Tel. 091 450213
Visita il sito Web di Badalamenti Cucina e Bottega 

Pubblicato in Sicilia
Martedì, 27 Novembre 2018 09:00

Osteria Angelina. Trentola - Ducenta (Ce)

Siamo nell’agro aversano a Trentola – Ducenta, qui nella centralissima Via Roma c’è l’osteria che abbiamo scelto per il nostro pranzo: l’Osteria Angelina. Parcheggiamo l’auto senza difficoltà a pochi metri dal locale e ci accomodiamo, il personale molto gentile ci accompagna al nostro tavolo. Il locale è moderno, curato ma al contempo molto semplice e regala una sensazione di estrema familiarità. L’ambiente è caldo e si respira aria di sincera convivialità. Insomma ci sono tutte le premesse per un signor pranzo. Il menù non presenta molte proposte ma sono tutte interessanti ed è chiaro il tipo di cucina che questa osteria propone: una cucina orgogliosamente della tradizione campana e oserei dire anche casertana. Uno dei loro piatti forti è il mitico scarpariello. Ricetta tradizionale napoletana nata tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli, quando i vecchi calzolai (gli scarpari appunto) venivano rifocillati e in un certo senso “pagati” per il loro lavoro con questo piatto realizzato con quello che si veva in cucina: il formaggio, il ragù (del giorno prima) e tanto basilico. Così nacque lo scarpariello, un piatto povero ma squisito e qui da Angelina è uno dei piatti più richiesti.

Osteria Angelina Trentola Ducenta Ce Sulla parete troneggia Il Re della casa Lo ScarparielloOsteria Angelina. Trentola - Ducenta (Ce). Sulla parete troneggia Il Re della casa - Lo Scarpariello

 
Cominciano le danze. Da bere una minerale e un ottimo Falerno del Massico delle Cantine Moio, intenso, fruttato con note di frutti rossi, dal sapore pieno, intenso e una struttura importante. Un bel vino pieno di personalità, ideale per accompagnare il nostro pranzo.
Cominciamo con un bel fritto realizzato a regola d’arte, asciutto, non unto: peperoni, melanzane, zucchine, un crocchè di patate e due frittelle. Ottimi..

Il FrittoIl Fritto

Ci portano poi un zuppa di fagioli con crostini, saporita, sapida, gustosa.

Zuppa di fagioli con crostiniZuppa di fagioli con crostini

E ancora fagioli piccanti con salsiccia sbriciolata. Anche questi ben fatti......

Fagioli piccantiFagioli piccanti

E un commovente gateau di patate. Che sapore amici! Delicato, fatto a regola d’arte, Quasi un sapore di altri tempi che ci rimanda alla cucina di una volta …

Gateau di patate e formaggioGateau di patate e formaggio

A chiudere il nostro antipasto una “signora parmigiana di melanzane”, siamo di fronte ad un classico e in questi casi quando gustiamo un classico siamo esigenti. Se non sono fatti a dovere siamo molto critici, qui dobbiamo dire che il livello della parmigiana è notevole, chapeau !  Il nostro pranzo fila via che è una bellezza. E’ il momento dei primi, non potevamo esimerci dall’assaggiare due cavalli di battaglia dell’Osteria, un piatto di spaghetti allo scarpariello, con tanto pomodoro, basilico e formaggio. Sublime, fatto come tradizione vuole…

Il mitico scarparielloIl mitico scarpariello

E una genovese di tutto rispetto. Anche qui si respira tradizione a piene mani, devo dire he abbiamo scelto due primi che sono un must a Napoli e il risultato è stato lusinghiero. Complimenti!

La genoveseLa genovese

Prendiamo anche un secondo, un tris di carne: fettina, cotoletta e salsiccia servita su pietra lavica con patate fatte in modo artigianale, fresche, tagliate al momento e aromatizzate con la paprika.

Tris di carne con patateTris di carne con patate

Chiudiamo il nostro pranzo in dolcezza con una fetta di torta della nonna (ottima) e delle voluttuose graffe con cioccolato fondente.

Graffe ricoperte di cioccolato fondenteGraffe ricoperte di cioccolato fondente


Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo 30 euro a persona. Un rapporto qualità prezzo davvero ottimo ! Bravi.
L’Osteria Angelina è il classico indirizzo che non tradisce le aspettative. Ottima osteria che propone piatti della tradizione cucinati benissimo e presentati discretamente. Le materie prime sono di assoluta qualità, i ragazzi in sala sono fantastici, il personale è solerte e gentile. Ottimo il rapporto qualità prezzo. La garanzia sta comunque in cucina, la signora Angela sa il fatto suo, cucina con amore e dispensa sorrisi ed emozioni con una cucina sincera che non delude le aspettative. Qui ci si sente coccolati come a casa e si possono riassaporare tanti piatti della tradizione ben cucinati e serviti. Fateci un salto amici, ci darete ragione. Da non perdere …


Osteria Angelina
Via Roma n.264
Trentola – Ducenta (Ce)
Tel. 349 088 4105
Visita la pagina Fb dell’Osteria Angelina

Pubblicato in Campania
Mercoledì, 07 Novembre 2018 12:04

Porta Riva Ristorante. Avella (Av)

Siamo ad Avella centro dalla storia antichissima, uno dei vanti dell’antica Campania Felix, città situata in un contesto paesaggistico notevole, piena di palazzi storici e monumenti, alcuni di età romana. L’antica Avella secondo le cronache aveva ben sei porte di ingresso che conducevano al centro abitato. Una di questa era Porta Riva così chiamata perché si trovava in prossimità del fiume Clanio. Attraversandola si andava verso il Castello.
Proprio qui c’è Porta Riva, il posticino da noi scelto per la nostra cena. Il locale è molto bello, ci si arriva agevolmente, parcheggiare l’auto non è un problema, c’è infatti un parcheggio molto grande ed anche all’esterno c’è spazio a volontà. La struttura è grande, luminosa, con molte vetrate. All’ingresso sulla sinistra c’è il bancone con  il forno. Porta riva è pizzeria oltre che ristorante.

Noi però siamo venuti qui stasera per provare la cucina dello chef Andrea Pagano il cui talento era a noi ben noto.
Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo, veniamo accolti con garbo e cortesia. Ci accomodiamo e diamo un’occhiata al menù. Ovviamente ci concentriamo sulle proposte di cucina, per le pizze torneremo in un altro momento.
Ci sono sei proposte di antipasti, cinque primi, sei secondi. Insomma poche proposte ma ben studiate, realizzate con i prodotti del territorio. Da bere ordiniamo una minerale e due calici di aglianico irpino.
Prima dell’antipasto ci servono uno stuzzicante entreé: montanarina con lardo, tartufo nero e mentuccia. Buonissima con una frittura perfetta, non unta e asciutta.

Montanarina con lardo tartufo e mentucciaMontanarina con lardo e tartufo nero

Ordiniamo un antipasto, decidiamo di rimanere in Irpinia con la rivisitazione di un classico: il mallone, mantecato di cime di rape e patate, servito con pizza di granone, pancetta croccante su colatura di caciocavallo irpino. Una goduria, piatto equilibrato e gustosissimo.

Mallone avellinese con colatura di caciocavallo irpinoMallone avellinese con colatura di caciocavallo irpino

Spazio ai primi, ecco una carbonara di gamberi: spaghetti dell’antico pastificio Vicidomini, uova biologiche e gamberi. Una variante davvero interessante della classica carbonara.

Carbonara di gamberiCarbonara di gamberi

Il top lo raggiungiamo con la genovese Irpina: eliconi Vicidomini, cipolla ramata di Montoro, spalla di maialino nero irpino e funghi porcini. Da svenimento, perfetta la genovese resa intrigante dalla presenza dei funghi porcini. Una versione originale, che potrebbe far storcere il naso ai puristi della genovese, ma vi assicuro, è una proposta che da sola varrebbe la visita. Da provare.

Genovese irpinaGenovese irpina

La nostra serata scorre via piacevolmente, la sala è piena. Bisogna dire che nonostante sia Sabato il servizio è celere e preciso così come assolutamente giusti sono i tempi di attesa tra una portata e l’altra. Decidiamo di gustare anche due secondi. Una proposta di pesce e una di carne.
Arriva il polpo 2.0: polpo croccante, stracciata di bufala campana, friarielli napoletani su disco di polenta. Ho trovato buonissimo il polpo, morbido, cotto in maniera perfetta. Molto interessante l’abbinamento con la stracciata e i friarielli.

Polpo 2.0Polpo 2.0

Poi l’hamburger nel piatto: un buonissimo hamburger di scottona Marchigiana su crostone di pane cafone, provola di Agerola e misticanza al tartufo. Nota di merito per la carne di grande qualità, cotta alla perfezione.

L'hamburger nel piattoL'hamburger nel piatto

Siamo sazi, decidiamo di saltare il dolce, prendiamo un limoncello, un amaro e chiediamo il conto. Paghiamo per la nostra cena 59 euro in due. Davvero un ottimo rapporto qualità prezzo.

Porta Riva merita la vostra visita. E’ pizzeria e ristorante di ottimo livello. Il locale è grande, spazioso, pulito. Il personale è garbato, il servizio preciso. Ottimo il rapporto qualità prezzo. Qui si mangia davvero bene. Dobbiamo fare i complimenti allo chef Andrea Pagano, è lui il vero valore aggiunto, un fuoriclasse in cucina. Andrea ha talento, passione e riesce senza forzare troppo la mano a dar vita a piatti di ottimo livello capaci di valorizzare i buoni prodotti del territorio. Riesce ad esprimere la sua personalità con proposte ben studiate e capaci di regalare emozioni, grazie anche alla scelta di prodotti e materie prime di eccellenza. Qui ho assaggiato una genovese (nella versione irpina) da favola. Porta Riva ad Avella è un signor ristorante. Andateci e non ve ne pentirete, garantiamo noi. Da provare e riprovare.


Porta Riva Ristorante
Via dei Mulini n.47
Avella (Av)
Tel. 081 510 38 03
Visita la pagina Fb di Porta Riva

 

Pubblicato in Campania
Lunedì, 29 Ottobre 2018 18:07

La Corte dei Filangieri. Candida (Av)

E’ un Sabato autunnale ma baciato dal sole, siamo in Irpinia, abbiamo scelto per pranzo di tornare dopo un pò alla Corte dei Filangieri. Siamo a Candida, borgo ad una decina di Km da Avellino, siamo a poco meno di 600 metri di altitudine. Ci si arriva facilmente sia da Avellino Est che Avellino Ovest con uscita sull’ofantina. Candida ha una storia antichissima e per molti anni fu feudo dei Filangieri, grazie alla grande considerazione che questi avevano presso la corte di Federico II, Candida divenne universitas e conobbe anni di splendore e sviluppo sia economico sia demografico. Il nome del ristorante richiama appunto la nobile famiglia dei Filangieri. Siamo all’inizio del centro storico del paese, in prossimità della piazza.

La Corte dei Filangieri. Candida Av Ingresso localeLa Corte dei Filangieri. Candida (Av) - Insegna locale

Parcheggiamo l’auto a pochi metri dal locale ed entriamo. L’impatto è notevole. Il locale si trova in una cantina del ‘700, c’è la bella pietra viva bene in vista, un mix di rustico ed antico, oggetti antichi di vita contadina e quotidiana alle pareti. Luce soffusa, bella e gradevole musica di sottofondo.

La Corte dei Filangieri. Candida Av Particolare della SalaLa Corte dei Filangieri. Candida (Av) - Particolare della Sala

L’atmosfera è davvero piacevole. Ci accomodiamo e ci servono il menù. Per una precisa scelta, ci sono poche portate. Pochi piatti ma strettamente legati al territorio. Trionfa sua maestà il baccalà, ma ci sono anche le carni, i formaggi locali, i salumi, la pasta tirata a mano. Insomma qui c’è la vera cucina del territorio, senza compromessi.
Da bere ordiniamo una minerale e una bottiglia di Aglianico di Salvatore Molettieri. Un rosso corposo, di personalità, giustamente tannico e perfetto per accompagnare il nostro pranzo. Cominciamo con l’antipasto. Arriva un piccolo tagliere con capocollo locale, caciocavallo podolico e salame “pezzente” di Veticano. Accompagnati con una focaccia di frumento di riso e mais. 

Il TagliereIl Tagliere

Ecco una fantastica zuppa di fagioli quarantini di Voluturara Irpina,  presidio Slow food (chiamati così per la durata del loro ciclo di maturazione) e castagne. Chapeau!

Zuppa di fagioli quarantini di Voluturara irpina e castagneZuppa di fagioli quarantini di Voluturara irpina e castagne

Optiamo poi per un must della zona: il mallone, rape e patate accompagnati dal tartufo. Piatto eseguito benissimo. Siamo nel pieno della tradizione.

Rape e patare con tartufoRape e patare con tartufo

Finito qui l’antipasto? No, no…. Ecco un meraviglioso baccalà con insalata di rinforzo. Goduria….

Baccalà e insalata di rinforzoBaccalà e insalata di rinforzo

Il nostro pranzo fila via che è una bellezza. L’ambiente raffinato ma rustico nel contempo invita alla convivialità.  L’atmosfera è davvero piacevole, e apprezziamo anche il sottofondo musicale. Intanto ecco che arrivano i primi..
Una puttanesca di baccalà: ziti spezzati, pomodoro San Marzano, baccalà, olive e capperi. Un piatto che ci ha convinto, davvero ben fatto. Cottura della pasta perfetta, e quel sugo cos’era! E che profumo …

Puttanesca di baccalà Puttanesca di baccalà

E degli spaghetti aglio, olio, peperoncino, granella di nocciola e pan grattato. Un piatto davvero ben eseguito. Buonissimi!

Spaghetti quadrati aglio olio peperoncino granella di nocciole e pan grattato ok Ok Spaghetti quadrati aglio olio peperoncino granella di nocciole e pan grattato

Intanto esce a salutarci lo chef, bravissimo, che ci racconta un po’ quella che è la sua filosofia di cucina: riproporre i piatti del territorio, quelli della tradizione contadina locale, fatti con materie prime fresche e selezionate. Le migliori carni irpine ricercate, i prodotti dell’orto, i salumi locali e i formaggi con su tutti sua maestà il pecorino Carmasciano, il baccalà. Insomma un vero “santuario della cucina territoriale contadina”.
Dopo un po’ arriva il secondo: baccalà alla “pertecaregna” . Tradizione irpina pura... Poesia… La nostra è stata proprio un’ottima scelta.

Baccalà alla pertecaregnaBaccalà alla pertecaregna

Non possiamo chiudere il nostro pranzo senza un dessert e allora optiamo per un “castagnaccio”. Delicatissimo...

CastagnaccioCastagnaccio

E la mitica “coviglia”, (semifreddo alla nocciola), accompagniamo il dolce con del barolo chinato.

Coviglia semifreddo alla nocciolaCoviglia semifreddo alla nocciola

Chiediamo il conto e per il nostro pranzo paghiamo 60 euro in due. Davvero un ottimo rapporto qualità-prezzo.

La Corte dei Filangieri si conferma come un indirizzo sicuro, la creatura di Antonio Pertillo continua a crescere e va avanti non tradendo quelli che sono i suoi principi: qualità, tradizione ed attenzione maniacale alla scelta delle materie prime. Mauro Reda in cucina è il valore aggiunto. E’ un grande talento ed ha la capacità innata di dare un’anima moderna agli antichi piatti della tradizione contadina. Grazie alla sue sapienti “mani” il mallone, la trippa e fagioli, i mugnatielli, il baccalà in tutte le sue declinazioni, le zuppe, le paste fatte a mano, si vestono di una luce nuova, “moderna” senza dimenticarsi però della loro origine e della loro storia. E’ questa la forza della Corte dei Filangieri: la ricerca, la difesa, il culto della tradizione a tavola, senza compromessi. Una scelta che alla lunga paga. Chi viene qui sa cosa troverà e per cosa ritornerà, una grande cucina del territorio, ben eseguita con spunti di modernità e creatività. Il servizio è preciso e veloce. Il rapporto qualità-prezzo è ottimo.
E’ un indirizzo da segnare in agenda senza “se” e senza “ma”. Garanzia.

 

La Corte dei Filangieri
Via Fontanelle n.4
Candida (Av)
Tel. 0825 986414
Visita il sito web della Corte dei Filangieri

Pubblicato in Campania
Lunedì, 22 Ottobre 2018 12:00

N'ata Storia. Marigliano (Na)

Come un vecchio amico che non ti tradisce mai.

Domenica è un giorno in cui spesso andiamo in giro desiderosi di esperienze gastronomiche interessanti. Stavolta siamo stati a Marigliano da N’ata Storia, già segnalato da noi in passato per la pizza (di buona fattura), ma N’ata storia è soprattutto un signor ristorante. Era da un po’ che mancavamo dovevamo rimediare.
Arrivare al locale è semplicissimo, siamo infatti sulla strada statale variante 7 bis, altra cosa importantissima è la presenza di un ampio parcheggio custodito, per cui non avrete mai problemi con l’auto.
N’ata storia è un locale gradevole, moderno, curato nei dettagli, c’è uno spazio esterno attrezzato con piante e una bella fontana dove potersi rilassare, fare foto o anche organizzare piccoli eventi. All’interno ci sono diverse sale molto curate ed anche un grazioso dehor esterno. Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo, arriviamo puntuali, siamo in due. Ci accoglie con garbo e gentilezza Agostino Molaro, perfetto padrone di casa che ci accompagna al nostro posto.

Diamo un’occhiata al menù, molto interessante con diverse proposte di terra e di mare. Decidiamo però di consultarci con Agostino che ci consiglia anche qualche fuori menù. Optiamo per proposte prevalentemente di mare e allora da bere prendiamo un vino sorprendente: Star Grillo e Muller Thurgau di Duca di Salaparuta, un bianco fruttato, intenso, fresco, beverino ma con una buona nota minerale, ideale per accompagnare il nostro pranzo.

Star Grillo e Muller Thurgau di Duca di SalaparutaStar Grillo e Muller Thurgau di Duca di Salaparuta

Ordiniamo un antipasto di mare. Sei proposte, tre fredde e tre calde.
Arriva il primo antipasto (il freddo): carpaccio di spada, insalatina di mare e un bruschettone con pomodorino, cipolla di Tropea caramellata e baccalà. Ottimo il carpaccio di spada, morbida e goduriosa l’insalatina di mare (davvero il polpo si scioglieva quasi in bocca), interessante la bruschetta, nota di merito per il baccalà, compatto, saporito.

Antipasti freddi di mareAntipasti freddi di mare

Siamo partiti alla grande. Neanche il tempo di finire ed ecco la seconda proposta (antipasti caldi): calamaretti fritti, polpettina di tonno su pomodorino del piennolo, e conchiglia al salmone gratinato. Delicati i calamaretti, buona la polpettina di tonno (spettacolare in particolare il piennolo usato), delicata la conchiglia gratinata.

Antipasti caldi di mareAntipasti caldi di mare

Tra una chiacchiera e l’altra sorseggiamo il nostro vino, e ci godiamo l’atmosfera rilassata di questa Domenica autunnale. Abbiamo intanto ordinato i primi che poco dopo arrivano. Due piatti davvero interessanti.
Gnocchi di patata viola con frutti di mare e pesto di pistacchio. Deliziosi. Ben fatti gli gnocchi, meravigliosi i frutti di mare. Un piatto davvero top.

Gnocchi di patata viola con frutti di mare e pesto di pistacchiGnocchi di patata viola con frutti di mare e pesto di pistacchi

Non da meno l’altro primo: gemelli (un formato di pasta particolare) con tonno, melanzane, pomodorini e olive di Gaeta. Tonno e melanzane un abbinamento dal sapore siculo. Anche questo piatto ci ha convinti.

Gemelli con tonno melanzane pomodorini e olive di GaetaGemelli con tonno melanzane pomodorini e olive di Gaeta

Di tanto in tanto passa a trovarci Agostino per sincerarsi che tutto sia di nostro gradimento. Decidiamo di prendere anche un secondo (in due). La nostra scelta cade sulla frittura di calamari, non abbiamo sbagliato infatti erano deliziosi. Morbidi, preparati alla perfezione, una frittura asciutta e senza unto in eccesso. Prendiamo anche un’insalata.

Frittura di calamariFrittura di calamari

Siamo sazi, saltiamo il dolce e chiediamo il conto. Intanto ci offrono un delizioso liquore alla mela annurca.
Paghiamo per il nostro pranzo 70 euro in due. Rapporto qualità prezzo direi corretto. Salutiamo e andiamo via soddisfatti.

N’ata Storia merita decisamente una visita per la pizza (ve ne abbiamo parlato anche in passato, a proposito complimenti a Carmine Molaro che nel tempo è diventato un validissimo pizzaiolo), ma questo luogo è imperdibile soprattutto per la cucina: qui tutto è curato nei minimi dettagli, le materie prime utilizzate sono di qualità, il pesce ottimo, lo chef Vincenzo Pagano sa il fatto suo, ha talento e propone piatti davvero interessanti.
Il resto lo fanno la cortesia e la disponibilità del personale. Il locale è perfetto anche per eventi e piccole cerimonie. Non resterete delusi, N’ata Storia è il risultato dell’esperienza nel campo della ristorazione della famiglia Molaro. Complimenti a papà Pasquale a Carmine ed Agostino per aver portato avanti le loro idee e aver creato questo luogo dove mangiar bene e di qualità è una regola. Chi ci viene la prima volta ci torna sempre volentieri ed il motivo è presto spiegato: questo luogo è come un vecchio amico che non ti tradisce mai anche se non lo vedi sempre. Garanzia.

N’ata Storia
Via Variante 7 bis / Via Cadorna
80034 Marigliano (Na)
Tel. 081 8855559
Visita il sito web di N’ata Storia

Pubblicato in Campania
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nasce con una finalità ben precisa: proporsi come un nuovo modo di raccontare il food, dinamico, creativo, accattivante, fuori dai soliti schemi.

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