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- il borgo più alto della Puglia dalle origini franco-provenzali

Faeto - il borgo e panorama
Faeto - il borgo e panorama

Faeto (Fg)

- il borgo più alto della Puglia dalle origini franco-provenzali

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Arrivare a Faeto è una scoperta vera. Siamo in provincia di Foggia, nel territorio del sub-appennino della Daunia, il comune fa parte infatti della comunità montana del subappennino Dauno meridionale. Insieme al vicino borgo di Celle di San Vito costituisce l’unica isola linguistica di lingua franco-provenzale della Puglia con riconoscimento legislativo da parte dello Stato ( legge n.482 del 1999), ma dell’origine franco-provenzale parleremo tra poco. 

Cartello di Ingresso - Faeto

Cartello di Ingresso – Faeto

Arrivo a Faeto con il mio amore Daniela, giungiamo dall’Irpinia passando da Ariano Irpino, Savignano Scalo e Greci, dopo un pò di strada eccoci, ci accoglie un cartello scritto in franco-provenzale.

Siamo praticamente sul tetto della Puglia, infatti è il borgo più alto (con i suoi  866 metri di altitudine) della provincia di Foggia e dell’intera regione. Parcheggiamo l’auto, l’aria è frizzantina, si sente l’odore del fumo dei camini, ci muoviamo sulle stradine acciottolate alla scoperta del borgo.

Il paese ha uno sviluppo urbano quasi come un “nido d’uccello” e grazie alla sua posizione regala alla vista uno spettacolo incredibile: i boschi, il verde, la piana del Tavoliere delle Puglie e quando il cielo è terso, addirittura si scorgono in lontananza i monti del Gargano e l’azzurro del Mare.

Faeto - Chiesa del Santissimo Salvatore

Faeto – Chiesa del Santissimo Salvatore

Faeto è un borgo di grande interesse ed ha un centro storico antico e suggestivo che si sviluppa nella parte alta alle spalle della Chiesa Madre del Santissimo Salvatore, costruita nel 1570 utilizzando le pietre e il materiale dell’antico castello. La Chiesa ha una facciata stupenda in stile rinascimentale.

Alle spalle della Chiesa c’è la parte antica del borgo  laddove un tempo c’erano le antiche porte di accesso. E’ un susseguirsi di vicoletti, erte, stradine strette, piccoli slarghi, antichi portali e palazzi che sembrano sospesi nel tempo. In effetti Faeto ha origini molto antiche e nasce nella seconda metà del XIII secolo, quando il re Carlo d’Angiò, duca di Provenza e re di Sicilia, durante l’assedio ai Saraceni di Lucera, mandò oltre 200 soldati provenzali presso il Castello di Crepacore (l’antico Castrum Crepacordis, che si trovava sul monte Castiglione).

Dopo la vittoria contro i Saraceni per ringraziare i soldati provenzali del loro coraggio e della loro fedeltà concesse loro di rimanere dove si trovava il castello facendosi raggiungere poi anche dai familiari. Nacque così la prima colonia franco-provenzale, il primo nucleo abitato.

Questa è l’origine di Faeto attestata anche da un documento cartaceo ossia l’editto dell’8 Luglio 1269. L’eredità franco provenzale è giunta fino ai giorni nostri con usi, costumi, tradizioni ma “in primis” con l’idioma franco provenzale che si parla a Faeto e che non è un dialetto come per anni si diceva ma è stato elevato a “lingua” sulla base della già citata legge n. 482 del 1999.

Faeto - Casa del Capitano

Faeto – Casa del Capitano

Nel centro storico incontriamo numerosi vicoletti, stradine acciottolate e tortuose e archi “lo cunnùtte”, le antiche porte del paese, di emozionante bellezza. Da vedere sono la Casa del Capitano (XV – XVI secolo) edificio antichissimo con una bella bifora, già sede del Museo etnografico.

Restiamo colpiti in particolare da Vico Valentino un piccolissimo vicolo con supportico che ci riporta al Medioevo.

Passeggiare per le stradine di Faeto vi regalerà delle piacevolissime sensazioni, come è capitato a me a alla mia Daniela. Vi riapproprierete di profumi, di odori di sensazioni che sembrano appartenere ad un epoca che non esiste più. E’ l’ideale rifugio contro lo stress e la frenesia della vita quotidiana.

Un’altra caratteristica importante di Faeto è la presenza di boschi estesi e ricchi di fauna e di flora. Il bosco di Faeto, è stato riconosciuto come S.I.C. dalla Comunità Europea ossia sito d’importanza comunitaria. A ben vedere alla natura rigogliosa è legata anche l’etimologia del nome: Faeto deriva da “faggeto” ossia bosco di faggi. Nel territorio comunale poi abbondano le sorgenti di acqua anche minerale con grandi proprietà diuretiche e curative. Le sorgenti più note sono il “Piscero”, la fonte di San Vito, la fontana dei Coppi e la fontana di “Sciurtone”. L’economia del paese si basa in particolare sull’agricoltura e sul turismo.

Faeto - Vico Valentino

Faeto – Vico Valentino

Il prodotto più noto è il famoso prosciutto di Faeto, che può fregiarsi del marchio I.G.P e che viene prodotto rispettando un rigido disciplinare, è prodotto con carni rigorosamente italiane, lavorate secondo metodi molto antichi. La salatura avviene a secco e la stagionatura dura minimo un anno. Il risultato è un prosciutto di una bontà incredibile e grazie al clima e alle condizioni del territorio questo prosciutto ha un sapore e un profumo inimitabili.

Da segnalare la Sagra del Prosciutto di Faeto (Presutt’ de Fait’) che si tiene nel mese di Agosto e che attira migliaia di eno-turisti. Altro evento da non perdere è la “Sagra del maiale” che si tiene nel mese di Febbraio è che rappresenta il trionfo del maiale nero di Faeto. Questi maiali sono allevati allo stato brado e secondo un metodo assolutamente biologico.

Insomma Faeto con il suo centro storico, il suo territorio e le sue bontà ha grandi potenzialità turistiche e merita una visita perché è in grado di coniugare storia, cultura, tradizione e squisita eno-gastronomia.

Per saperne di più:

Visita il sito web del comune di Faeto 

Visita il sito web dell’associazione per la valorizzazione del prosciutto di Faeto

 

Come arrivare a Faeto:

– Da Foggia, occorre raggiungere Troia e da qui imboccare la strada per Lucera fino al bivio per Faeto.

– Per chi proviene dall’autostrada Napoli-Bari l’uscita è a Grottaminarda, attraverso Ariano Irpino, Savignano Scalo e Greci si raggiunge Faeto.

– Dall’autostrada Pescara- Bari l’uscita è a San Severo. Attraversata Lucera, si prosegue per Troia fino al bivio per Faeto.

– Sempre Lucera può essere presa come riferimento per coloro che giungono dal Molise.



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